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14 Maggio 2026

Fringe Benefit 2024-2025: Cosa Sono, Come Funzionano e Novità per i Lavoratori Dipendenti

In questa guida vi spieghiamo cosa sono i fringe benefit, come funzionano, chi ne ha diritto e quali sono le principali novità per il 2025.

Quali bonus edilizi per il 2024
Quali bonus edilizi per il 2024 Come funziona il bonus scooter ? Il bonus scooter è un incentivo economico riservato a coloro che acquistano un motociclo o uno scooter a due ruote a zero emissioni. L'importo del bonus corrisponde al 50% del costo di acquisto, fino ad un massimo di 1.500 euro per i mezzi elettrici e di 600 euro per quelli alimentati a metano o GPL. Il bonus può essere richiesto solo una volta ed è cumulabile con altri incentivi statali o regionali. Per accedere al bonus è necessario effettuare l'acquisto presso un concessionario autorizzato e registrare il veicolo presso il PRA (Pubblico Registro Automobilistico) entro 60 giorni dalla data di acquisto. Una volta completata la procedura, è possibile richiedere il rimborso del bonus tramite il portale dedicato sul sito del Ministero dell'Ambiente. In caso di approvazione della domanda, il rimborso avviene mediante bonifico bancario entro 90 giorni dalla presentazione della richiesta. Chi può richiedere il bonus scooter ? Il bonus scooter è destinato a tutti coloro che acquistano un motociclo o uno scooter a due ruote a zero emissioni, indipendentemente dal reddito o dalla residenza. Tuttavia, per accedere all'incentivo è necessario essere maggiorenni e possedere la patente di guida valida per il mezzo che si intende acquistare. Inoltre, il bonus non può essere richiesto da coloro che hanno già usufruito degli incentivi statali per l'acquisto di veicoli ecologici negli anni precedenti. Vale la pena notare che il bonus scooter è cumulabile con altri incentivi statali o regionali, come ad esempio il contributo per l'installazione di colonnine di ricarica in casa o nei luoghi di lavoro. Infine, è importante sottolineare che il bonus scooter ha una scadenza temporale: sarà infatti possibile richiederlo solo fino ad esaurimento dei fondi stanziati dal governo, pertanto conviene non attendere troppo per fare richiesta. Qual è l'importo del bonus scooter e come richiederlo? L'importo del bonus scooter è pari al 50% del costo di acquisto del veicolo, fino ad un massimo di 1.500 euro per i mezzi a zero emissioni e di 600 euro per quelli alimentati a metano o GPL. Per richiedere il bonus, è necessario effettuare l'acquisto presso un concessionario autorizzato e registrare il veicolo presso il PRA entro 60 giorni dalla data di acquisto. Successivamente, è possibile presentare la richiesta di rimborso tramite il portale dedicato sul sito del Ministero dell'Ambiente, compilando l'apposito modulo online e allegando la documentazione richiesta (fattura d'acquisto, copia del certificato di proprietà e della patente di guida). La domanda verrà valutata dal Ministero e, in caso di esito positivo, il rimborso verrà erogato mediante bonifico bancario entro 90 giorni dalla data di presentazione della richiesta. In caso di documentazione incompleta o errata, la domanda potrebbe essere respinta o subire ritardi nella valutazione. Documenti necessari per richiedere il bonus scooter Per richiedere il bonus scooter è necessario presentare la documentazione richiesta, che comprende la fattura d'acquisto del mezzo a due ruote a zero emissioni, la copia del certificato di proprietà e la copia della patente di guida in corso di validità. Inoltre, è necessario avere a disposizione un conto corrente bancario o postale intestato al richiedente, sul quale verrà effettuato il rimborso del bonus in caso di esito positivo della domanda. È importante verificare con attenzione che tutti i documenti siano completi e corretti, al fine di evitare ritardi nella valutazione della domanda o addirittura il suo respingimento. In particolare, la fattura d'acquisto deve riportare in modo chiaro e dettagliato tutte le informazioni relative al veicolo (marca, modello, anno di immatricolazione, prezzo), nonché i dati dell'acquirente e del venditore. Infine, è consigliabile conservare una copia di tutta la documentazione presentata per eventuali controlli futuri da parte delle autorità competenti. Tempi di attesa e modalità di erogazione del bonus scooter I tempi di attesa per l'erogazione del bonus scooter dipendono dalla corretta compilazione della documentazione richiesta e dalla valutazione della domanda da parte del Ministero dell'Ambiente. In generale, il termine massimo previsto per il rimborso è di 90 giorni dalla data di presentazione della richiesta. È possibile seguire lo stato della propria domanda tramite il portale dedicato sul sito del Ministero, inserendo il proprio codice fiscale e il numero di protocollo assegnato al momento della presentazione della richiesta. Il rimborso viene erogato mediante bonifico bancario sul conto corrente indicato dal richiedente, pertanto è importante verificare che i dati inseriti siano corretti e aggiornati. Nel caso in cui la domanda sia stata respinta, è possibile presentare una nuova istanza entro 60 giorni dalla comunicazione del rigetto. In ogni caso, il bonus scooter ha una scadenza temporale: sarà infatti possibile richiederlo solo fino ad esaurimento dei fondi stanziati dal governo, pertanto conviene non attendere troppo per fare richiesta. Il bonus scooter rappresenta un'opportunità concreta per incentivare l'acquisto di mezzi a due ruote a zero emissioni e ridurre l'inquinamento atmosferico nelle città. Chi intende richiedere l'incentivo deve seguire con attenzione tutte le procedure previste, dalla scelta del mezzo presso un concessionario autorizzato alla presentazione della documentazione completa e corretta tramite il portale dedicato sul sito del Ministero dell'Ambiente. Anche se i tempi di attesa possono risultare lunghi, è importante ricordare che il rimborso del bonus avviene mediante bonifico bancario sul conto corrente indicato dal richiedente. Pertanto, è consigliabile verificare che i dati inseriti siano corretti e aggiornati, al fine di evitare ritardi o problemi nell'erogazione del bonus. Infine, vale la pena ricordare che il bonus scooter ha una scadenza temporale: sarà infatti possibile richiederlo solo fino ad esaurimento dei fondi stanziati dal governo, pertanto conviene non attendere troppo per fare richiesta e contribuire alla diffusione della mobilità sostenibile in Italia.

