Possedere criptovalute comporta oggi un obbligo fiscale che non dipende dal realizzo di plusvalenze: anche nel 2026 resta in vigore un prelievo patrimoniale specifico per i crypto-asset. Questo articolo spiega in modo operativo che cos’è l’imposta, come si calcola la base imponibile e quali sono le differenze pratiche tra IVACA e l’eventuale trattenuta assimilabile all’imposta di bollo applicata dagli intermediari italiani.
Le informazioni qui riportate hanno finalità divulgativa e servono a orientare l’investitore nelle scelte di monitoraggio e dichiarazione. Manteniamo i riferimenti normativi essenziali, come il Decreto Legge 73/2026, e segnaliamo le scadenze rilevanti per la compilazione delle dichiarazioni fiscali.
Indice dei contenuti:
Cos’è l’IVACA e come si applica
L’IVACA è l’imposta sul valore delle cripto-attività introdotta in sostituzione della precedente IVAFE per le criptovalute. A seguito del Decreto Legge 73/2026, la tassazione patrimoniale si applica a tutte le criptovalute indipendentemente dal luogo di custodia: sia se gli asset sono presso un exchange estero o in un wallet non custodial, sia se sono detenuti su una piattaforma italiana.
Aliquota e base imponibile
L’aliquota è pari al 0,2% annuo. La base imponibile è il valore di mercato dei crypto-asset detenuti alla data del 31 dicembre dell’anno di riferimento. Nel caso in cui non sia disponibile un prezzo di mercato affidabile (ad esempio token illiquidi o NFT non quotati), si deve attribuire un valore nominale che sia coerente, ragionevole e documentabile per resistere a eventuali verifiche dell’Agenzia delle Entrate.
Imposta di bollo applicata dagli intermediari italiani
Non esiste una nuova imposta di bollo autonoma creata appositamente per le crypto; tuttavia, molte piattaforme con sede in Italia effettuano una trattenuta automatica assimilabile all’imposta di bollo. Anche questa operazione pratica utilizza l’aliquota standard del 0,2%, calcolata sul valore degli asset detenuti al 31 dicembre (o proporzionalmente ai giorni di detenzione).
Modalità operative e documentazione
Quando la tassazione è applicata dall’intermediario, l’importo viene prelevato direttamente dalla piattaforma e non deve essere versato dal contribuente tramite dichiarazione. L’utente dovrà però scaricare e conservare la ricevuta dell’addebito: in fase di dichiarazione dei redditi va indicata la casella 16 “solo monitoraggio” per segnalare all’Agenzia delle Entrate che la trattenuta è già stata eseguita.
Come si comporta chi detiene asset su piattaforme estere o wallet personali
Per le crypto detenute fuori da exchange italiani o in wallet non custodial, l’obbligo di versamento ricade direttamente sul possessore: è necessario riportare il valore nel Quadro RW del Modello Redditi o nel Quadro W del modello 730 e versare l’IVACA tramite Modello F24, rispettando le scadenze previste.
Esempio pratico di calcolo
Per capire il meccanismo, immaginiamo un portafoglio valutato 17.790 € al 31 dicembre. Applicando la quota dello 0,2%, la tassa annua sarà pari a 35,58 € (17.790 € × 0,2%). Se gli asset sono su una piattaforma italiana, quell’importo verrà trattenuto automaticamente e l’utente dovrà solo conservare la ricevuta. Se invece gli stessi asset sono custoditi su un exchange estero, il contribuente dovrà inserire il valore nel Quadro RW e pagare 35,58 € via F24.
Scadenze, adempimenti pratici e rischi di inadempienza
La scadenza per dichiarare e versare l’IVACA o per allegare la ricevuta dell’imposta di bollo coincide con quella della dichiarazione dei redditi: il pagamento o l’inserimento nella dichiarazione deve avvenire entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello di riferimento. Per l’anno fiscale 2026, quindi, l’adempimento va effettuato entro il 30 giugno 2026. Il mancato adempimento può comportare l’applicazione di sanzioni e interessi.
Alcune piattaforme, come Young Platform, calcolano e prelevano automaticamente l’imposta di bollo ogni anno. In particolare, a partire dalla prima settimana di febbraio 2026 l’importo viene addebitato dal Portafoglio Euro se il saldo è sufficiente; in caso di saldo insufficiente, l’addebito avverrà alla prima operazione utile successiva. Gli utenti possono consultare l’importo nei percorsi “Tasse & Report → Imposta di bollo” e i dettagli nella cronologia del Portafoglio Euro.
In sintesi: la normativa ha uniformato il prelievo sulle crypto mediante l’IVACA, ma la differenza pratica più importante rimane la modalità di assolvimento dell’obbligo: trattenuta automatica dagli exchange italiani o adempimento diretto tramite Quadro RW e F24 per gli asset detenuti all’estero o in wallet personali. Conservare la documentazione e rispettare le scadenze è essenziale per evitare problemi con il fisco.
