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Aumento dell’EPI a marzo 2026: analisi e confronto con il CPI

L’istituto che pubblica l’Everyday Price Index (EPI) ha registrato un balzo del 2,5% portando l’indice a 307,4 a marzo 2026. Questo rialzo rappresenta il secondo aumento mensile piu’ marcato dall’inizio del 2026: il record recente resta un +2,9% registrato a marzo 2026. Per interpretare questi numeri è utile ricordare che l’EPI misura l’andamento dei prezzi di uso quotidiano, distinto da indici piu’ ampi come il CPI, e che variazioni brusche in singole voci possono trascinare l’indice complessivo.

Dietro al dato aggregato ci sono movimenti divergenti tra settori: su 24 categorie che compongono l’indice, quattordici hanno mostrato aumenti, due sono rimaste stabili e otto hanno registrato cali. Le variazioni puntuali offrono indicazioni pratiche su dove le famiglie percepiscono maggiormente i rincari, mentre alcune diminuzioni compensano parzialmente gli incrementi. Comprendere queste dinamiche aiuta a spiegare l’effetto reale sull’acquisto quotidiano di beni e servizi.

Voci che hanno guidato l’aumento

Il contributo piu’ rilevante al rialzo di marzo è venuto da carburante per autoveicoli, combustibili domestici e servizi pubblici, oltre che dall’alimentazione fuori casa. L’incremento del prezzo del carburante ha effetti a cascata: non solo incide direttamente sulle spese per rifornimento, ma aumenta i costi del trasporto e della consegna di beni, amplificando l’impatto su servizi come la ristorazione e la consegna a domicilio. In contrapposizione, alcune categorie come i farmaci con prescrizione, i servizi internet e l’alimentazione a casa hanno segnato diminuzioni, attenuando parzialmente la pressione inflazionistica complessiva.

Trasmissione dei costi e esempi concreti

Un elemento interessante è la differenza tra alimentazione fuori casa e alimentazione a casa: l’aumento dei costi del carburante sembra essersi trasferito sui servizi di consegna e sui ristoranti, generando un effetto di pass-through evidente. In pratica, quando la benzina costa di piu’, aumentano anche le tariffe legate al trasporto dei pasti, mentre i prezzi dei prodotti alimentari acquistati nei negozi possono scendere per dinamiche diverse di offerta e domanda. Questa separazione spiega perche’ due voci correlate possano muoversi in direzioni opposte nello stesso mese.

Confronto con altri indicatori dei prezzi

Per collocare l’EPI nel contesto piu’ ampio, lo studio confronta l’indice con il CPI urbano, il CPI esclusi i costi abitativi e una versione implicita del CPI basata sulle aspettative di inflazione dell’Università del Michigan. I grafici considerano i livelli in termini logaritmici con base 2025M01=0 e includono un nowcast della Cleveland Fed per i dati di aprile. Tale raffronto serve a valutare se i prezzi quotidiani seguono la stessa traiettoria degli indici ufficiali o se presentano scostamenti rilevanti per la vita delle famiglie.

Fonti e letture del confronto

Le fonti utilizzate per il confronto comprendono il Bureau of Labor Statistics via FRED, AIER, la Cleveland Fed e l’Università del Michigan, insieme ai calcoli dell’autore. Questa molteplicità di riferimenti permette di confrontare misure diverse: il CPI all’urbanizzazione totale, il CPI al netto dell’abitazione e l’indicatore basato sulle aspettative di inflazione forniscono prospettive complementari su come i prezzi stanno evolvendo e su quanto le aspettative possano spiegare le tendenze osservate.

Implicazioni storiche e proiezioni

Analizzando il periodo 2022M01-2026M03, includendo previsioni a partire da 2021M01 fino a 2025M03, la misura dell’inflazione risulta superiore alle aspettative medie dell’Università del Michigan di circa 37 punti base: una deviazione non statisticamente significativa rispetto allo zero. Questo suggerisce che, finora, le attese hanno offerto una previsione ragionevole. Tuttavia, se il valore medio delle aspettative della Michigan venisse confermato, il livello generale dei prezzi risulterebbe piu’ elevato nel 2027M03 di circa l’8% in termini logaritmici (pari al 8,7%), rispetto a quando Trump ha assunto l’incarico per la seconda volta, come indicato nelle proiezioni citate.

Nel complesso, il recente balzo dell’EPI segnala pressioni sul fronte dei prezzi che meritano attenzione da parte di consumatori e analisti. Monitorare la persistenza di questi aumenti, la loro diffusione tra le categorie e la coincidenza con le aspettative aiuterà a chiarire se si tratta di shock temporanei o di un cambio piu’ duraturo nella dinamica dei prezzi quotidiani.

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