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21 Ottobre 2026

Giovani investitori: la nuova spinta al risparmio gestito in Italia

I dati più recenti rivelano una crescita significativa dei giovani nei fondi comuni, ma evidenziano anche il divario patrimoniale con le generazioni più anziane.

Giovani investitori: la nuova spinta al risparmio gestito in Italia

Il mercato del risparmio gestito in Italia sta mostrando i primi segni di trasformazione. L’ultimo rapporto dell’Osservatorio Sottoscrittori 2026, realizzato da Assogestioni, indica che le fasce di Millennials e Gen Z hanno incrementato la loro presenza, passando dal 15 % al 18 % del totale dei clienti. Se da un lato questi numeri suggeriscono un rinnovamento della platea, dall’altro la composizione patrimoniale rimane ancora fortemente dominata dalle generazioni più mature.

Rassegna dei dati di mercato: crescita dei sottoscrittori e concentrazione di patrimonio

Nel 2026 il numero di sottoscrittori di fondi comuni ha raggiunto i 12,4 milioni, registrando un incremento del 7 % rispetto all’anno precedente e rappresentando il 21 % della popolazione italiana. Parallelamente, il patrimonio monitorato è salito a 679 miliardi di euro, rispetto ai 608 miliardi del 2025. Nonostante questi volumi in aumento, l’età media dell’investitore resta a 61 anni: i Boomers costituiscono il 39 % della clientela e detengono il 66 % delle masse patrimoniali. Gli over-65 possiedono quasi tutta la ricchezza, con la fascia 60-80 anni che copre la metà del totale e gli ultra-ottantenni il 18 %.

Penetrazione giovanile: i numeri dei nuovi ingressi

La svolta più rilevante riguarda i clienti che hanno scoperto per la prima volta i fondi comuni nel 2025. Su un milione e mezzo di nuovi ingressi, il 32 % appartiene a investitori sotto i 40 anni. In termini assoluti, i Millennials e la Gen Z rappresentano il 36 % dei nuovi clienti, mentre la loro quota sulla totalità della platea è ancora contenuta al 7 %. Alcune realtà, come Fineco, segnalano che il 50 % dei nuovi titolari di conti proviene da questa fascia d’età, confermando una tendenza in rapido sviluppo.

Piani di accumulo: lo strumento prediletto dai giovani

Il cambiamento di profilo si riflette anche nel modo in cui gli investitori più giovani entrano nel mercato. I Piani di Accumulo del Capitale (PAC) sono in forte ascesa, perché consentono di cominciare con capitali modesti e di accumulare gradualmente un portafoglio diversificato. Questa modalità risponde alle esigenze di chi preferisce una costruzione progressiva dell’investimento, riducendo la percezione di rischio iniziale. Tuttavia, la crescente adozione dei PAC impone ai gestori di rivedere prodotti, servizi e strategie di relazione per trasformare il primo contatto in un impegno finanziario strutturato e di lungo periodo.

Le sfide per i gestori: da primo approccio a investimento stabile

Il dato più significativo è la necessità di convertire l’interesse iniziale dei giovani in una relazione di investimento duratura. Se la loro presenza nei nuovi ingressi è ormai consistente, la capacità patrimoniale rimane limitata: la maggior parte delle ricchezze si concentra ancora nelle mani dei più anziani. Per questo i gestori devono creare offerte che incentivino la crescita del capitale nel tempo, fornendo educazione finanziaria, soluzioni flessibili e una comunicazione digitale adeguata. Solo così sarà possibile colmare il divario tra la penetrazione dei giovani e la loro reale partecipazione al patrimonio complessivo del risparmio gestito italiano.

Autore

Francesca Spadaro

Francesca Spadaro ha ricostruito una catena di investimenti veronese partendo dai bilanci depositati alla Camera di Commercio; è analista finanziaria che coordina dossier su PMI e mercati. Laureata in economia, collabora con camerali locali e cura newsletter economiche territoriali.