Il mercato delle criptovalute sta vivendo una fase di sostanziale stasi con Bitcoin che nelle ultime sedute si è mantenuto intorno ai 64.000 dollari. Questo torpore riflette soprattutto la cautela degli investitori, in attesa di indicazioni più chiare dalla Federal Reserve sui tassi d’interesse e sull’inflazione.
Anche i flussi verso gli Etf spot sul Bitcoin hanno perso slancio dopo le forti uscite registrate nei mesi precedenti, limitando un importante canale di domanda istituzionale. A pesare sul sentiment contribuiscono inoltre l’incertezza geopolitica e la maggiore sensibilità delle criptovalute alle condizioni di liquidità e ai rendimenti obbligazionari.
Le performance delle società del settore
Le società del settore hanno risentito del contesto di incertezza e le azioni in Borsa hanno perso terreno negli ultimi mesi. La stagione delle trimestrali ha messo in luce alcune situazioni complesse per tali società. Tre casi possono essere considerati emblematici e riguardano CoinbaseMara Holdings e Strategy.
Coinbase: ricavi in calo e perdite significative
Coinbase ha mostrato ricavi nel secondo trimestre per 1,22 miliardi di dollari, in calo rispetto agli 1,50 miliardi di un anno prima, e una perdita netta di 359 milioni. La debolezza del mercato crypto ha pesato soprattutto sui volumi di trading, anche se l’exchange ha portato la propria quota al 10,3%. Il titolo ha reagito male, perdendo circa il 5% nell’after-hours e oltre il 10% nella seduta successiva. Da inizio anno è in calo di circa il 37% fino alla chiusura della seduta dell’11 agosto 2026.
Ciononostante, le azioni sembrano ancora sopravvalutate, stando al fair value elaborato da Forecaster.biz. Il valore equo risulta di 114,82 dollari, del 22,58% al di sotto del prezzo di mercato.
Mara Holdings: flessione dei ricavi e perdite pesanti
Mara Holdings ha chiuso il secondo trimestre con ricavi a 174,9 milioni di dollari, in calo del 27% annuo, e una perdita netta di 611,3 milioni, contro un utile di 808,2 milioni un anno prima. Il margine operativo lordo rettificato è passato in negativo per 360,9 milioni. La flessione del Bitcoin ha inciso pesantemente sul miner della criptovaluta, anche attraverso le perdite di valore sulle attività digitali.
Le azioni sono scese di circa il 5,2% dopo i risultati e da inizio 2026 hanno registrato un saldo negativo di circa 2 punti percentuali. I fondamentali, però, non sono molto rassicuranti, dal momento che il fair value di 7,40 dollari è inferiore del 23,75% al prezzo di mercato.
Strategy: perdite bilanciate da una reazione positiva del mercato
Strategy ha registrato nel trimestre di giugno una perdita netta di 8,22 miliardi di dollari, pari a 24,45 dollari per azione, mentre i ricavi sono saliti del 6,9% a 122,4 milioni. Il risultato è stato dominato dalla perdita non realizzata di 8,32 miliardi sui Bitcoin detenuti. Paradossalmente, il titolo ha reagito positivamente, chiudendo la seduta successiva ai risultati in rialzo del 4,4%.
Il mercato ha considerato la perdita principalmente contabile e ha guardato alla crescita delle riserve e delle partecipazioni in Bitcoin. Quest’anno, comunque, la società ha bruciato quasi il 40% della capitalizzazione, riflettendo la perdita di fiducia degli investitori nella gestione del Bitcoin, diventata da anni il core business aziendale.
Opportunità di investimento con il certificato Isin DE000VY2X822
Tra gli strumenti finanziari che consentono un’esposizione al settore delle criptovalute rientrano i certificati di investimento. A titolo esemplificativo, si segnala un certificato di tipo Multi Cash Collect con barriera, quotato sul SeDeX. Lo strumento è identificato dal codice Isin DE000VY2X822 e segue le performance di Coinbase, Mara Holdings e Strategy, prevedendo il pagamento di una cedola mensile di 3,47 euro su un valore nominale di 100 euro, per un rendimento annuo lordo del 41,64%.
Il meccanismo è di tipo worst-of, ossia richiede che nessuna delle azioni quoti sotto la soglia bonus, fissata al 60% del livello iniziale, alle date di rilevazione intermedia. Inoltre, se, alle date di autocall, tutti i titoli si trovano sopra lo strike price, il certificato si estingue anticipatamente, rimborsando il valore nominale più l’ultima cedola e le cedole eventualmente non pagate in precedenti occasioni (effetto memoria).
Alla chiusura della seduta del 19 agosto 2026, il certificato quotava 92 euro. Quindi, se acquistato a quel prezzo, presenta potenzialmente un extra-rendimento di 8 punti percentuali a scadenza. Inoltre, ha due cedole in memoria non pagate, che alla prossima data di osservazione fissata del 26 agosto 2026 hanno buone chance per essere recuperate, insieme alla cedola in scadenza, considerando che il titolo peggiore, Strategy, si trova di circa 10 punti percentuali al di sopra della barriera.
Il certificato ha iniziato le negoziazioni il 28 aprile 2026 e la prima cedola è stata corrisposta il 2 giugno. Nella migliore delle ipotesi, ossia considerando il pagamento di tutte le cedole fino alla scadenza del certificato e il capital gain maturato acquistando oggi (sempre nello scenario in cui a scadenza il prezzo si trovi al di sopra della barriera), lo strumento può quasi raddoppiare il capitale investito.
Rischi principali
L’investimento in questo certificato comporta diversi rischi che l’investitore deve valutare con attenzione prima di procedere all’acquisto:
- Rischio di mercato (worst-of): l’andamento negativo dei sottostanti – in particolare del titolo con performance peggiore – può impedire il pagamento delle cedole e ridurre il rimborso a scadenza. La struttura worst-of amplifica questo rischio rispetto a un’esposizione su singolo titolo.
- Rischio di perdita del capitale se alla data di valutazione finale del 24 aprile 2028 almeno uno dei tre sottostanti si trova al di sotto della propria barriera, il rimborso è commisurato alla performance negativa del titolo peggiore. La perdita può essere totale.
- Barriera condizionata la protezione del capitale è valida solo se, a scadenza, il titolo peggiore non scende sotto il 50% del valore iniziale. In caso contrario, l’investitore è esposto a perdite anche significative in linea con la performance negativa del sottostante.
- Rischio emittente il rimborso dipende dalla solvibilità di Vontobel Financial Products GmbH e del garante Vontobel Holding AG. In caso di insolvenza dell’emittente o del garante, l’investitore potrebbe perdere l’intero capitale. Il prodotto non è coperto da sistemi di garanzia dei depositi.
- Rischio di liquidità la vendita prima della scadenza sul SeDeX di Euronext Milano può avvenire a condizioni meno favorevoli rispetto al valore teorico. In particolari circostanze di mercato o interruzioni tecniche, la vendita potrebbe non essere possibile.
- Rischio di mancato pagamento delle cedole la cedola mensile è condizionata e non garantita. In assenza delle condizioni di mercato richieste, le cedole vengono accumulate in memoria ma non vi è certezza che vengano mai corrisposte, in particolare se il prodotto dovesse scadere senza che la condizione sia soddisfatta.
- Volatilità settoriale il comparto delle criptovalute può essere influenzato dall’andamento delle valute digitali, dai tassi di interesse, da questioni geopolitiche e dai fattori macroeconomici.



