Il collocamento del nuovo Btp Valore ha registrato una partecipazione significativa nei primi giorni: il ministero dell’Economia ha offerto due varianti del titolo di Stato a cinque anni, pensate per investitori individuali, e il mercato ha risposto con ordini consistenti. L’offerta prevede un taglio minimo di 1.000 euro per singolo titolo e condizioni fiscali agevolate tipiche dei titoli di Stato.
Tra il 20 ottobre 2026 e il 21 ottobre 2026 i due formati hanno attratto complessivamente circa 284.000 risparmiatori e una raccolta cumulata di circa 8,6 miliardi di euro confermando l’appetito per soluzioni di debito pubblico dedicate al retail.
Volume degli ordini e suddivisione tra i due formati
Nei primi due giorni il totale degli ordini ha raggiunto circa 8,6 miliardi. Il primo giorno era già stata raccolta una somma pari a 4,6 miliardi mentre il secondo giorno, il 20 ottobre 2026 sono giunti ulteriori circa 4 miliardi. La domanda ha mostrato una chiara preferenza per il formato tradizionale: il Btp Valore tradizionale ha raccolto la quota maggioritaria degli ordini, mentre la versione alternativa, denominata Btp Valore Insieme ha catturato una parte più contenuta ma comunque significativa.
Dati del secondo giorno di collocamento
Nel dettaglio, alla chiusura del secondo giorno il titolo tradizionale risultava sottoscritto per oltre 2,9 miliardi di euro da circa 93.000 investitori. La versione Insieme si è avvicinata a 1,1 miliardi con quasi 42.000 risparmiatori coinvolti. Questi numeri rappresentano la conferma della tendenza osservata fin dall’avvio: la versione con cedole periodiche ha conquistato la maggioranza degli ordini.
Risultati aggiornati al terzo giorno e profilo della domanda
Al terzo giorno, il 21 ottobre 2026 il collocamento ha proseguito su buoni ritmi: intorno alle 16:45 il titolo tradizionale aveva raccolto circa 2,4 miliardi da 76.000 investitori mentre il formato Insieme aveva superato i 920 milioni con circa 34.000 sottoscrittori. Complessivamente nella terza giornata la raccolta giornaliera ha superato i 3,3 miliardi.
La composizione media dei ticket mostra differenze tra i due prodotti: nei giorni di collocamento l’importo medio investito nel formato tradizionale è stato intorno a 30.771 euro mentre per il formato Insieme la media si è attestata sui 26.200 euro. Il valore medio complessivo dei due giorni è stato di circa 30.219 euro un livello coerente con il ruolo che questi titoli svolgono nelle strategie di portafoglio retail.
Ripartizione percentuale e numeri aggregati
Nel computo complessivo dei primi giorni circa il 75% dell’ammontare assegnato è confluito nella versione tradizionale, che ha già raccolto più di 3,4 miliardi e oltre 103.000 sottoscrittori. La versione con cedola unica alla scadenza, scelta da circa 45.000 risparmiatori ha raccolto approssimativamente 1,2 miliardi nei primi giorni di offerta.
Caratteristiche tecniche, ISIN e condizioni fiscali
I due strumenti sono identificati durante il collocamento con i codici ISIN IT0005735201 per la versione tradizionale e IT0005735227 per il formato Insieme. La versione tradizionale prevede cedole crescenti pagate trimestralmente secondo un meccanismo di step-up tassi minimi dichiarati pari a 3,7% per i primi due anni, 4,1% per il terzo e il quarto anno e 4,7% per l’ultimo anno. La soluzione alternativa, Btp Valore Insieme offre invece una cedola unica alla scadenza pari al 22,25% con la possibilità di rivedere i tassi alla fine dell’emissione.
L’investitore può sottoscrivere entrambe le versioni contemporaneamente e in quota pari durante i giorni di collocamento; resta fermo il requisito del taglio minimo di 1.000 euro e l’operatività tramite conto titoli o piattaforme di trading online con eventuali costi di gestione imposti dalla banca. Sul fronte fiscale sono confermate le agevolazioni tipiche dei buoni del Tesoro: tassazione al 12,5% esenzione dalle imposte di successione e esclusione dal calcolo ISEE fino a 50.000 euro investiti in titoli di Stato.



