Nel cuore dell’Asia centrale, il Turkmenistan ha tradizionalmente incentrato la propria economia sull’estrazione di gas naturale. Tuttavia, dal 1 gennaio 2026, il paese ha intrapreso un percorso inaspettato, legalizzando il mining e gli exchange di criptovalute. Questa mossa rappresenta un’importante evoluzione per un governo noto per le sue politiche economiche rigide e il controllo statale.
La nuova legge sugli asset virtuali
Il presidente Serdar Berdimuhamedov ha ufficializzato una significativa evoluzione normativa con l’approvazione di una legge sugli asset virtuali, firmata il 28 novembre 2026. Questa normativa disciplina la creazione, l’emissione e la custodia delle criptovalute, stabilendo un sistema di licenze obbligatorie per coloro che intendono operare nel settore. Tale cambiamento rappresenta un chiaro segnale dell’impegno del governo nell’adattarsi a un contesto economico in continua evoluzione.
Requisiti e restrizioni per operare
Attualmente, sia le persone fisiche sia le aziende possono dedicarsi al mining e alla gestione di piattaforme di scambio, previo processo di registrazione e approvazione da parte della Banca Centrale del Turkmenistan e altre autorità competenti. Ogni operazione deve conformarsi a requisiti tecnici e di sicurezza, e i minatori sono tenuti a fornire un portafoglio valido per essere considerati operativi in modo legale.
Limiti e opportunità nel settore delle criptovalute
Nonostante la legalizzazione, esistono diverse limitazioni significative. Le criptovalute non possono essere utilizzate come moneta legale, né per transazioni quotidiane di beni e servizi. Ciò implica che, sebbene sia possibile detenere e scambiare criptovalute, queste non possono sostituire la valuta nazionale nelle operazioni commerciali correnti.
Controlli e supervisione statale
L’attività di mining è soggetta a regole rigorose. Il mining non autorizzato e l’uso non dichiarato di potenza computazionale sono severamente vietati. Gli exchange devono implementare misure di identificazione degli utenti e normative anti-riciclaggio, garantendo che le autorità possano intervenire con la sospensione o la revoca delle licenze in caso di violazioni.
Un passo verso la modernizzazione economica
Questa apertura al mondo delle criptovalute rappresenta un tentativo di attrarre investimenti stranieri e stimolare lo sviluppo di competenze tecnologiche nel paese. L’economia del Turkmenistan, fortemente dipendente dall’export di gas naturale verso la Cina, risulta vulnerabile a fluttuazioni nei prezzi energetici. Pertanto, la regolamentazione delle criptovalute potrebbe offrire un nuovo canale per diversificare le entrate.
Questa iniziativa si colloca all’interno di un contesto di modernizzazione più ampio, che include l’introduzione di visti elettronici e normative sulle tecnologie digitali. Questi cambiamenti segnano una netta discontinuità rispetto al passato isolazionista del paese. Il Turkmenistan sta seguendo l’esempio di altri stati dell’Asia centrale, come Uzbekistan e Kazakistan, che hanno già implementato regolamentazioni simili.
Un modello di regolamentazione controllata
La strategia adottata dal Turkmenistan sembra ispirarsi anche a modelli di paesi come la Russia, dove il mining è stato legalizzato in un contesto di forte controllo statale. La legge turkmena, sebbene apra a nuove possibilità, mantiene un regime di sorveglianza, limitando le opportunità di libertà per il mercato digitale interno.
Il Turkmenistan sta compiendo un passo significativo verso l’integrazione nel panorama delle criptovalute. Tuttavia, resta da verificare come sarà in grado di bilanciare l’innovazione tecnologica con le esigenze di controllo e regolamentazione statale.
