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11 Luglio 2026

Liti fiscali diminuite del 15,6% nel 2026, ma il fisco soccombe spesso

Le liti fiscali in Italia sono diminuite del 15,6% nel 2026 grazie a conciliazioni e agevolazioni, ma il tasso di soccombenza dello Stato rimane alto.

Liti fiscali diminuite del 15,6% nel 2026, ma il fisco soccombe spesso

Nel 2026, il numero di ricorsi tributari di primo grado in Italia è diminuito del 15,6%, passando da 182.112 nel 2026 a 155.500. Questo calo è attribuito principalmente agli strumenti deflattivi come le conciliazioni agevolate, la tregua fiscale e la definizione agevolata delle controversie pendenti. Tuttavia, il tasso di soccombenza dello Stato rimane elevato, con una causa persa su tre.

Il ruolo delle conciliazioni e delle agevolazioni

Secondo un report del Centro studi di Unimpresa, nel 2026 si sono perfezionate oltre 6.000 conciliazioni, un aumento del 49% rispetto alle circa 4.000 del 2026. L’82% delle conciliazioni si è chiuso in primo grado, il 16% in appello e il 2% in Cassazione. Questi strumenti deflattivi hanno contribuito significativamente alla riduzione del contenzioso, ma il rischio è che, esauriti gli effetti delle misure straordinarie, il contenzioso possa tornare a crescere.

La concentrazione dei ricorsi

Le tre Agenzie fiscali, Agenzia delle Entrate, Agenzia delle Entrate-Riscossione e Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, assorbono circa due terzi degli atti di primo grado. L’Agenzia delle Entrate-Riscossione è il soggetto più coinvolto nelle controversie, con 52.563 ricorsi, in calo del 15,9% rispetto al 2026. La riduzione è attribuita principalmente all’impatto della Rottamazione-quater, che ha indirizzato verso soluzioni bonarie posizioni che altrimenti sarebbero potute sfociare in giudizio.

Il fenomeno del contenzioso in appello

Se il primo grado mostra una contrazione, il secondo grado segue una traiettoria opposta. Nel 2026 i ricorsi in appello sono aumentati del 9,8%, passando da 42.613 a 46.780. Questo fenomeno è legato allo sfasamento temporale tra i gradi di giudizio. Le sentenze emesse nel 2026, anno di picco per il primo grado, alimentano ora le impugnazioni in appello, con un ritardo fisiologico di 12-18 mesi.

Il valore delle sentenze

Nel 2026, le Corti di giustizia tributaria hanno emesso 173.258 sentenze di primo grado e 50.589 di secondo grado, per un valore complessivo superiore a 24 miliardi di euro. L’Agenzia delle Entrate risulta il soggetto finanziariamente più esposto, con circa il 70% del valore totale delle controversie di propria competenza. Le imposte più contestate sono IRPEF, IVA e imposta di registro.

Il tasso di soccombenza dello Stato

Le sentenze completamente favorevoli all’Amministrazione rappresentano il 47,9% del totale in primo grado e il 50,7% in appello. La soccombenza piena dello Stato si attesta al 29% in primo grado e al 30,8% in secondo grado. Questo tasso di soccombenza strutturalmente vicino al 30% produce conseguenze rilevanti sulla finanza pubblica, con somme riscosse provvisoriamente in pendenza di giudizio che possono dover essere restituite al contribuente al termine del procedimento.

Autore

Susanna Riva

Susanna Riva osserva Bologna dalla finestra dell’Archivio di Stato dove una volta ha passato una settimana a consultare faldoni sulle cooperative cittadine: quel documento segnò la scelta editoriale di approfondire responsabilità istituzionali. Tiene linea critica nella redazione, amante del caffè lungo e del taccuino sempre pieno.