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27 Agosto 2026

Bitcoin scende sotto 80.000 dollari: previsioni e innovazioni nel mercato crypto

Bitcoin ha superato i 79.000 dollari dopo i dati sull'inflazione USA. Scopri le previsioni di Bernstein e le novità su stablecoin ed Ethereum.

Bitcoin scende sotto 80.000 dollari: previsioni e innovazioni nel mercato crypto

Il mercato delle criptovalute sta vivendo una fase di consolidamento dopo un periodo di forte crescita. Bitcoin, la principale valuta digitale, ha registrato un calo sotto quota 80.000 dollari, influenzato dai dati sull’inflazione USA e dalle prossime mosse delle banche centrali. Nonostante questo, alcune case di ricerca mantengono previsioni molto ambiziose per il futuro.

In parallelo, il settore crypto continua a evolversi con nuove tecnologie e progetti innovativi, come le stablecoin e la tokenizzazione di asset tradizionali. Scopriamo insieme i dettagli di questa rivoluzione in corso.

Bitcoin sotto pressione: i dati macro USA e le opzioni in scadenza

Bitcoin è sceso a circa 78.000–79.000 dollari dopo aver guadagnato il 23% negli ultimi sette giorni. Questo movimento ribassista è arrivato dopo la pubblicazione dell’indice PCE statunitense di luglio, che ha mostrato un’inflazione leggermente più alta delle attese. Il dato ha influenzato non solo le criptovalute, ma anche l’oro e i principali indici azionari USA.

Un altro fattore che sta contribuendo alla volatilità è la scadenza di opzioni su Bitcoin per un valore nozionale di circa 6,4 miliardi di dollari. Le strategie di copertura dei market maker potrebbero amplificare la volatilità, soprattutto attorno a livelli di prezzo chiave.

Nonostante la correzione, gli afflussi nei fondi quotati in borsa (ETF) legati a Bitcoin restano sostenuti, con oltre 3 miliardi di dollari di afflussi ad agosto. Questo segnale indica che il capitale istituzionale continua a utilizzare questi strumenti per esporsi all’asset digitale.

Previsioni aggressive: Bitcoin verso 125.000 dollari e oltre?

Alcune banche d’affari e società di ricerca mantengono previsioni di lungo periodo molto aggressive per Bitcoin. Bernstein, ad esempio, indica uno scenario di base in cui Bitcoin potrebbe tornare a circa 125.000 dollari entro fine 2026, per poi puntare a 300.000 dollari nel 2029. Nello scenario più ottimistico, si ipotizza addirittura il raggiungimento di 500.000 dollari sullo stesso orizzonte temporale.

Queste valutazioni si basano su tre fattori chiave: il ruolo crescente di Bitcoin come asset alternativo in portafoglio, l’impatto dei nuovi ETF spot nella canalizzazione della domanda e la dinamica di offerta limitata del protocollo, soprattutto dopo l’ultimo halving. Tuttavia, si tratta di scenari teorici, altamente sensibili a variabili macroeconomiche, regolamentari e tecnologiche.

Tokenizzazione, stablecoin ed Ethereum: la rivoluzione silenziosa

In Corea del Sud, il gruppo finanziario Shinhan ha avviato con Visa test su stablecoin per pagamenti B2B, con sperimentazioni su emissione, rimborso e modelli di pagamento supportati da intelligenza artificiale.

In Europa, Revolut sta iniziando il rollout della propria stablecoin in euro EURR in paesi come Danimarca, Polonia e Portogallo, mentre la Banca Centrale Europea continua a lavorare al digital euro, promettendo un livello di privacy massimo.

Sul fronte tecnologico, gli sviluppatori di Ethereum hanno presentato una prima proposta per rendere lo staking di ETH più resistente a potenziali attacchi quantistici. Il draft consentirebbe ai validatori di depositare con chiavi ‘quantum-resistant’, per poi abbandonare gradualmente il formato di chiave attuale.

La tokenizzazione di azioni e obbligazioni sta accelerando, con volumi sui prodotti collegati a equity tokenizzata passati da circa 16 miliardi a oltre 590 miliardi di dollari in un solo anno. Gli esperti ricordano però che non tutte le strutture danno gli stessi diritti: alcuni token rappresentano proprietà reale sottostante, altri solo esposizione sintetica, con implicazioni molto diverse in termini di rischio e tutele legali.

Nel brevissimo termine, la traiettoria di Bitcoin ed Ethereum sembra legata soprattutto alla reazione dei mercati ai segnali di politica monetaria USA e alla scadenza delle maxi-opzioni su Bitcoin. Gli operatori guardano con attenzione al discorso del presidente della Fed a Jackson Hole, che potrebbe chiarire le intenzioni sull’andamento dei tassi.

In prospettiva più ampia, gli analisti sottolineano come la combinazione di adozione istituzionale, evoluzione regolamentare e innovazioni tecnologiche continuerà a ridefinire il ruolo delle criptovalute nei portafogli globali. Restano però elevate l’incertezza e la volatilità, elementi che rendono il mercato crypto particolarmente sensibile alle sorprese macro e regolamentari.

Autore

Francesca Galli

Francesca Galli, fiorentina con formazione bancaria, prese la decisione di cambiare carriera dopo un convegno a Palazzo Vecchio: oggi cura analisi di mercati e colonne su risparmio e investimenti. In redazione propone linee editoriali attente alla trasparenza e conserva l'agenda del primo impiego in banca.