Negli ultimi anni, il panorama normativo italiano ha subito modifiche significative, specialmente in relazione al terzo settore. Le nuove disposizioni fiscali introdotte hanno l’obiettivo di semplificare la gestione delle organizzazioni non profit, assicurando al contempo maggiore trasparenza e compliance.
Novità per le ONLUS
Le Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale (ONLUS) sono tenute a rispettare scadenze e nuovi requisiti di registrazione. Entro il 31 marzo 2026, tutte le ONLUS devono iscriversi al Registro nazionale, accompagnando la propria domanda con uno statuto aggiornato e i bilanci degli ultimi due anni, in conformità con il Codice del Terzo Settore.
Conseguenze della mancata registrazione
È fondamentale comprendere che la non registrazione entro il termine stabilito comporterà conseguenze serie, inclusa la devoluzione del patrimonio accumulato durante il periodo di iscrizione all’Anagrafe. Le ONLUS dotate di personalità giuridica dovranno presentare una situazione patrimoniale attuale, mentre quelle prive di tale status dovranno integrare le informazioni necessarie.
Regole di adesione al RUNTS
Un altro aspetto cruciale è la transizione al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS). Enti già registrati come persone giuridiche devono procedere con un atto notarile per ottenere la qualifica di ente del terzo settore. Questo processo richiede che il notaio verifichi la conformità legale dello statuto modificato.
Competenze notarili e amministrative
Recenti pareri del Consiglio di Stato hanno sollevato dibattiti riguardo alla competenza sui controlli necessari per l’iscrizione al RUNTS. Secondo alcune interpretazioni, la responsabilità dovrebbe rimanere ai notai, piuttosto che essere trasferita a prefetture o regioni, garantendo così una maggiore chiarezza e ordine nel processo di registrazione.
Iniziative di inclusione nel terzo settore
Un altro punto di discussione è l’importanza dell’inclusione sociale nel contesto delle nuove normative. Durante eventi come il Global Inclusion 2025, è emersa la necessità di una cooperazione tra imprese e terzo settore per promuovere l’inclusione, specialmente per il reinserimento lavorativo di individui detenuti o ex detenuti. Tali collaborazioni sono considerate fondamentali per il progresso sociale e l’equità.
Prospettive future per il terzo settore
Il futuro del terzo settore in Italia dipende dalla capacità di adattarsi alle nuove regole e di rispondere alle sfide economiche e sociali attuali. Le organizzazioni devono non solo conformarsi alle normative, ma anche sfruttare le opportunità che queste offrono per rafforzare le proprie attività e l’impatto nella comunità.