I fringe benefit rappresentano una forma di retribuzione non in denaro che le aziende offrono ai propri dipendenti, sotto forma di beni o servizi, come aggiunta allo stipendio. Questi benefici non sono soggetti a tassazione entro specifiche soglie e offrono numerosi vantaggi ai lavoratori del settore privato. Con l’approvazione della Legge di Bilancio, ci sono importanti novità per gli anni 2024 e 2025, che riguardano i limiti e le modalità di erogazione di questi benefit.

In questa guida vi spieghiamo cosa sono i fringe benefit, come funzionano, chi ne ha diritto e quali sono le principali novità per il 2025.

Cosa Sono i Fringe Benefit?

I fringe benefit, detti anche “compensi in natura” o “benefit aziendali”, sono una forma di compenso non monetario che i datori di lavoro forniscono ai propri dipendenti. Questi possono includere beni materiali o servizi aggiuntivi rispetto al normale stipendio.

Introdotti con la Legge di Stabilità 2016, i fringe benefit vengono erogati attraverso rimborsi, beni in natura o servizi aggiuntivi, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita e il benessere del lavoratore. Tra i più comuni fringe benefit troviamo auto aziendali, buoni pasto, polizze assicurative e dispositivi elettronici.

Una caratteristica importante dei fringe benefit è che, entro certi limiti, non sono soggetti a tassazione o contribuzione previdenziale.

Novità Fringe Benefit 2025

Per il 2025, ci sono importanti novità confermate dal Consiglio dei Ministri. Come nel 2024, le soglie di esenzione fiscale dei fringe benefit sono fissate a:

  • 2.000 euro annui per i lavoratori con figli a carico.
  • 1.000 euro annui per i lavoratori senza figli.

