Salta al contenuto
15 Ottobre 2026

Spread negativo tra azioni e titoli di Stato: la prima volta dal 2009

Lo spread tra S&P 500 e Treasury a 10 anni è diventato negativo, segnalando rendimenti più alti per i titoli di Stato.

Spread negativo tra azioni e titoli di Stato: la prima volta dal 2009

Il panorama dei mercati finanziari mostra un fenomeno inusuale: il premio di rischio azionario è sceso al di sotto dello Zero. In termini più semplici, i titoli di Stato più sicuri stanno rendendo di più rispetto all’indice S&P 500. Questa inversione è avvenuta il 7 ottobre, quando il rendimento dei Treasury a 10 anni ha toccato il 5,36%, il livello più alto dal 2002, spingendo lo spread a -1,5 punti percentuali, il valore più basso registrato dal 2009.

Gli investitori tradizionalmente richiedono un compenso superiore per detenere azioni, dato il rischio più elevato rispetto alle obbligazioni. Quando il rapporto prezzo/utili (P/E) delle azioni supera la crescita degli utili, o quando i rendimenti obbligazionari salgono, lo spread si restringe. Negli ultimi cinque anni, la differenza è scesa di 440 punti base, segnando la più brusca discesa dal periodo degli anni ’70.

Che cosa indica realmente uno spread di rendimento negativo?

Lo spread si calcola sottraendo al rendimento degli utili dell’S&P 500 (utile diviso prezzo) il rendimento dei Treasury a 10 anni. Un risultato positivo indica che le azioni offrono un premio, mentre un valore negativo mostra che i Treasury pagano di più. Con lo spread a -1,5%, il rendimento degli utili si attesta intorno al 3,9%, corrispondente a un rapporto P/E di circa 26 volte, una valutazione ancora elevata rispetto alla media storica.

Motivi alla base della discesa dello spread

Due elementi principali hanno alimentato questo movimento. Prima, l’inflazione spinta dal prezzo del petrolio ha costretto la Federal Reserve a intensificare la politica di rialzo dei tassi, facendo aumentare i rendimenti dei Treasury. Secondo, il crescente indebitamento federale ha incrementato la domanda di titoli a lungo termine, sostenendo ulteriormente il loro rendimento. Il risultato è stato un Treasury a 10 anni che ha raggiunto il 5,36% il 7 ottobre, spingendo lo spread verso il territorio negativo.

Impatti per gli investitori e scenari futuri

Un panorama di spread negativo non implica automaticamente una caduta dei prezzi azionari, ma segnala un contesto più ostile per gli investitori in equity. L’analista Bloomberg Nir Kaissar ha osservato che, nel 2025, lo spread aveva scarso potere predittivo sui rendimenti a breve termine (1-5 anni), ma mostrava una correlazione più forte con i rendimenti a 10 anni (coefficiente 0,51). Questo suggerisce che, se lo spread rimane basso, le performance di lungo periodo delle azioni potrebbero risultare più deboli.

Prospettive di utili e valutazioni

Le stime sugli utili futuri dipingono un quadro più rassicurante: l’S&P 500 è valutato intorno a 19 volte gli utili attesi, corrispondente a un rendimento degli utili del 5,3%, allineato al rendimento del Treasury a 10 anni. Tuttavia, la prossima volatilità dipenderà dalla capacità dei rendimenti obbligazionari di stabilizzarsi. Se i Treasury dovessero scendere, lo spread potrebbe ritorna positivo, riaccompagnando le azioni a livelli di premio più adeguati.

Autore

Francesca Spadaro

Francesca Spadaro ha ricostruito una catena di investimenti veronese partendo dai bilanci depositati alla Camera di Commercio; è analista finanziaria che coordina dossier su PMI e mercati. Laureata in economia, collabora con camerali locali e cura newsletter economiche territoriali.