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17 Ottobre 2026

Liquidato storico per Melinda: oltre 220 milioni nella campagna 2025/26

Melinda registra il liquidato più alto della sua storia, superando i 220 milioni di euro, ma avverte che il risultato si inserisce in un contesto di forte incertezza.

Liquidato storico per Melinda: oltre 220 milioni nella campagna 2025/26

Il Consorzio Melinda, aggregatore delle cooperative frutticole della Val di Non e della Val di Sole, ha appena concluso la campagna commerciale 2025/26. Nonostante un quadro di incertezza macroeconomica e difficoltà logistiche, il risultato finanziario supera ogni precedente, con un liquidato ai soci che supera i 220 milioni di euro.

Raccolto eccezionale e ricavi da record

Il 2025 ha portato alle aziende fruitiere un raccolto di mele pari a oltre 410.000 tonnellate un incremento di circa 10 % rispetto all’anno precedente. Su questa base, la campagna ha generato un fatturato lordo di circa 390 milioni di euro. La differenza tra fatturato e costi operativi, distribuita secondo le regole mutualistiche del consorzio, ha consentito di erogare ai soci un liquidato superiore a 220 milioni, il più alto mai registrato nella storia di Melinda.

Commento della guida

Ernesto Seppi, presidente del consorzio, ha sottolineato che “è un risultato che ci dà soddisfazione perché premia il lavoro dei soci, delle cooperative e di tutto il personale, ma va letto dentro un contesto molto complesso, caratterizzato da una profonda incertezza”. Le parole del presidente evidenziano la consapevolezza di un mercato segnato da tensioni geopolitiche, costi energetici in aumento e problemi logistici che hanno condizionato le esportazioni.

Acqua: il fattore strategico per la filiera melicola

Parallelamente ai dati di mercato, Melinda ha posto l’accento sulla disponibilità di risorsa idrica. I dati dell’Ispra indicano che nel 2022 la disponibilità annua di acqua in Italia è scesa a circa 67 miliardi di metri cubi il valore più basso dal 1951 e quasi il 50 % in meno rispetto alla media trentennale. In Trentino, le osservazioni di Meteotrentino hanno segnalato una primavera 2026 tra le più calde e siccitose degli ultimi decenni.

Impatto sulla produzione

Per una filiera che dipende da irrigazione tempestiva, la scarsità idrica mette a rischio la resa e la qualità del frutto. Inoltre, l’acqua è indispensabile per alimentare gli impianti antibrina sistemi che proteggono le fioriture dalle gelate primaverili; un fallimento in questo ambito si tradurrebbe subito in perdita di produzione.

Minacce fitosanitarie e cambiamento climatico

Il consorzio ha ricordato che la gestione idrica è strettamente legata alla difesa fitosanitaria. La cimice asiatica e lo scopazzamento del melo continuano a colpire le aziende, riducendo la redditività. Il riscaldamento globale amplifica entrambe le criticità: temperature più alte favoriscono la proliferazione di insetti nocivi, mentre la variabilità climatica rende più incerta la disponibilità di acqua per l’irrigazione.

Rischi logistici e costi di produzione

Oltre alle sfide ambientali, Melinda ha dovuto fronteggiare problemi nella catena di distribuzione. Le tensioni internazionali hanno bloccato diversi container per settimane, costringendo il consorzio a trovare rotte alternative per raggiungere i mercati esteri. L’aumento dei costi energetici e dei prezzi dei fertilizzanti ha compresso i margini, rendendo il record di liquidato ancora più significativo.

Melinda, grazie alla capacità di adattamento delle cooperative e a una gestione attenta delle risorse idriche, è riuscita a garantire ai propri soci una remunerazione senza precedenti, pur riconoscendo i rischi che continueranno a caratterizzare l’agricoltura trentina nei prossimi anni.

Autore

Andrea Innocenti

Andrea Innocenti ha coordinato dall'estero il rientro di una cronista napoletana durante una crisi diplomatica, gestendo contatti con consolati; è corrispondente esteri che definisce linee editoriali sulla geopolitica. Nato a Napoli, parla dialetto locale e mantiene rapporti con ONG partenopee.