Il Consiglio dei ministri ha varato un decreto per il contenimento dei costi energetici in Italia, volto a prevedere soluzioni di lungo periodo e non misure esclusivamente emergenziali. Il provvedimento unisce sostegni diretti alle famiglie e strumenti per la competitività delle imprese, ha dichiarato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un messaggio pubblico.
Il quadro normativo contempla interventi sociali, strumenti di mercato e modifiche fiscali. L’insieme delle misure è stimato generare benefici per oltre 5 miliardi di euro, con elementi presentati dal governo come strutturali e orientati alla decarbonizzazione e alla tutela della filiera produttiva.
Aiuti diretti alle famiglie più fragili
Il decreto prevede il potenziamento del bonus sociale destinato alle famiglie in condizione di vulnerabilità. La misura aumenta lo sgravio sulla bolletta elettrica di 115 euro annui rispetto allo sconto già applicato di 200 euro, per un sostegno complessivo pari a 315 euro per i beneficiari che soddisfano i criteri previsti.
I destinatari sono i nuclei vulnerabili individuati dalle norme vigenti, in base a parametri di reddito e composizione familiare. L’intervento è stato motivato come strumento di contrasto alla povertà energetica e di supporto alle famiglie più esposte alle oscillazioni dei prezzi.
Visibilità e incentivi alle aziende venditrici
Per favorire comportamenti virtuosi tra le imprese fornitrici, il decreto introduce un meccanismo di riconoscimento in termini di visibilità. Il beneficio è riservato ai venditori che applicano uno sconto volontario minimo di 60 euro annui alle famiglie con ISEE fino a 25.000 euro che non fruiscono del bonus sociale. L’obiettivo è stimolare offerte commerciali più competitive senza sostituire il sostegno pubblico diretto.
Strumenti per le imprese e mercato dell’energia
Il provvedimento prevede misure per ridurre gli oneri generali di sistema che gravano sul costo dell’energia. Tra le novità spicca la creazione di una piattaforma pubblica pensata per consentire alle aziende, comprese le piccole, di aggregarsi e acquistare energia direttamente dai produttori. La misura mira a migliorare il potere negoziale delle imprese e a contenere l’impatto dei prezzi sul mercato.
La norma prosegue rafforzando il potere negoziale delle imprese e mira a contenere l’impatto della volatilità sui costi energetici. Lo strumento favorisce contratti di lungo termine noti come PPA (Power Purchase Agreement) e intende rompere il legame automatico tra il prezzo dell’energia elettrica e quello del gas, processo descritto dal governo come disaccoppiamento. Attraverso garanzie pubbliche e il coinvolgimento di soggetti come GSE e Sace, l’obiettivo è limitare la componente speculativa e stabilizzare i prezzi.
Supporto alle industrie ad alta intensità energetica
Il decreto introduce inoltre misure mirate per comparti ad alto consumo di gas, tra cui ceramica e vetro. Le azioni comprendono la riduzione di oneri di trasporto e di componenti tariffarie che incidono sui costi di produzione. L’intento dichiarato è preservare la competitività di settori strategici e contenere il rischio di delocalizzazioni. Gli interventi saranno attuati attraverso specifici decreti e monitorati rispetto agli obiettivi di costo e occupazione.
Assetto fiscale e regolatorio nel settore energetico
Il governo introduce un aumento dell’IRAP del 2% per le imprese che producono, distribuiscono e commercializzano energia e prodotti energetici. Le entrate saranno destinate all’abbattimento degli oneri di sistema che gravano sulle bollette di oltre quattro milioni di imprese.
In parallelo è stata proposta la separazione dal prezzo delle rinnovabili dei diritti di emissione, noti come ETS. Lo scorporo degli ETS mira a rendere più competitivo il costo del solare e dell’idroelettrico.
La modifica è definita dal governo una scelta strutturale. Richiederà confronto e autorizzazioni a livello europeo e procedure di notifica alle istituzioni comunitarie prima dell’attuazione.
Le misure saranno attuate attraverso specifici decreti. Il loro impatto sarà monitorato rispetto agli obiettivi di costo e occupazione, con indicatori che verranno resi disponibili durante la fase di attuazione.
Impatto stimato e obiettivi
Secondo le comunicazioni ufficiali, il pacchetto mira a ridurre il peso delle bollette per famiglie e imprese. La premier indica un impatto superiore a 5 miliardi di euro. Il ministro competente parla di un valore complessivo del pacchetto oltre i 3 miliardi rivolto a riduzione dei costi e supporto alla decarbonizzazione.
Il decreto combina misure sociali immediate con interventi di sistema. Prevede strumenti di mercato, adeguamenti fiscali e modifiche regolatorie per intervenire sui prezzi dell’energia e sulla competitività delle imprese. L’impatto sarà monitorato rispetto agli obiettivi di costo e occupazione mediante indicatori che verranno resi disponibili durante la fase di attuazione.
