Salta al contenuto
14 Maggio 2026

Cosa cambia per le plusvalenze crypto e come funziona il regime amministrato

Una guida pratica che spiega l'aumento dell'aliquota al 33%, l'eliminazione della franchigia e il funzionamento del regime amministrato per semplificare gli adempimenti

Cosa cambia per le plusvalenze crypto e come funziona il regime amministrato

Il 2026 segna un punto di svolta per la fiscalità delle criptovalute in Italia: la Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2026) ha modificato regole chiave, ampliando l’impatto sui detentori e sui trader. Tra le misure più rilevanti figurano l’aumento dell’aliquota sulle plusvalenze, la soppressione della soglia di esenzione di 2.000 euro e nuovi obblighi di comunicazione che rendono urgente rivedere le procedure di gestione fiscale delle proprie posizioni.

Questa sintesi offre un percorso chiaro per comprendere cosa cambia: dalle aliquote applicabili alle tipologie di operazioni tassabili, passando per le scadenze da rispettare e la novità pratica del regime amministrato attivato da Cryptosmart il 15 aprile 2026. Ovunque compaiano termini tecnici troverai definizioni e dettagli operativi utili per decidere la strategia più adatta.

Cosa cambia per le regole e i soggetti interessati

Le trasformazioni principali sono semplici da elencare ma profonde nella loro portata: l’aliquota sulle plusvalenze sale dal 26% al 33% per la maggior parte degli asset, mentre resta al 26% solo per gli EMT (E-Money Token) in euro conformi al Regolamento MiCAR. La cancellazione della franchigia dei 2.000 euro significa che qualsiasi guadagno realizzato è ora rilevante ai fini fiscali. Inoltre il patrimonio in crypto entra nel calcolo dell’ISEE, e dal 2027 il meccanismo DAC8 renderà automatica la condivisione dei dati degli exchange UE con l’Agenzia delle Entrate.

Operazioni che generano obblighi fiscali

Non tutte le movimentazioni producono un evento imponibile: sono tassabili, ad esempio, la vendita di crypto contro euro, la conversione in stablecoin o l’uso delle crypto per acquisti. Anche i proventi da staking, lending, yield farming e gli airdrop sono considerati redditi al momento della ricezione. Al contrario, permute tra asset con funzioni equivalenti, trasferimenti tra wallet dello stesso proprietario e la semplice detenzione (HODL) senza realizzo non generano plusvalenze.

Aliquote applicabili e regole pratiche

Per il 2026 lo schema è netto: la maggior parte delle realizzazioni su Bitcoin, Ethereum e simili è tassata al 33%, così come quelle generate da stablecoin in valute diverse dall’euro. Gli EMT in euro MiCAR-compliant mantengono invece il trattamento al 26%, compresi i proventi prodotti da tali strumenti. L’aliquota si applica al momento del realizzo, indipendentemente dalla data d’acquisto: chi ha comprato asset anni fa e vende nel 2026 sarà soggetto al nuovo 33%, salvo aver aderito alla possibilità di rivalutazione fiscale al 18% entro novembre 2026.

Metodologie e aspetti tecnici

La normativa prevede l’applicazione del metodo LIFO per il calcolo delle plusvalenze quando non siano diversamente indicati gli ordinativi, e la tenuta della contabilità fiscale delle operazioni è fondamentale per determinare correttamente imponibile e minusvalenze. Le minusvalenze possono essere riportate e compensate nei quattro anni successivi, secondo le regole vigenti.

Scadenze imprescindibili per il 2026

Per la dichiarazione relativa all’anno d’imposta 2026 le date da segnare sono precise: il versamento del saldo e del primo acconto è richiesto entro il 30 giugno 2026, con possibilità di pagamento posticipato al 31 luglio 2026 gravato dallo 0,40% di maggiorazione. Il 30 settembre 2026 è prefissato come termine ultimo per l’invio del Modello 730, mentre il Modello Redditi PF deve essere inviato entro il 31 ottobre 2026. Il secondo acconto è dovuto il 30 novembre 2026, e il ravvedimento operoso è possibile fino al 29 gennaio 2027, oltre il quale la dichiarazione è considerata omessa e si applicano sanzioni severe.

Il regime amministrato di Cryptosmart: come funziona e perché conviene

Dal 15 aprile 2026 Cryptosmart, exchange italiano iscritto al registro OAM, propone un regime fiscale amministrato che delega all’intermediario il calcolo e il versamento delle imposte. Sulla base delle indicazioni contenute nell’interpello AdE n. 135/2026 e sulle previsioni normative (tra cui art. 1 commi 126-147 L. 197/2026), Cryptosmart si propone come sostituto d’imposta: calcola plusvalenze e minusvalenze con il metodo LIFO, trattiene l’imposta sostitutiva al momento del realizzo, compila e invia i modelli F24 e gestisce automaticamente il riporto delle minusvalenze.

Vantaggi concreti e destinatari ideali

I punti di forza sono tre: prima di tutto elimina la necessità di software esterni per il calcolo delle plusvalenze; in secondo luogo rende superflua la compilazione del quadro RT/T per gli asset gestiti in regime amministrato; infine offre la possibilità di iniziare una regolarizzazione a partire dal trasferimento su Cryptosmart senza dover gestire direttamente gli adempimenti futuri. Il servizio è gratuito, non prevede canoni di attivazione e include assistenza in italiano, risultando particolarmente indicato per holder, trader attivi, possessori di wallet self-custodial e chi desidera una posizione fiscale ordinata.

Autore

Edoardo Vitali

Edoardo Vitali ha coordinato la copertura della ristrutturazione del mercato ittico di Palermo, sostenendo la linea editoriale sulla trasparenza fiscale. Capo redattore economia, porta in redazione un tratto pragmatico e un dettaglio personale: conserva ancora taccuini degli incontri in Sala delle Lapidi.