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6 Agosto 2026

Novità fiscali 2026: cosa cambia con i nuovi decreti del Governo

Il Governo italiano è pronto a varare tre decreti che completeranno la riforma fiscale. Scopri le novità per contribuenti, partite IVA e magistratura tributaria.

Novità fiscali 2026: cosa cambia con i nuovi decreti del Governo

Il Governo italiano è in procinto di varare tre decreti legislativi che completeranno la Riforma fiscale avviata con la legge delega n. 111 del 2026. Questi provvedimenti, attesi per il 4 agosto 2026, mirano a semplificare il rapporto tra Fisco e contribuenti, introducendo importanti novità per le partite IVA, la fiscalità locale e la magistratura tributaria.

Il viceministro all’Economia e alle Finanze, Maurizio Leo, ha anticipato che questi decreti rappresentano un passo fondamentale per raggiungere gli obiettivi della riforma: semplificazione, certezza del diritto e riduzione del carico fiscale.

Il decreto omnibus: novità per le partite IVA

Il primo decreto, noto come decreto omnibus introduce una serie di misure a favore delle partite IVA. Tra le novità più rilevanti vi è la possibilità di aderire al concordato preventivo biennale uno strumento che consente di definire le annualità fiscali dal 2026 al 2027. Questo meccanismo premiale è stato arricchito con nuove agevolazioni, come la possibilità di pagare le imposte a rate senza interessi.

Il decreto omnibus include anche misure legate alla digitalizzazione dei processi, come la riduzione delle sanzioni su POS e cassa, la nuova scadenza per la certificazione del Tax Control Framework e la limatura degli standard per l’emissione degli scontrini elettronici.

Fiscalità locale: novità per Comuni e contribuenti

Un secondo decreto riguarda la fiscalità locale un ambito che ha visto una lunga gestazione e una mancata intesa in Conferenza Unificata. Nonostante ciò, il Governo ha deciso di procedere con il provvedimento, che introduce importanti novità per i Comuni e i contribuenti.

Tra le principali novità vi è l’estensione ai Comuni dello strumento delle lettere di compliance già utilizzato dall’amministrazione finanziaria statale. Questo strumento consente agli enti locali di inviare comunicazioni preventive ai contribuenti, favorendo un confronto preventivo e riducendo il ricorso agli accertamenti.

Il decreto prevede anche un restyling del bollo auto e nuove modalità di pagamento dei tributi locali. Inoltre, sono state introdotte sanzioni più proporzionate alla gravità delle violazioni per IMU, TARI, imposta di soggiorno e contributo di sbarco.

Magistratura tributaria: nuove regole e assunzioni

Il terzo decreto riguarda la magistratura tributaria un settore che il Governo intende rafforzare per garantire una maggiore efficienza nella gestione delle controversie fiscali. Il provvedimento introduce nuove regole per la selezione dei magistrati tributari, che saranno scelti tramite concorso e opereranno a tempo pieno.

Il viceministro Leo ha annunciato un nuovo bando per l’assunzione di 177 magistrati tributari, con l’obiettivo di ridurre i tempi delle decisioni e contenere il numero delle cause che arrivano fino alla Cassazione. Questo provvedimento mira a trasformare la magistratura tributaria in un settore specializzato e dedicato, superando la condizione di Cenerentola dell’ordine giudiziario.

Con questi tre decreti, il Governo completa il percorso previsto dalla delega fiscale, che ha visto l’approvazione di 18 decreti legislativi e 8 testi unici. La fase successiva sarà la preparazione di un Codice tributario che riunirà in un unico testo le principali norme fiscali oggi distribuite in molti provvedimenti.

Autore

Andrea Innocenti

Andrea Innocenti ha coordinato dall'estero il rientro di una cronista napoletana durante una crisi diplomatica, gestendo contatti con consolati; è corrispondente esteri che definisce linee editoriali sulla geopolitica. Nato a Napoli, parla dialetto locale e mantiene rapporti con ONG partenopee.