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15 Ottobre 2026

Finanziamento da 10 miliardi per la cessione del 25% di Del Vecchio

Delfin prepara un finanziamento da decine di miliardi per comprare il 25% di Del Vecchio e chiudere la disputa tra gli eredi.

Finanziamento da 10 miliardi per la cessione del 25% di Del Vecchio

Da più di quattro anni la holding lussemburghese che controlla le partecipazioni della famiglia Del Vecchio è avvolta in una complessa rete di tensioni ereditarie e di questioni di governance. La struttura attuale prevede otto soci, ognuno con una quota del 12,5%, che detengono insieme una consistente percentuale di partecipazioni strategiche: il 32,4% di EssilorLuxottica, il 10% di Generali, il 17,6% di Monte dei Paschi di Siena (MPS) e il 2,7% di UniCredit.

Nel frattempo, tre eredi hanno chiesto la possibilità di trasferire le proprie quote in veicoli personali, un passo già realizzato da Luca e Paola Del Vecchio lo scorso luglio. L’obiettivo è rendere le azioni più liquide e, Questa situazione ha spinto Delfin a valutare un piano di finanziamento che consentirebbe di acquistare una o due delle otto quote, riducendo il numero di soci da otto a sei e semplificando la gestione della governance.

Piano di finanziamento e banche coinvolte

Secondo le informazioni disponibili, Delfin ha avviato colloqui preliminari con quattro grandi istituti bancari: Crédit AgricoleIntesa SanpaoloBNP Paribas e Citigroup. L’obiettivo è strutturare un finanziamento di grandi dimensioni mirato all’acquisto di una partecipazione complessiva pari al 25% della holding. Seppur applicando lo sconto di holding l’operazione richiederebbe un impegno finanziario notevole, considerando che la valutazione di mercato di Delfin si aggira intorno ai 40 miliardi di euro.

Grazie al flusso di dividendi annuali di circa 1,5 miliardi di euro provenienti dalle partecipate, la società è in grado di sostenere gli oneri di interesse e di mantenere una buona flessibilità patrimoniale. Inoltre, la prossima liquidazione del debito in essere dovrebbe avvenire entro pochi mesi, creando ulteriore margine di manovra per operazioni straordinarie.

Implicazioni per la governance e per gli azionisti

Il progetto presenta vantaggi duplice: da una parte offre a due eredi la possibilità di monetizzare le proprie partecipazioni dall’altra semplifica la struttura azionaria, facilitando il raggiungimento di accordi sulla governance e sulla remunerazione degli azionisti. Dopo l’eventuale riassetto, i sei soci rimasti avrebbero una quota media del 16,5% ciascuno, rendendo più agevole la gestione strategica delle partecipazioni industriali e bancarie.

Un aspetto cruciale riguarda la partecipazione di Leonardo Maria Del Vecchio, che ha espresso forte opposizione al piano e ha tentato senza successo di acquistare le quote di Luca e Paola, senza disporre della liquidità necessaria. La sua posizione influisce sul dibattito interno e determina la necessità di una possibile ristrutturazione del consiglio di amministrazione, con la prospettiva di revocare alcuni membri e di riassegnare le cariche chiave a Romolo Bardin (CEO) e Francesco Milleri (presidente).

Il tribunale di Lussemburgo, che ha prorogato a settembre il periodo di esercizio del diritto di prelazione di Delfin, concede agli eredi fino a fine marzo per decidere se approvare o meno il progetto. Una volta ottenuto il via libera, sarà necessario definire quali soci usciranno definitivamente dalla holding e quali, invece, rimarranno partecipi a lungo termine.

Parallelamente, Delfin ha assunto un impegno formale nei confronti di MPS, dichiarando la volontà di aderire all’OPA di Intesa Sanpaolo, a condizione che l’offerta rimanga valida. Tale dichiarazione, firmata a Lussemburgo, prevede un comportamento di voto coerente con le condizioni dell’offerta e l’astensione dall’acquisto di ulteriori azioni di MPS, preparandosi così a eventuali scenari concorrenti.

Se realizzato, potrà liberare capitali, semplificare la struttura azionaria e rafforzare la capacità di Delfin di perseguire le proprie strategie di investimento a lungo termine.

Autore

Edoardo Vitali

Edoardo Vitali ha coordinato la copertura della ristrutturazione del mercato ittico di Palermo, sostenendo la linea editoriale sulla trasparenza fiscale. Capo redattore economia, porta in redazione un tratto pragmatico e un dettaglio personale: conserva ancora taccuini degli incontri in Sala delle Lapidi.