Roma, 22 aprile 2026. Con il via libera del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro Giancarlo Giorgetti, è stato pubblicato il Documento di finanza pubblica (DFP) 2026. Il testo rende conto dei progressi realizzati nel 2026 nell’attuazione del Piano strutturale di bilancio di medio termine 2026-2029 e risponde agli obblighi previsti dalle regole europee per l’invio della Relazione annuale sui progressi compiuti alla Commissione. Nel presentare il documento il Governo ha sottolineato la necessità di adottare stime prudenti, tenendo conto delle tensioni internazionali e delle ricadute sul quadro domestico.
Nel contesto attuale il Governo indica l’intenzione di sostenere il reddito delle famiglie e la liquidità delle imprese, prevedendo inoltre la proroga di alcune misure a carattere sociale. Questa scelta riflette la valutazione che lo scenario esterno, aggravato dal conflitto in Medio Oriente, impone un approccio di politica economica che sia al tempo stesso realista e flessibile, pronto ad adattarsi a possibili shock.
Indice dei contenuti:
Le previsioni di crescita e il quadro macroeconomico
Il DFP contiene le proiezioni di crescita: per il 2026 il PIL reale è stimato in aumento dello 0,6%, un valore leggermente inferiore rispetto alla previsione contenuta nel Documento programmatico di finanza pubblica (DPFP) di ottobre, che indicava lo 0,7%. Il rallentamento atteso per il 2026 è confermato anche per il 2027, mentre per il biennio 2028-2029 il Governo ipotizza una crescita media annua dello 0,8%. Queste stime si fondano sulle serie di consuntivo pubblicate dall’ISTAT il 3 aprile e tengono conto delle incertezze globali che possono influire sugli scambi e sui prezzi.
Perché il dato di consuntivo è importante
Le informazioni sul 2026 sono centrali per la costruzione delle traiettorie successive: il consuntivo indica un deficit al 3,1% del PIL, superiore allo 3,0% stimato a ottobre, a causa dell’impatto dei crediti legati ai bonus edilizi. Il Documento ricorda come la previsione iniziale del Piano strutturale fosse più prudente (3,3%), segnalando tuttavia che il rientro verso la soglia del 3% è avvenuto più rapidamente del previsto. Questi scostamenti spiegano in parte le correzioni nelle stime per gli anni successivi.
Deficit, spesa netta e orizzonte di bilancio
Per l’orizzonte di previsione il Governo conferma un percorso di graduale riduzione del deficit: per il 2026 la stima è del 2,9%, con un ulteriore calo tendenziale al 2,8% nel 2027, al 2,5% nel 2028 e al 2,1% nel 2029. L’indicatore della spesa netta mostra una crescita dell’1,9% nel consuntivo 2026; la previsione porta tale tasso all’1,6% nel 2026, a un aumento al 2,2% nel 2027 e a un assestamento all’1,7% nel 2028. Si tratta di dinamiche che il Governo interpreta come compatibili con l’obiettivo di sostenibilità fiscale, pur rimanendo attento a eventuali shock esterni.
Elementi che influenzano le stime
Tra i fattori che spiegano gli scostamenti figurano i maggiori crediti d’imposta connessi ai bonus edilizi, la volatilità dei mercati e le condizioni internazionali. Il Documento evidenzia come alcune voci di spesa e le misure temporanee possano avere impatti di cassa che alterano la fotografia annuale, richiedendo aggiustamenti nella programmazione e una gestione attiva del cash management pubblico.
Debito pubblico, trend e considerazioni politiche
Il rapporto debito/PIL risulta ancora elevato: il consuntivo 2026 è pari al 137,1% del PIL; per l’anno in corso il Documento segnala un incremento atteso al 138,6%, imputabile in larga parte all’impatto di cassa dei crediti d’imposta legati ai bonus edilizi. Dal 2027 si prevede una discesa graduale: 138,5% nel 2027, 137,9% nel 2028 e 136,3% nel 2029. Secondo il Governo, questo sentiero riflette la combinazione tra crescita, misure di bilancio e normalizzazione degli effetti una tantum.
In chiusura il DFP ribadisce l’impegno dell’esecutivo a monitorare l’evoluzione economica e a mantenere misure di supporto per redditi e imprese se necessario. La presentazione del Documento è stata accompagnata da una conferenza stampa del ministro Giorgetti, che ha sottolineato la necessità di mantenere un approccio prudente e reattivo per affrontare scenari incerti senza compromettere la sostenibilità di medio termine.
