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19 Ottobre 2026

Prezzi e bollette alle stelle: il potere d’acquisto in calo

Una panoramica dei rincari energetici, dei prezzi dei carburanti e dell’alimentazione rispetto alla crescita salariale in Italia e a Milano.

Prezzi e bollette alle stelle: il potere d’acquisto in calo

Negli ultimi dieci anni il panorama economico italiano ha subito una trasformazione evidente: i prezzi dei beni di prima necessità sono aumentati in modo marcato, mentre i salari hanno registrato una crescita contenuta. Questo divario si traduce in una reale diminuzione del potere d’acquisto delle famiglie, soprattutto nelle grandi città dove il costo della vita è già più elevato. Analizzando i dati disponibili dal 2015 al 2025, è possibile mettere a fuoco come le spese domestiche si siano gonfiate, soprattutto per energia elettrica, gas e carburante.

Le conseguenze di questi rincari si avvertono quotidianamente: dal bollettino mensile alla spesa al supermercato, passando per le bottiglie di benzina ai distributori. Anche se il salario medio nazionale è cresciuto del 18% nello stesso periodo, l’inflazione cumulata ha annullato gran parte di questo beneficio, lasciando i consumatori con un reddito reale inferiore a quello di dieci anni fa. Il fenomeno è particolarmente accentuato a Milano, dove il divario tra prezzi e retribuzioni è più marcato rispetto alla media nazionale.

Bollette di luce e gas: un salto di oltre 20% e 60%

Secondo le statistiche Eurostat, la tariffa media dell’energia elettrica per le famiglie è passata da 486 € nel 2015 a 593 € nel 2025, segnando un aumento del 22% per un consumo standard di 2.000 kWh annui. Il costo del gas invece, ha subito una crescita più vertiginosa: da 1.064 € a oltre 1.740 € nello stesso arco temporale, con un incremento del 64% per un consumo medio di 1.100 smc annui. Questi valori indicano un aggravio di 108 € per l’elettricità e 677 € per il gas, cifra destinata a rincrescere ulteriormente nel 2026 a seguito delle recenti tensioni geopolitiche.

Prospettive per il 2026

Le prime rilevazioni del 2026 mostrano che, già nei primi mesi dell’anno, il prezzo del gas ha iniziato a risalire a causa della crisi in Iran, con ricadute immediate sulle bollette domestiche. Gli esperti stimano che, se la tendenza dovesse persistere, le famiglie italiane potrebbero vedere un ulteriore aumento medio di 50-80 € nelle prossime dodici settimane, aggravando ulteriormente la pressione finanziaria.

Carburante e mobilità: +13% alla benzina, +20% al diesel

Il prezzo medio di un pieno di benzina per un’automobile di media cilindrata è passato da 1.013 € nel 2015 a 1.144 € nel 2025, registrando un rialzo del 13%. Il diesel ha subito un incremento più marcato, dal costo di 773 € a 909 € nello stesso periodo (+18%). Nei primi nove mesi del 2026, la differenza rispetto all’anno precedente è stata del 7% per la benzina e del 20% per il diesel, indicando una tendenza di crescita accelerata.

Impatto sul bilancio familiare

Se si considera una sola auto a benzina per famiglia, la spesa complessiva per energia e carburante è passata da 2.563 € nel 2015 a 3.478 € nel 2025, con un aumento di 915 € (+36%). Questo dato evidenzia come la mobilità rappresenti una componente sempre più onerosa del bilancio domestico, soprattutto in contesti urbani dove l’uso dell’automobile è frequente.

Alimentazione, prodotti di uso quotidiano e salari: il divario si allarga

Il rincaro dei beni energetici ha innescato un effetto a catena sui prezzi alimentari. Il pane fresco, la pasta di semola, l’olio extravergine di oliva, le uova, il latte e molti ortaggi hanno registrato aumenti compresi tra il 23% e il 73% nel periodo 2015-2025. Ad esempio, il pane è passato da 2,90 € a 4,14 € al chilogrammo (+43%), l’olio EVO da 4,50 € a 7,42 € al litro (+65%) e il caffè tostato da 2,20 € a 3,80 € la confezione (+73%).

Nel medesimo arco temporale, il salario medio lordo annuo è cresciuto del 18%, passando da 29.473 € a 34.733 €. Tuttavia, depurando l’inflazione cumulata, il reddito reale ha subito una contrazione di circa il 4% rispetto al 2015. In termini pratici, la spesa media di una famiglia tipo è aumentata di circa il 30-40% mentre il potere d’acquisto è diminuito, creando una situazione di difficoltà economica che si avverte soprattutto nelle aree metropolitane come Milano, dove gli affitti hanno incrementato del 28% e i prezzi dei beni di consumo hanno superato il 30% di crescita rispetto al decennio precedente.

Autore

Edoardo Vitali

Edoardo Vitali ha coordinato la copertura della ristrutturazione del mercato ittico di Palermo, sostenendo la linea editoriale sulla trasparenza fiscale. Capo redattore economia, porta in redazione un tratto pragmatico e un dettaglio personale: conserva ancora taccuini degli incontri in Sala delle Lapidi.