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come l’ia sta accelerando la domanda energetica e il ruolo delle rinnovabili

Il boom dell’intelligenza artificiale spinge la domanda energetica

Il rapido sviluppo dell’intelligenza artificiale modifica il mercato elettrico e le scelte industriali. L’aumento della domanda per alimentare i data center e i grandi operatori cloud rende la rapidità nell’approvvigionamento energetico un fattore determinante nella selezione dei siti produttivi.

Il contesto geopolitico resta turbolento: a gennaio 2026 è stata segnalata un’azione decisa dell’amministrazione statunitense nei confronti del Venezuela. Nonostante ciò, il mercato adotta un approccio pragmatico. La priorità è costruire nuova capacità produttiva e collegarla alla rete elettrica per soddisfare la domanda immediata.

Marco Santini, ex Deutsche Bank e analista fintech, osserva che chi lavora nel settore sa che le infrastrutture energetiche e la due diligence sulle fonti sono ora elementi cardine. Dal punto di vista regolamentare, la sincronizzazione tra progetti infrastrutturali e autorizzazioni rimane la variabile critica per attrarre investimenti nel settore.

La dinamica della domanda: data center e hyperscaler

Le stime del settore immobiliare indicano cambiamenti sostanziali. JLL prevede che la capacità globale dei data center passerà da 103 GW a 200 GW entro il 2030. Il raddoppio è la conseguenza di investimenti massicci da parte degli hyperscaler, che nel periodo considerato hanno destinato circa 1.000 miliardi di dollari a infrastrutture digitali. In questa competizione, la rapidità di alimentazione delle strutture supera per importanza la sola posizione o il costo.

La variabile decisiva è l’accesso alla rete: i tempi medi di connessione ai mercati chiave superano i quattro anni. Nella sua esperienza in Deutsche Bank, Marco Santini osserva che chi lavora nel settore sa che la sincronizzazione tra progetti infrastrutturali e iter autorizzativi determina la capacità di attrarre capitali. I numeri parlano chiaro: ritardi di rete compromettono la redditività degli investimenti e aumentano lo spread operativo tra progetti pianificati e reali.

Dal punto di vista regolamentare, le autorità devono aggiornare le procedure per ridurre i tempi di connessione e favorire la resilienza delle reti. Il prossimo sviluppo atteso riguarda progetti di interconnessione accelerata nei principali hub europei, elemento che rimane cruciale per allineare offerta infrastrutturale e domanda di computing.

Velocità di connessione e scelta dei siti

Operatori tecnologici e sviluppatori di infrastrutture ragionano principalmente sulla disponibilità di energia. Il criterio dominante nella localizzazione di nuovi impianti è la possibilità di garantire collegamenti rapidi alla rete e alimentazione stabile.

Le energie rinnovabili risultano spesso più semplici da integrare rispetto alle soluzioni tradizionali e stanno diventando competitive anche sul piano dei costi. Questo orientamento spiega la preferenza del mercato per impianti solari ed eolici destinati a sostenere la nuova domanda elettrica legata all’intelligenza artificiale.

Marco Santini, ex Deutsche Bank e analista fintech, sottolinea che chi lavora nel settore sa che rapidità di approvvigionamento e interconnessione accelerata nei principali hub restano fattori decisivi. Dal punto di vista regolamentare, gli incentivi e le procedure di connessione influenzano la velocità di realizzazione dei progetti.

I numeri parlano chiaro: la preferenza verso soluzioni rinnovabili deriva sia da economie di scala sia da minori tempi di deployment rispetto a infrastrutture tradizionali. Il mercato continuerà a privilegiare siti con accesso energetico rapido e connessioni di rete consolidate.

Previsioni e numeri: cosa dicono le agenzie

La Energy Information Administration (EIA) ha pubblicato lo Short-Term Energy Outlook che conferma la svolta verso le rinnovabili.

Il rapporto stima un aumento della produzione solare del 21% nel 2026 e nel 2027, sostenuto da circa 69 GW di nuova capacità. Per l’orizzonte indicato la generazione da carbone è attesa in calo, con una riduzione del 9% quest’anno, mentre il gas naturale rimane sostanzialmente stabile.

Marco Santini, ex Deutsche Bank e analista fintech, osserva che chi lavora nel settore conosce le dinamiche che guidano questi numeri. I numeri parlano chiaro: la crescita solare deriva da economie di scala e investimenti in capacità.

Dal punto di vista operativo, la transizione implica scelte di localizzazione diverse per infrastrutture ad alta intensità energetica. I gestori privilegeranno siti con accesso a rete e forniture energetiche affidabili, coerentemente con la priorità segnalata nel paragrafo precedente.

