La Commissione europea e le normative fiscali sulle cripto-attività
Negli ultimi tempi, la Commissione europea ha intensificato le sue azioni per garantire il rispetto delle normative fiscali relative alle cripto-attività da parte degli Stati membri. Questo intervento si è concretizzato nell’invio di lettere di constituzione in mora a dodici Paesi che non hanno adeguatamente recepito la direttiva (UE) 2026/2226. Tale direttiva, parte di un ampio pacchetto di procedure di infrazione pubblicato all’inizio di febbraio 2026, ha come obiettivo principale quello di migliorare la trasparenza fiscale nel settore delle criptovalute e di facilitare lo scambio di informazioni tra le autorità fiscali.
La direttiva e il suo impatto
La direttiva modifica il quadro della cooperazione amministrativa in materia fiscale, estendendo l’obbligo di reporting e di scambio di dati sulle transazioni di criptovalute da parte dei fornitori di servizi. Questo cambiamento è cruciale per permettere agli Stati membri di combattere in modo più efficace fenomeni come l’ evasione fiscale e le frodi all’interno dei mercati digitali.
Paesi coinvolti e scadenze
I Paesi coinvolti in questa procedura sono: Belgio, Bulgaria, Cechia, Estonia, Grecia, Spagna, Cipro, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia e Portogallo. Questi Stati hanno un termine di due mesi per rispondere formalmente alla Commissione europea e completare l’attuazione delle norme richieste. In caso di mancata conformità, Bruxelles potrà inviare un parere motivato, rappresentando il passo preliminare verso una possibile azione legale presso la Corte di Giustizia dell’Unione Europea.
Il contesto della regolamentazione europea
Questa iniziativa si inserisce in un pacchetto di procedure di infrazione avviate nel gennaio 2026, riflettendo l’attenzione crescente dell’Esecutivo europeo su vari fronti, dalla giustizia all’ambiente, fino alla fiscalità digitale. La direttiva (UE) 2026/2226 rappresenta un passo significativo verso l’integrazione delle normative fiscali tradizionali con quelle del mercato delle criptovalute, introducendo obblighi di trasparenza che superano la semplice segnalazione dei conti bancari.
Rischi di squilibri tra Stati membri
La mancata attuazione di queste norme fiscali potrebbe portare a squilibri tra i vari Stati membri dell’Unione. Bruxelles deve garantire un’armonizzazione efficace per contrastare l’evasione fiscale legata alle nuove forme di finanza digitale. L’accelerazione della Commissione europea in questo contesto mira a stabilire un sistema di regole più omogeneo per tutti i Paesi coinvolti, al fine di garantire un mercato più equo e trasparente.
Attività di vigilanza della Consob
Parallelamente alle azioni della Commissione europea, la Consob ha intrapreso misure per contrastare attività abusive nel settore delle cripto-attività. Recentemente, sono stati emessi avvisi riguardanti la violazione di normative da parte di soggetti che hanno cercato di promuovere offerte di cripto-attività senza le necessarie autorizzazioni. Un esempio è rappresentato dalla Signora Marta Maria Moga, la quale ha effettuato un’offerta di Token MOGA in modo irregolare, violando le norme stabilite dal Regolamento MiCAR.
Chiusura di siti abusivi
La Consob ha ordinato l’oscuramento di numerosi siti web che offrivano servizi di investimento senza le necessarie licenze. Dal luglio 2019, l’Autorità ha bloccato un totale di 1555 siti, utilizzando i poteri conferiti dal Decreto Crescita e dalla Legge Capitali. Queste misure risultano fondamentali per proteggere i risparmiatori italiani da truffe e pratiche ingannevoli.
La crescente attenzione delle autorità europee e nazionali verso la regolamentazione delle cripto-attività rappresenta un segnale positivo per il mercato. Un contesto normativo più chiaro e sicuro potrà favorire investimenti più consapevoli e sicuri. Investire in criptovalute richiede prudenza e una buona dose di informazione, per evitare di cadere vittima di truffe e pratiche scorrette.
