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Inattività fisica e salute mentale: impatti e costi per il benessere in Italia

Durante un recente evento tenutosi a Predazzo, in Val di Fiemme, il direttore della Fondazione Aletheia, Riccardo Fargione, ha messo in evidenza il grave problema dell’inattività fisica in Italia. Secondo le stime, il costo associato a questa condizione ammonta a un miliardo di euro ogni anno. Questo dato allarmante non solo evidenzia l’impatto economico, ma anche le gravi implicazioni per la salute mentale e fisica della popolazione.

Il costo dell’inattività fisica

La Fondazione Aletheia ha avvertito che nei dieci anni tra il e il 2030, l’inattività fisica potrebbe generare circa 500 milioni di nuovi casi di malattie non trasmissibili prevenibili. A livello globale, i costi di trattamento di queste patologie potrebbero raggiungere i 27 miliardi di euro all’anno. In Italia, i dati mostrano che l’inattività fisica è responsabile di un onere economico significativo, collocando il Paese al secondo posto in Europa per costi legati a questa problematica, subito dopo la Germania.

Comparazione europea

Nel contesto europeo, l’Italia spende annualmente circa 1 miliardo di euro per la cura di malattie legate all’inattività fisica. La Germania registra un costo di 2,8 miliardi, seguita dalla Francia con 932 milioni e dalla Spagna con 446 milioni. Questo implica che, per ogni cittadino italiano, il costo imputabile alla mancanza di attività fisica si traduce in circa 17 euro all’anno.

Implicazioni per la salute pubblica

Un altro aspetto cruciale è il legame tra attività fisica e salute mentale. Gli studi dimostrano che le persone che conducono uno stile di vita attivo presentano un rischio di mortalità inferiore rispetto a quelle sedentari. Le malattie derivanti da una scarsa attività fisica e da diete inadeguate non solo compromettono il benessere individuale, ma gravano pesantemente sui bilanci sanitari pubblici, portando a un aumento della spesa sociale.

Prevenzione e sensibilizzazione

Il dottor Fargione ha evidenziato l’importanza della prevenzione, soprattutto in un periodo emblematico come le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. È essenziale promuovere uno stile di vita attivo e un’alimentazione equilibrata, a partire dalle famiglie e dai giovani. La Fondazione Aletheia sta attuando iniziative di sensibilizzazione e collaborazioni con diversi enti, tra cui istituzioni sportive e scuole, per affrontare questo problema in modo efficace.

Il ruolo delle istituzioni

Durante l’evento, l’assessore alla salute, Mario Tonina, ha sottolineato l’importanza di adottare misure di prevenzione che non si limitino al settore sanitario, ma che si integrino anche in ambito sociale ed educativo. Le scelte quotidiane, dalla qualità dell’alimentazione al livello di attività fisica, rivestono un ruolo determinante nella costruzione della salute pubblica. Strumenti come l’educazione alla salute nelle scuole e programmi come Scuole che promuovono salute sono essenziali per diffondere una cultura del benessere.

È quindi fondamentale che le istituzioni continuino a investire nella prevenzione, creando sinergie con il mondo del volontariato e le comunità locali per affrontare in modo sistematico la questione dell’inattività fisica e delle sue conseguenze. Solo in questo modo sarà possibile ridurre il carico economico e migliorare la qualità della vita dei cittadini.

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