Le difficoltà di un’impresa spesso nascono lontano dagli occhi dei revisori: obiettivi sfocati, opportunità accettate senza filtro, priorità sovrapposte e decisioni che restano in stallo. Quando queste situazioni si ripetono, possono erodere la marginalità, intaccare la liquidità e, col tempo, minacciare la continuità dell’attività.
Fabio Splendori, imprenditore e Founder & Lead Partner di Splendori & Partners osserva che il primo passo di un processo di turnaround è distinguere le urgenze da affrontare immediatamente dalle cause strutturali che, se trascurate, generano nuovi sintomi. Solo così è possibile riprendere il controllo e costruire una ripresa sostenibile.
Segnali precoci di crisi e l’importanza di andare oltre i sintomi
Un calo della marginalità è il più comune avviso di allarme, ma da solo può nascondere decisioni commerciali poco selettive o investimenti senza ritorno. Allo stesso modo, ritardi operativi e responsabilità sfumate indicano una mancanza di chiarezza nelle priorità. Fabio Splendori sottolinea che, prima di ricorrere a finanziamenti di emergenza, è fondamentale verificare se l’azienda possiede una direzione condivisa e se le scelte quotidiane sono allineate agli obiettivi di lungo periodo.
Perdita di marginalità e priorità confuse
Nel suo approccio, il turnaround inizia con l’individuazione di queste crepe: margini che si assottigliano, incassi più lenti e risorse insufficienti a sostenere la gestione ordinaria. Se l’impresa riesce a compensare temporaneamente tramite credito bancario o dilazioni dei fornitori, il rischio è di far crescere un “debito nascosto” che peggiora la situazione strutturale.
Il modello a cinque livelli di Fabio Splendori
Splendori ha articolato la pianificazione strategica in cinque livelli interconnessi: direzione, mercato, strategia, persone ed esecuzione. Ogni elemento risponde a una domanda chiave e influenza il successivo; una lacuna in uno di essi si propaga nella catena, compromettendo l’intera organizzazione.
Direzione e mercato: definire lo scopo e il campo di competizione
Il primo passo è chiarire perché l’azienda esiste e quali obiettivi perseguire. Senza una visione condivisa, le decisioni diventano reattive e i dipartimenti operano in modo autonomo. Una volta fissata la direzione, si deve scegliere il mercato di riferimento: accettare ogni cliente può gonfiare il fatturato a breve, ma diluisce le risorse e riduce la marginalità. La selezione del mercato richiede un’analisi dei bisogni dei clienti, delle competenze interne e delle condizioni in cui l’impresa può creare valore.
Strategia e persone: stabilire priorità e responsabilità
Il terzo livello consiste nel definire quale iniziativa meriti le risorse disponibili. Un portafoglio di progetti aperti senza ordine di priorità porta a dispersione e a risultati tardivi. Splendori insiste su una decisione chiara su cosa perseguire, rimandare o interrompere, mantenendo coerenza con la direzione e il mercato stabiliti. Il passo successivo riguarda le persone: ruoli ben delineati, competenze adeguate e responsabilità univoche sono indispensabili per evitare ritardi e sovrapposizioni.
Esecuzione: tradurre la strategia in risultati misurabili
L’ultimo livello è l’esecuzione operativa. Una strategia senza monitoraggio resta solo un’intenzione. È necessario definire decisioni operative, tempistiche, indicatori di performance e verifiche periodiche. Il controllo di indicatori economici, finanziari e operativi consente di valutare scostamenti rispetto agli obiettivi e di intervenire prontamente per correggere la rotta.
Dall’analisi strategica all’intervento di Splendori & Partners
Identificare le criticità è solo il punto di partenza. Splendori guida un team multidisciplinare che combina competenze in finanza, controllo, operations, risorse umane, ambito legale e sviluppo commerciale. Sulla base delle lacune individuate, l’azienda costruisce un intervento su misura, ricalibra le priorità, definisce le responsabilità e rafforza il sistema di controllo gestionale.
Il percorso non si ferma alla redazione di un piano: Splendori & Partners lo accompagna nella sua attuazione, nel coordinamento delle figure chiave e nella verifica continua dei risultati, con l’obiettivo di restituire all’impresa autonomia decisionale e una solida base di crescita.



