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22 Maggio 2026

Dichiarazione 730 per criptovalute: cosa mettere in quadro W e quadro T

Guida pratica per capire quando e come inserire le criptovalute nel Modello 730, con esempi sui calcoli delle plusvalenze e consigli per il piano di accumulo

Dichiarazione 730 per criptovalute: cosa mettere in quadro W e quadro T

Se stai passando da un’applicazione di investimento su S&P 500 a una nuova piattaforma o intendi chiudere un piano di accumulo, è importante sapere quali movimenti vanno riportati nel Modello 730. In questo articolo vediamo quali eventi generano imposta, dove inserire i dati nella dichiarazione e come comportarsi con i portafogli esteri. Troverai inoltre un esempio pratico con i numeri che hai fornito: valore iniziale 83,73€ e valore finale 87,65€ nel report di 2026, e un saldo attuale di 218€ nel piano che intendi chiudere.

Le regole fiscali sulle criptovalute sono cambiate: dall’1 gennaio 2026 l’esenzione dei 2.000 € non è più applicabile e ora tutte le plusvalenze sono soggette a imposta. Di seguito spieghiamo in modo chiaro quali operazioni costituiscono eventi tassabili, dove dichiarare le posizioni e quali strumenti usare per mettersi in regola con l’Agenzia delle Entrate.

Quali operazioni con le criptovalute sono tassate

In termini pratici, le seguenti operazioni determinano una plusvalenza soggetta alla tassazione del 26%: la vendita di criptovalute in cambio di valuta fiat, lo scambio di una coin con un’altra e l’utilizzo di cripto per acquistare beni o servizi. Occorre ricordare che lo scambio tra cripto e le conversioni in stablecoin possono essere trattate come eventi tassabili a seconda della classificazione fiscale applicata. Sono invece considerate non imponibili, in genere, le operazioni di trasferimento tra i tuoi portafogli personali e l’acquisto iniziale di criptovalute con euro.

Detenzione e obblighi di monitoraggio

Anche se non realizzi una vendita, la presenza di criptovalute su piattaforme estere o wallet non italiani può comportare obblighi di comunicazione. In particolare, devi dichiarare tali detenzioni nel quadro W (ex RW) per il monitoraggio fiscale. L’obbligo di reporting vale indipendentemente dall’avvenuta vendita: l’assenza di operazioni non esonera dal dichiarare la detenzione se le attività sono custodite all’estero.

Dove e come inserire i dati nella dichiarazione

Per riportare correttamente le informazioni nel Modello 730 bisogna utilizzare due quadri distinti: il quadro W (ex RW) per il monitoraggio patrimoniale e il quadro T (ex RT) per dichiarare le eventuali plusvalenze realizzate. Nel quadro W si indicano il possesso e il valore delle attività detenute all’estero, mentre nel quadro T si inseriscono i proventi conseguiti dalle cessioni. Se la dichiarazione è precompilata e manca qualche voce, è responsabilità del contribuente integrare i dati mancanti prima dell’invio.

Come correggere omissioni e che cosa rischi

Se ometti di riportare valori o transazioni, l’Agenzia delle Entrate può procedere ad accertamenti e richiedere imposte, interessi e sanzioni amministrative. Le sanzioni variano in base alla natura e alla gravità dell’errore; tuttavia esistono strumenti come il ravvedimento operoso che permettono di regolarizzare la posizione con riduzioni delle penalità. In caso di dubbi, è sempre consigliabile rivolgersi a un consulente fiscale prima di presentare la dichiarazione.

Esempio pratico con i tuoi numeri e cosa fare in futuro

Prendiamo i dati che hai indicato: nel report 2026 il valore iniziale è 83,73€ e quello finale 87,65€, quindi la differenza corrisponde a una plusvalenza di 3,92€. Dato che dall’1 gennaio 2026 ogni guadagno è soggetto a imposta, questa variazione teoricamente va riportata nel quadro T del Modello 730 relativo all’anno fiscale in cui la plusvalenza è stata realizzata. Se la piattaforma ti ha fornito la documentazione per il 2026, devi verificare se la plusvalenza è già precompilata o se è necessario inserirla manualmente.

Chiusura del piano di accumulo e tempistica di dichiarazione

Se chiuderai il piano di accumulo e realizzerai vendite o conversioni, i risultati di quelle operazioni saranno da dichiarare nell’anno fiscale in cui le vendite avvengono. Ad esempio, le operazioni effettuate nel 2026 saranno dichiarate nella dichiarazione dei redditi presentata nel 2027. Ricorda inoltre che il saldo residuo di 218€ va considerato ai fini del monitoraggio se è detenuto su piattaforma estera: in quel caso andrà riportato nel quadro W anche se non hai realizzato plusvalenze al momento della chiusura.

In sintesi, per evitare sorprese: documenta tutte le transazioni, verifica i campi precompilati del Modello 730, dichiara la plusvalenza di 3,92€ relativa al 2026 se non è già inserita e segnala il saldo e la detenzione nel quadro W se la custodia è estera. Se hai bisogno, rivolgiti a un professionista per calcolare precisamente imposte, interessi e per valutare l’eventuale uso del ravvedimento operoso.

Autore

Edoardo Vitali

Edoardo Vitali ha coordinato la copertura della ristrutturazione del mercato ittico di Palermo, sostenendo la linea editoriale sulla trasparenza fiscale. Capo redattore economia, porta in redazione un tratto pragmatico e un dettaglio personale: conserva ancora taccuini degli incontri in Sala delle Lapidi.