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15 Maggio 2026

730/2026 e criptovalute: come dichiarare plusvalenze, minusvalenze e valore patrimoniale

Scopri perché il quadro T del 730/2026 semplifica la dichiarazione di plusvalenze e introduce nuovi obblighi e controlli per le criptovalute

730/2026 e criptovalute: come dichiarare plusvalenze, minusvalenze e valore patrimoniale

Il modello 730/2026 introduce un’importante novità fiscale: il nuovo quadro T permette a molti contribuenti non titolari di partita IVA di riportare direttamente nel 730 plusvalenze, minusvalenze e proventi derivanti da criptovalute e altri strumenti finanziari. Questa soluzione punta a ridurre il ricorso al modello Redditi Persone Fisiche, mantenendo il meccanismo del conguaglio tramite sostituto d’imposta, tipico del 730, per gli eventi economici riferiti ai redditi percepiti nel 2026.

Cosa comprende il nuovo quadro T

Il quadro T è pensato per raccogliere i redditi di natura finanziaria: azioni, ETF, obbligazioni, derivati, valute estere, metalli preziosi e ovviamente cripto-attività. All’interno sono previste sezioni per dichiarare plusvalenze tassate al 26%, operazioni sulle criptovalute, e le minusvalenze riportabili negli anni successivi. Importante è la possibilità di indicare crediti d’imposta ed eventuali eccedenze provenienti dal quadro RT del modello Redditi PF, oltre a nuovi righi dedicati all’affrancamento delle criptovalute possedute alla data del 1 gennaio 2026.

Cosa significa per chi detiene cripto

Per i contribuenti che mantengono asset digitali, anche su exchange esteri o wallet personali, il quadro T consente di certificare le operazioni che generano realizzi e di computare le minusvalenze pregresse. È necessario indicare i corrispettivi incassati e i costi d’acquisto documentati: la plusvalenza imponibile si calcola come differenza tra valore di vendita e costo d’acquisto. Per completare correttamente la dichiarazione è fondamentale conservare estratti conto degli exchange, cronologia delle transazioni e ricevute d’acquisto.

Regime fiscale: aliquote e tempistiche

Per le operazioni effettuate nel 2026 resta confermata l’imposta sostitutiva del 26% sulle plusvalenze e altri proventi da cripto-attività; la vecchia franchigia dei 2.000 euro è stata eliminata, dunque non esiste più una soglia minima. Tuttavia, la Legge di Bilancio 2026 stabilisce che per le plusvalenze realizzate dal 1 gennaio 2026 l’aliquota salirà al 33%, mentre una parte dei token di moneta elettronica denominati in euro resterà tassata al 26% in linea con il regolamento europeo MiCAR. Il cambiamento di aliquota sarà recepito nei modelli dichiarativi a partire dal 2027.

Imposta patrimoniale e modalità di calcolo

Oltre alla tassazione delle plusvalenze, dal 2026 è previsto il pagamento di una imposta patrimoniale dello 0,2% sul valore delle criptovalute. Questa imposta si calcola sul valore di mercato al 31 dicembre, parametrato ai giorni di possesso e alla quota detenuta. Chi detiene asset digitali è quindi tenuto a effettuare il monitoraggio fiscale, compilare la relativa sezione e versare l’imposta dovuta

Obblighi di dichiarazione, controlli e sanzioni

L’obbligo di dichiarare le criptovalute per i residenti fiscali in Italia scatta in due casi principali: per il monitoraggio fiscale e per la tassazione dei proventi. Anche se non si sono effettuate operazioni, la detenzione di cripto su piattaforme estere o wallet personali deve essere indicata, salvo che gli adempimenti siano già svolti da intermediari italiani. Le omissioni comportano sanzioni variabili: tra il 3% e il 15% delle somme non dichiarate, con aumento al 6%-30% se gli asset sono detenuti in Paesi inseriti nelle black list fiscali.

Prospettive di controllo e impatto su benefici

Dal 2027 il controllo fiscale sulle criptovalute sarà rafforzato: il recepimento della direttiva europea DAC8 imporrà nuovi obblighi di comunicazione per exchange e operatori del settore. Inoltre le criptovalute entreranno nel patrimonio mobiliare rilevante ai fini ISEE, con possibili ripercussioni sull’accesso a prestazioni agevolate e benefici correlati all’indicatore economico.

Come compilare i quadri W e T

Nel modello 730/2026 il quadro W è dedicato al monitoraggio delle criptovalute e al calcolo dell’imposta patrimoniale dello 0,2%, mentre il quadro T raccoglie le plusvalenze e le minusvalenze compensabili. Nei righi vanno riportati i proventi, i costi documentati e gli eventuali crediti d’imposta. Per evitare contestazioni è consigliabile conservare una documentazione analitica che includa estratti degli exchange, la cronologia delle transazioni e il calcolo dettagliato del costo fiscale.

In sintesi, il 730/2026 mira a semplificare la vita dei contribuenti che operano sui mercati finanziari e sulle cripto-attività, ma richiede attenzione nella raccolta delle evidenze e nella compilazione dei nuovi righi. Con l’avvicinarsi delle novità previste dalla Legge di Bilancio 2026 e dagli obblighi legati a DAC8, è utile pianificare l’adeguamento dei processi contabili e informativi per rispettare le scadenze e ridurre il rischio di sanzioni.

Autore

Edoardo Vitali

Edoardo Vitali ha coordinato la copertura della ristrutturazione del mercato ittico di Palermo, sostenendo la linea editoriale sulla trasparenza fiscale. Capo redattore economia, porta in redazione un tratto pragmatico e un dettaglio personale: conserva ancora taccuini degli incontri in Sala delle Lapidi.