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11 Giugno 2026

Auto aziendali: come cambiano le tasse e cosa prevede il correttivo del governo

Il governo ha approvato un decreto correttivo per la riforma delle auto aziendali, introducendo nuove regole fiscali e penalizzazioni per i veicoli più vecchi.

Auto aziendali: come cambiano le tasse e cosa prevede il correttivo del governo

Il governo ha deciso di intervenire nuovamente sulla riforma fiscale relativa alle auto aziendalicon l’obiettivo di chiarire alcune disparità e incentivare il rinnovo dei parchi auto. Le nuove disposizioni, approvate con un decreto correttivo, introducono modifiche significative che impatteranno sia sulle imprese che sui dipendenti.

La premier Giorgia Meloni ha ribadito la volontà di continuare a lavorare per alleggerire il carico fiscale sul ceto medioin linea con le dichiarazioni del viceministro dell’Economia, Maurizio Leo. Le novità riguardano non solo le auto aziendali, ma anche l’IRPEFcon l’obiettivo di rendere il sistema fiscale più equo e trasparente.

Le nuove regole per le auto aziendali

Il decreto correttivo approvato dal Consiglio dei Ministri introduce una serie di modifiche alla tassazione delle auto aziendali. In particolare, vengono sanate le disparità create dalla riforma del 2026, che aveva introdotto una penalizzazione fiscale per i veicoli ordinati prima dell’entrata in vigore della legge.

Le nuove regole stabiliscono che le auto ordinate nel 2026 e consegnate entro dicembre 2026 saranno escluse dal nuovo regime fiscale. Inoltre, viene chiarito il meccanismo di imposizione forfettaria per gli optional delle vetture, che non saranno più tassati secondo il valore ‘normale’, come previsto dall’Agenzia delle Entrate.

Una delle novità più significative riguarda la penalizzazione fiscale per le auto con più di cinque anni di età. L’IRPEF sulle auto aziendali salirà del 50% dopo cinque anni dalla loro immatricolazione, indipendentemente dal tipo di alimentazione. Questo provvedimento mira a incentivare il rinnovo dei parchi auto aziendali, con un impatto significativo sia per le imprese che per i dipendenti.

Le dichiarazioni del governo sull’IRPEF

Durante l’Assemblea di Confcommerciola premier Giorgia Meloni ha dichiarato che il taglio delle tasse è uno dei grandi obiettivi del governo. Meloni ha sottolineato la volontà di continuare a lavorare per alleggerire il carico fiscale sul ceto medio, in linea con le dichiarazioni del viceministro Maurizio Leo e del vicepremier Antonio Tajani.

Le modifiche al sistema IRPEF e il taglio del cuneo fiscale e contributivo in via strutturale valgono 21 miliardi di euro. Tuttavia, Meloni ha ricordato che i costi di queste misure impattano sull’ampiezza del raggio d’azione delle novità future. Il governo sta valutando la possibilità di estendere il secondo scaglione dell’IRPEF da 50.000 a 60.000 euro, una misura che si tradurrebbe in una nuova riduzione dell’aliquota per chi si trova in questa fascia di reddito.

Il viceministro Maurizio Leo ha sottolineato che, se ci saranno le condizioni favorevoli, si valuterà la possibilità di spostare l’asticella del secondo scaglione dell’IRPEF. Tuttavia, ha ribadito la necessità di valutare attentamente le risorse disponibili prima di prendere decisioni definitive.

Le semplificazioni per le imprese

Il decreto correttivo introduce anche una serie di semplificazioni per le imprese, con l’obiettivo di garantire maggiore certezza del diritto e chiarezza applicativa. Tra le novità principali, vi è l’intervento sulla disciplina dei fringe benefit relativi alle auto aziendali, che pone fine alle incertezze interpretative che si erano accumulate nel tempo.

Il provvedimento recepisce anche alcune disposizioni in materia di fiscalità internazionalelegate all’implementazione del cosiddetto Pillar Twoil sistema di imposizione minima globale delle multinazionali. Inoltre, viene adeguata la normativa alla giurisprudenza comunitariapermettendo alle imprese di dedurre le cosiddette perdite estere definitive.

Un ulteriore intervento riguarda il Terzo Settorecon l’obiettivo di evitare pesanti oneri per gli enti che operano al servizio della collettività. Il decreto chiarisce che, ai soli fini IRAPgli enti dovranno pagare l’imposta con le regole previgenti, evitando così di compromettere la loro attività.

Queste misure si inseriscono nel percorso di attuazione della delega fiscaleche mira a rafforzare la certezza del dirittosemplificare gli adempimenti e adeguare l’ordinamento nazionale al diritto e alla fiscalità europea e internazionale.

Autore

Francesca Galli

Francesca Galli, fiorentina con formazione bancaria, prese la decisione di cambiare carriera dopo un convegno a Palazzo Vecchio: oggi cura analisi di mercati e colonne su risparmio e investimenti. In redazione propone linee editoriali attente alla trasparenza e conserva l'agenda del primo impiego in banca.