Un quadro globale degli investimenti

Nel 2026 i flussi di capitale mostrano un cambiamento strutturale nella composizione degli investimenti energetici. Gli investimenti nell’approvvigionamento di energia pulita hanno raggiunto circa 1.290 miliardi di dollari, superando quelli destinati ai combustibili fossili, pari a circa 1.190 miliardi. La crescita è risultata diffusa nelle tre macroaree: Americhe, APAC ed EMEA.

L’Unione europea ha registrato un aumento del 18% e gli Stati Uniti una crescita del 3,5%. La Cina ha segnato il primo calo degli investimenti nella transizione energetica dal 2013. Marco Santini, ex Deutsche Bank e analista fintech, sottolinea che questi flussi orientano i gestori verso siti con accesso alla rete e forniture energetiche affidabili, confermando la priorità indicata nel paragrafo precedente. Dal punto di vista regolamentare, la redistribuzione dei capitali pone nuove esigenze di compliance e due diligence per mitigare rischi di liquidità e garantire la sostenibilità degli asset finanziati.

Impatto sui mercati e sui prodotti finanziari

Dopo la crescente attenzione alla compliance e alla due diligence sui flussi di capitale, i mercati mostrano spostamenti concreti nella domanda di asset. I segmenti dell’energia pulita hanno sovraperformato l’indice MSCI World nell’ultimo anno, spinti dalla domanda infrastrutturale legata all’intelligenza artificiale e dall’elettrificazione delle reti.

Il comparto delle materie prime riflette questa dinamica. Il rame, strategico per reti elettriche e data center, ha registrato guadagni superiori al 40%, mentre il petrolio ha mostrato performance negative. I modelli di investimento integrati su ESG e clima hanno conseguito i migliori risultati dal 2019, segnalando maggiore resilienza durante shock geopolitici.

Marco Santini, ex Deutsche Bank e analista fintech, osserva che i cambiamenti richiedono aggiustamenti nei processi di valutazione del rischio. Chi lavora nel settore sa che la combinazione di metriche di performance e controlli di compliance diventa cruciale per preservare liquidity e valutazioni degli asset.

Prodotti finanziari e regolamentazione

La fase successiva alla crescente attenzione su compliance e due diligence comporta cambiamenti nell’offerta di prodotti. Gli aggiustamenti alla normativa europea SFDR stanno infatti spingendo gli asset manager a rivedere la gamma di fondi proposti, con un possibile ridimensionamento dei lanci conformi all’articolo 8.

Contestualmente si registra un progressivo allontanamento da strumenti classificati come articolo 9, ritenuti più restrittivi nella definizione di impatto ambientale. L’introduzione di una categoria di transizione (articolo 7) mira a finanziare progetti di decarbonizzazione con criteri più pratici e verificabili. Marco Santini, ex Deutsche Bank e analista indipendente, osserva che il mutamento riflette un approccio più pragmatico degli investitori: essi cercano esposizione alla transizione energetica senza compromettere i rendimenti.

Dal punto di vista operativo, chi lavora nel settore sa che la combinazione di metriche di performance e controlli di compliance resta cruciale per preservare liquidity e valutazioni degli asset. L’evoluzione normativa determinerà modifiche nelle strategie di lancio prodotto e nei processi di due diligence, con impatti attesi sulle allocazioni a medio termine.

Tendenze di fondo

Le dinamiche osservate indicano che l’adozione diffusa dell’IA, la crescente elettrificazione e i limiti della rete sono spinte dalla domanda e da vincoli tecnici ed economici. Tale evoluzione si verifica indipendentemente dalle singole scelte politiche e influenza decisioni di mercato e strategia degli operatori.

Secondo Marco Santini, ex Deutsche Bank ora analista fintech, questi fattori modificheranno l’offerta finanziaria e i processi di due diligence. Due diligence qui indica la revisione sistematica dei rischi tecnici, regolamentari e di mercato associati ai prodotti.

I numeri parlano chiaro: il mercato appare orientato verso una transizione energetica in cui le rinnovabili assumeranno un ruolo centrale e strutturale. Ciò avrà impatti sulle allocazioni a medio termine e sulle scelte di lancio prodotto.

Dal punto di vista regolamentare, la pressione su compliance e infrastrutture di rete richiederà interventi mirati su liquidity e investimenti in capacità di trasmissione. Il prossimo sviluppo atteso riguarda l’adeguamento degli strumenti finanziari alle necessità di rete e alla sostenibilità delle fonti.

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