All’apertura di lunedì 19 ottobre il FTSE MIB aveva perso lo 0,69%, scivolando a 49.514 punti. Il calo è stato trainato da una combinazione di fattori: la forte discesa di Stellantis e le pressioni sui titoli bancari, in particolare UniCreditIntesa Sanpaolo e BPER. L’indice ha però mostrato un lieve segnale positivo grazie a Technoprobe che è riuscita a recuperare l’1,21%.
Stellantis sotto accusa: utili, cassa e revisione del target
Il titolo del gruppo automotive ha toccato i 3,70 euro, registrando una perdita complessiva di oltre il 5% rispetto alla chiusura precedente. La ondata di ribasso è alimentata dalle previsioni di un free cash flow negativo pari a circa 4,5 miliardi di euro per il terzo trimestre, secondo le analisi di Equita e Barclays. Il free cash flow è considerato il principale indicatore di salute finanziaria, poiché misura la liquidità generata dalle attività operative al netto degli investimenti.
Dati sulle consegne e impatto sul risultato operativo
Le consegne del trimestre hanno mostrato un calo dell’1% rispetto alle previsioni, peggiorando un po’ le aspettative di mercato. Questo decremento, unito a un capitale circolante più gravoso, ha pesato sul risultato operativo adjusted, facendo scendere la marginalità. Inoltre, gli investimenti di fine anno si sono intensificati rispetto al primo semestre, contribuendo ulteriormente al drenaggio di liquidità.
Il nuovo target corrisponde a circa 5,4 volte gli utili attesi per il 2027 e a un EV/EBITDA di circa 2,5 volte, escluso il factoring.
Le banche italiane trascinate al ribasso
Parallelamente al drammatico declino di Stellantis, i titoli bancari hanno subito pressioni significative. UniCredit ha perso l’1,64%, seguita da BPER (-1,37%), Intesa Sanpaolo (-1,20%) e Mediobanca (-1,36%). Il calo dei principali istituti ha contribuito a far scendere l’indice di un ulteriore punto, aggravando il sentiment negativo del mercato.
L’analisi di Equita indica che, nonostante il deterioramento dei titoli bancari, il rapporto tra liquidità e fatturato rimane nella fascia di riferimento (27% nel terzo trimestre, tra 25% e 30%). Inoltre, la recente emissione di obbligazioni perpetue per 5 miliardi di euro a marzo continua a sostenere la capacità finanziaria delle banche.
Contesto europeo e prospettive a breve termine
Il resto delle borse europee ha seguito un trend negativo, con la zona euro che ha registrato un calo medio dello 0,7% a metà sessione. Le proteste di piazza in Francia, Italia e Spagna, insieme alle tensioni geopolitiche in Ucraina, hanno amplificato l’incertezza. Sul mercato energetico, i prezzi del petrolio sono rimasti elevati (Brent intorno a 108 dollari), mentre il gas naturale ha toccato i massimi dal dicembre 2022, spinto da preoccupazioni legate alla sicurezza delle forniture nello stretto di Hormuz.
Gli investitori attendono con trepidazione la pubblicazione dei risultati trimestrali di Stellantis prevista per il 28 ottobre. La capacità del gruppo di dimostrare una ripresa del cash flow sarà decisiva per stabilizzare il titolo e, di riflesso, per alleggerire la pressione sui titoli bancari. Nel frattempo, il FTSE MIB rimane soggetto a volatilità, con possibili ulteriori ribassi se le previsioni di cassa negativa dovessero confermarsi.



