Salta al contenuto
22 Ottobre 2026

Scam su social: investimenti falsi e denaro da identità rubate

Profili Facebook di banchieri e politici cloniati aiutano truffe sugli investimenti, mentre falsi carabinieri chiedono trasferimenti su conti “sicuri”.

Scam su social: investimenti falsi e denaro da identità rubate

Negli ultimi mesi, le reti criminali hanno intensificato l’uso di Facebook come canale privilegiato per orchestrare truffe complesse. Il metodo più frequente prevede la clonazione di profili di personaggi noti, soprattutto appartenenti al mondo della finanza e della politica, per guadagnare la fiducia dei contatti e convincerli a inviare denaro o informazioni sensibili. Parallelamente, truffatori mascherati da carabinieri e funzionari bancari hanno perfezionato un copione basato sulla pressione emotiva e sulla promessa di “conti sicuri”. Il risultato è una serie di casi che hanno coinvolto centinaia di migliaia di euro, facendo scattare indagini sia della Polizia Postale sia della Guardia di Finanza.

Profili bancari e politici cloniati per frodi su Facebook

Un esempio emblematico è la vicenda di Nicastro noto dirigente bancario, il cui profilo è stato duplicato da un gruppo criminale che ha lanciato inserzioni a pagamento promettendo investimenti ad alto rendimento. Non appena l’azienda Aidexa ha notato l’uso non autorizzato della sua immagine, ha immediatamente diffidato Meta e ha sporto denuncia presso la Polizia Postale. Similmente, il consigliere comunale di Napoli Aniello Esposito ha subito una copia del suo profilo, con foto e dati anagrafici, per poi inviare messaggi ai suoi amici chiedendo informazioni private. Esposito ha denunciato il furto d’identità, invitando i contatti a ignorare il profilo falsificato e a segnalare l’account a Facebook.

La truffa del “falso carabiniere” e il riciclaggio su conti “sicuri”

Un’altra modalità di inganno, ora al centro di un’operazione della Guardia di Finanza di Bolzano, prevede l’uso di una voce autoritaria al telefono per spaventare le vittime. Gli autori si spacciano per carabinieri o per funzionari di banca, sostenendo che il conto della vittima è sotto indagine e che occorre trasferire immediatamente i fondi su un conto “sicuro”. I conti destinatari sono intestati a prestanome, spesso collegati a reti presenti nelle province di Salerno, Napoli e Bolzano. In pochi giorni, gli investigatori hanno ricostruito una struttura capace di sottrarre più di 150.000 € trasferendo le somme verso conti esteri o prelevandole in contanti per oscurarne la provenienza. Una donna di Bolzano è stata identificata come facilitatrice, fornendo credenziali bancarie per accelerare il riciclaggio in cambio di una percentuale sui proventi.

Denunce, indagini e misure di tutela

Le autorità hanno reagito con prontezza: la Polizia Postale ha aperto le indagini contro gli autori del furto d’identità di Nicastro ed Esposito, mentre la Guardia di Finanza ha disposto ordinanze di custodia cautelare nei confronti di cinque imputati, con esecuzione di sequestro preventivo di tutti i proventi illeciti. I procuratori hanno sottolineato che la strategia criminale non si limita a singoli episodi, ma costituisce una campagna sistematica di frode finanziaria: i cloni digitali vengono utilizzati per ottenere finanziamenti da istituti di credito, per poi deviarli verso circuiti di riciclaggio. Gli organi di controllo hanno invitato gli utenti a verificare sempre l’autenticità dei contatti, a non cliccare su link sospetti e a segnalare immediatamente a Facebook eventuali profili falsi. Inoltre, le vittime sono incoraggiate a collaborare con le forze dell’ordine fornendo ogni tipo di prova (messaggi, screenshot, email) per facilitare le indagini e prevenire ulteriori danni.

Autore

Francesca Galli

Francesca Galli, fiorentina con formazione bancaria, prese la decisione di cambiare carriera dopo un convegno a Palazzo Vecchio: oggi cura analisi di mercati e colonne su risparmio e investimenti. In redazione propone linee editoriali attente alla trasparenza e conserva l'agenda del primo impiego in banca.