Inoltre, per incentivare la mobilità e l’occupazione, dal 2025 verranno introdotte maggiorazioni per i nuovi assunti che accettano di trasferirsi a oltre 100 chilometri dalla loro residenza.

Chi Ha Diritto ai Fringe Benefit?

I fringe benefit possono essere concessi a tutti i lavoratori dipendenti del settore privato. Questa categoria include:

  • Lavoratori con contratto subordinato (a tempo determinato, indeterminato o apprendistato).
  • Collaboratori con contratti CO.CO.CO.
  • Lavoratori autonomi occasionali e amministratori.

Restano esclusi i dipendenti pubblici, poiché la disciplina sui fringe benefit non si applica a loro.

Non esistono limiti reddituali o soglie ISEE per ricevere i fringe benefit, ma la decisione di erogarli spetta esclusivamente al datore di lavoro, che può scegliere di concederli in base alle politiche aziendali o tramite contratti collettivi.

Limiti di Imponibilità dei Fringe Benefit

Secondo l’articolo 51, comma 3 del TUIR, i fringe benefit non sono soggetti a tassazione entro la soglia di 258,23 euroannui. Se si supera tale limite, l’intero valore del beneficio diventa imponibile e soggetto a tassazione e contribuzione previdenziale.

Per gli anni 2024 e 2025, la Legge di Bilancio ha elevato queste soglie:

  • 2.000 euro per i lavoratori con figli.
  • 1.000 euro per i lavoratori senza figli.

Queste soglie si applicano a tutti i dipendenti del settore privato, e il superamento della soglia comporta la tassazione dell’intero importo del fringe benefit.

Come Funzionano i Fringe Benefit?

I fringe benefit sono una parte della retribuzione che non viene corrisposta in denaro, ma attraverso beni o servizi. Le aziende possono decidere di erogare questi benefit a categorie specifiche di dipendenti, come vantaggi aggiuntivi per le mansioni svolte. Rientrano in quella che viene definita welfare aziendale, ovvero l’insieme di servizi e agevolazioni che migliorano il benessere dei lavoratori.

L’erogazione di fringe benefit non è obbligatoria e dipende dalle politiche dell’azienda. Tra i benefit più comuni troviamo:

  • Auto aziendale.
  • Buoni pasto.
  • Polizze assicurative.
  • Dispositivi elettronici come PC, smartphone o tablet.
  • Buoni acquisto.

Cosa Non Rientra nei Fringe Benefit?

Non rientrano nei fringe benefit alcuni servizi specificati dall’articolo 51, comma 2 del TUIR, noti come flexible benefit, che includono:

  • Rimborsi per rette scolastiche e libri di testo.
  • Viaggi e vacanze con finalità ricreative.
  • Medicina preventiva e diagnostica.

Questi benefit non concorrono alla formazione del reddito del lavoratore e sono regolati da un diverso regime fiscale.

Calcolo dei Fringe Benefit in Busta Paga

Il valore dei fringe benefit viene calcolato in base al costo del bene o servizio fornito e diviso per 12 mesi. Questo importo viene inserito nella busta paga del dipendente e contribuisce a formare il reddito solo se si superano le soglie esentasse previste (1.000 euro o 2.000 euro).

Se il valore del benefit supera il limite esentasse, l’intero valore viene tassato e sottoposto a contribuzione previdenziale.

Come Richiedere i Fringe Benefit

Per ottenere i fringe benefit, i lavoratori devono fare richiesta al proprio datore di lavoro. Nel caso specifico del bonus di 2.000 euro per i dipendenti con figli, è necessario fornire il codice fiscale dei figli a carico per dimostrare il diritto a ricevere il beneficio.

I fringe benefit rappresentano una componente sempre più importante della retribuzione, in particolare per i lavoratori del settore privato. Con le novità introdotte per il 2025, questi benefici saranno ancora più vantaggiosi, in particolare per chi ha figli o accetta di trasferirsi per lavoro.