All’inizio del 2026, con Donald Trump che assumeva la presidenza, molti esperti economici erano preoccupati per l’adozione delle tariffe elevate promesse durante la campagna elettorale. Si temeva che queste potessero portare a un aumento dei prezzi per i beni di consumo, con un impatto diretto sul potere d’acquisto delle famiglie americane e delle aziende. L’ipotesi era che questo potesse generare un’inflazione crescente, accompagnata da un calo del reddito reale, rendendo difficile per la Federal Reserve intervenire efficacemente. L’unica cosa certa era che ulteriori tariffe avrebbero potuto innescare ritorsioni da parte di altri paesi, aggravando ulteriormente la situazione.
Le tariffe di Trump e le aspettative economiche
Le tariffe annunciate da Trump si sono rivelate più severe di quanto gli analisti avessero previsto. Gli interventi sono stati frequenti e di grande portata, sembrando spesso scollegati da una logica economica ben definita. Queste azioni hanno rappresentato un allontanamento dalle tradizionali politiche di libero scambio, già messe a dura prova durante il primo mandato di Trump. Le misure tariffarie hanno superato in gravità quelle storiche come il Smoot-Hawley tariff del 1930, ignorando anche gli accordi internazionali sottoscritti dagli Stati Uniti.
Impatto iniziale delle tariffe
Nonostante le aspettative di effetti devastanti su inflazione, occupazione e reddito reale, nel 2026 la situazione si è dimostrata meno drammatica di quanto immaginato. Le ritorsioni da parte dei partner commerciali non sono state così diffuse come previsto, sebbene alcuni settori, come quello agricolo, abbiano subito danni significativi. L’inflazione misurata dall’Indice dei Prezzi al Consumo (CPI) è rimasta stabile al 2,7% a fine, senza segnali di aumento come temuto. Anche il tasso di disoccupazione ha mostrato un aumento contenuto, passando dal 4,1% al 4,6%, mentre la crescita economica ha mostrato segni di solidità nel terzo trimestre, anche se si prevede un rallentamento nel quarto trimestre.
Fattori che hanno attenuato gli effetti delle tariffe
Ci sono diversi motivi per cui gli effetti più gravi delle tariffe non si sono manifestati nel 2026. Prima di tutto, la raccolta dei dati economici è stata compromessa dalla chiusura del governo tra ottobre e novembre, creando potenziali errori di misurazione. Per esempio, alcuni dati relativi all’inflazione potrebbero essere stati registrati in modo inaccurato a causa della mancanza di informazioni complete. Ciò potrebbe aver distorto le stime, dando un’immagine meno negativa di quanto fosse in realtà.
Posticipazione delle tariffe più elevate
In secondo luogo, molte delle tariffe più pesanti annunciate da Trump, come quelle del “Giorno della Liberazione” del 2 aprile, sono state rinviate o attenuate quando si è visto che avrebbero comportato un aumento dei prezzi alimentari. Ad esempio, le eccezioni per le importazioni dal Messico e dal Canada sono state introdotte per evitare danni eccessivi all’industria automobilistica nordamericana. Questo comportamento di contrattazione è stato visto come una forma di prudenza, avendo come obiettivo il mantenimento della stabilità economica.
Strategie aziendali e reazione dei consumatori
Un altro fattore importante è stata la strategia di accumulo delle scorte da parte delle aziende, che hanno anticipato gli acquisti prima dell’entrata in vigore delle tariffe. Questo ha permesso loro di evitare un immediato aumento dei prezzi al consumo, dato che hanno potuto vendere le merci accumulate a costi più bassi. Tuttavia, una volta esaurite queste scorte, è probabile che i prezzi inizino a riflettere maggiormente le nuove tariffe. Le aziende, in molti casi, hanno scelto di assorbire parte dell’aumento dei costi per non trasferirli completamente sui consumatori, mantenendo così un certo equilibrio nei mercati.
Infine, l’incertezza riguardo alla stabilità delle tariffe ha portato le imprese a essere caute nel procedere con licenziamenti o aumenti di prezzo, contribuendo a mantenere la situazione sotto controllo nel breve periodo. Tuttavia, ci si aspetta che gli effetti delle tariffe diventino più evidenti nel corso del 2026, a causa delle distorsioni create nel mercato e dell’incertezza persistente che influisce sul reddito reale.
