Piazza Affari ha registrato una seduta volatile il 18 giugno a Milanocon il FTSEMib in flessione dello 0,14% alle 13:08 a 52.524 punti, dopo un range intraday 52.332-52.756. Gli altri indici hanno segnato cali frazionali: FTSE Italia All Share -0,2%, Mid Cap -1,14% e Star -1,59%. Ultimo aggiornamento: 18 giugno 2026.
La giornata segue il rialzo del 16 giugno, quando il FTSEMib ha chiuso a +1,15% a 52.433 punti, in un contesto di ottimismo moderato. Il quadro resta condizionato dai movimenti delle banchedalla debolezza dei petroliferi e dalla volatilità su singoli titoli, mentre il Bitcoin oscilla a 64.000 dollari (circa 56.000 euro) dopo essere sceso sotto 66.000 dollari nella precedente seduta.
Indici e materie prime: confronto 18 e 16 giugno
Nel comparto commoditiesil greggio WTI con scadenza giugno 2026 scivola a 75,5 dollari al barile, in calo dai 77 dollari segnati il 16 giugno nonostante l’accordo di pace USA-Iran che dovrebbe liberare il traffico nello Stretto di Hormuz entro il 19 giugno. La pressione sul petrolio ha pesato sui titoli energetici domestici, accentuando la rotazione settoriale già emersa a inizio settimana.
Sul fronte macro-finanziario del 16 giugno, lo spread Btp-Bund si è ristretto sotto 70 punti base con il rendimento del decennale italiano al 3,65%, mentre l’euro è tornato oltre 1,16 dollari. Tra gli asset rifugio, l’oro si è riportato a 4.350 dollari. Questi livelli forniscono il contesto di tassi e valute entro cui si muovono i flussi su equity europee.
Banche in primo piano: UniCredit, Intesa e il dossier Commerzbank
Nel settore bancario la seduta odierna mostra andamenti misti: UniCredit avanza dello 0,28% a 79,79 euro, mentre BancoBPM segna +1,42% a 15,74 euro. Il 16 giugno UniCredit ha chiuso a +4,17% a 77,68 euro, sostenuta dall’offerta di scambio che ha portato all’acquisizione del 12,41% di Commerzbank. Intesa Sanpaolo ha guadagnato il 2,91% a 6,056 euro, segnalando un confronto con il governo sulle future decisioni riguardo Generali e Banca Mps.
Tra le assicurazioni, Generali sale dello 0,49% a 42,72 euro dopo massimi d’avvio a 43,93 euro. Il quadro conferma una tenuta di settore a fronte della debolezza generale degli indici, con selettività sui titoli a maggiore visibilità di utili.
Energetici in difficoltà e focus su blue chip
Il comparto petrolifero resta debole: ENI cede l’1,44% a 21,515 euro, Saipem arretra del 4,02% a 4,54 euro e Tenaris scende del 2,21% a 25,27 euro. Il 16 giugno le stesse hanno chiuso rispettivamente a -0,54% (22,01 euro), -4,67% (4,596 euro) e -1,77% (26,14 euro), in scia al calo del greggio nonostante i progressi geopolitici nell’area del Golfo.
Tra le altre blue chipStellantis segna la peggiore performance del FTSEMib con -4,36% a 5,525 euro. Nel tecnologico, il 16 giugno STM ha perso il 4,05% a 65,69 euro dopo l’annuncio di obbligazioni convertibili senior unsecured per 1,5 miliardi di dollari; AVIO ha chiuso a +0,2% a 35,56 euro, sostenuta dal balzo di un peer spaziale USA.
Mid e Star: OVS sotto pressione, bene Eurotech e FILA
Nel MidCap odierno, i riflettori restano su OVS dopo i risultati del primo trimestre 2026/2027: il titolo flette del 2,93% a 6,135 euro, segnalando cautela sul retail. Nel Segmento Star del 16 giugno, FILA ha guadagnato l’1,84% a 9,43 euro annunciando l’avvio della cessione di una quota fino al 7% del capitale di DOMS Industriesmentre Eurotech ha brillato con +9,38% a 1,422 euro, su acquisti speculativi legati al settore tech.



