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16 Ottobre 2026

Crisi energetica e dibattito ETS ostacolano nuovo quadro finanziario UE

Bruxelles è al centro di un acceso dibattito su bilancio, energia e il mercato delle quote di CO2, con le posizioni dei 27 Stati membri sempre più divergenti.

Crisi energetica e dibattito ETS ostacolano nuovo quadro finanziario UE

Il Consiglio europeo ha avviato una serie di negoziati finalizzati all’approvazione del bilancio pluriennale per il periodo 2028-2034. Il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa ha annunciato che presenterà nei prossimi giorni una nuova proposta di testo negoziale, con l’obiettivo di chiudere l’accordo entro la fine dell’anno. La riunione, tenutasi in concomitanza con il summit dei capi di Stato, ha visto la partecipazione dell’Italia, della Grecia e di altri Paesi che formano il gruppo degli “amici della Coesione”, i quali stanno lavorando a una piattaforma comune per contrastare eventuali nuovi tagli al bilancio.

Proposta di bilancio e scadenze istituzionali

Il documento di riferimento, definito “negobox”, è stato aggiornato il 10 ottobre dalla Presidenza irlandese dell’Unione europea. Esso prevede un mantenimento dei livelli di finanziamento destinati al Programma di coesione e al Piano d’azione per la coesione (PAC) evitando tagli aggiuntivi in un contesto di inflazione crescente. Costa ha ribadito che la conclusione delle trattative entro il 31 dicembre è una priorità strategica, poiché il bilancio rappresenta la spina dorsale per le politiche di transizione energetica e per il sostegno alle regioni più svantaggiate.

Il ruolo della Commissione e il quadro temporaneo per gli aiuti di Stato

Parallelamente, la Commissione europea, guidata da Ursula von der Leyen ha annunciato la proroga del “temporary framework” per gli aiuti di Stato destinati alle imprese ad alta intensità energetica. La misura, intesa a sostenere settori colpiti dall’impennata dei prezzi di gas e petrolio, resterà in vigore per un periodo ancora non definito, ma non sono previste ulteriori iniziative “a brevissimo” oltre a tali aiuti. Questo approccio riflette la volontà di evitare interventi di mercato che possano distorcere la concorrenza, pur garantendo una risposta immediata alla crisi.

Dibattito sulla flessibilità fiscale e sul mercato ETS

Durante il vertice, la premier italiana Giorgia Meloni ha sollevato il tema della flessibilità all’interno del quadro fiscale europeo, rimandando a una lettera inviata alla presidente della Commissione. Il suo intervento, sostenuto dal primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis ha evidenziato la necessità di considerare l’inflazione come fattore esterno nelle regole fiscali, permettendo così una maggiore elasticità nella gestione delle misure di sostegno. La questione, sebbene non fosse all’ordine del giorno ufficiale, ha suscitato un acceso dibattito tra i 27.

Le divergenze sul mercato delle quote di CO2 (ETS)

Il meccanismo ETS è stato al centro di una netta spaccatura tra i paesi membri. L’Italia, insieme ai Paesi di Visegrád, ha avanzato richieste di alleggerimento del ruolo dell’ETS nella decarbonizzazione, sostenendo che il costo delle quote sta gravando troppo sulle famiglie e sulle imprese. Al contrario, nazioni scandinave come Danimarca, Svezia e Finlandia hanno difeso il sistema, ricordando gli investimenti effettuati finora e la sua efficacia nel ridurre le emissioni. La Commissione, nella bozza di conclusioni, ha invitato a un’ulteriore valutazione per identificare possibili miglioramenti, ma non ha ancora definito cambiamenti concreti.

Posizioni contrastanti dei 27 e prossime mosse diplomatiche

Al di là della questione ETS, la discussione è stata animata da altri punti di rottura. La coalizione dei paesi “frugali”, guidata da Berlino, ha proposto tagli sostanziali al bilancio, temendo un eccessivo indebitamento. Al contempo, la Francia e la Germania hanno raggiunto un accordo per salvaguardare il futuro dell’industria automobilistica europea, accettando nuove concessioni sulle emissioni entro il 2035 e rafforzando la “preferenza europea” nelle forniture industriali, anche per partner come Gran Bretagna e Norvegia.

Un altro argomento di rilievo è stato l’intervento del presidente ucraino Volodymyr Zelensky giunto all’Europa building per incontrare i leader europei, tra cui Emmanuel Macron e i premi di Polonia, Danimarca e Belgio. In contemporanea, il Financial Times ha riferito che i capi dell’UE intendono invitare Zelensky a moderare le sue critiche verso gli Stati Uniti, temendo un deterioramento dei rapporti diplomatici.

La prossima settimana dovrebbe definire il “pacchetto di massima” relativo al decreto-bollette, che prevede lo spostamento del gettito sulle emissioni (ETS) dal mercato alla bolletta dei consumatori, con l’obiettivo di contenere i prezzi all’ingrosso dell’energia elettrica. Il risultato di questi negoziati avrà ripercussioni sul panorama economico europeo per i prossimi anni.

Autore

Edoardo Vitali

Edoardo Vitali ha coordinato la copertura della ristrutturazione del mercato ittico di Palermo, sostenendo la linea editoriale sulla trasparenza fiscale. Capo redattore economia, porta in redazione un tratto pragmatico e un dettaglio personale: conserva ancora taccuini degli incontri in Sala delle Lapidi.