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20 Agosto 2026

Minorenne italiano detenuto a Malta: il ruolo nella rete 764 e le accuse

Un 15enne italiano è stato arrestato a Malta per un falso allarme bomba, ma le indagini hanno scoperto legami con la rete 764, nota per adescare minori online.

Minorenne italiano detenuto a Malta: il ruolo nella rete 764 e le accuse

Un 15enne italiano, originario di Bari, è detenuto a Malta dal 25 maggio 2026. L’arresto è scattato dopo un falso allarme bomba nella sua scuola, ma le indagini hanno preso una piega inaspettata. Le autorità maltesi sospettano che il ragazzo abbia legami con la rete internazionale 764 accusata di adescare minori online e spingerli verso atti di autolesionismo, violenza e sfruttamento sessuale.

La scoperta è avvenuta durante l’analisi dei dispositivi elettronici del ragazzo, dove sono stati trovati video che suggeriscono una sua partecipazione attiva nel gruppo. Per questo motivo, il minorenne è stato tenuto in isolamento in carcere, per evitare che possa reclutare altri giovani detenuti.

Le accuse e il trattamento in carcere

Il ministro dell’Interno maltese, Glenn Bedingfield, ha dichiarato che il ragazzo è accusato di una vasta gamma di reati gravi, tra cui associazione a delinquere, partecipazione attiva in un’organizzazione criminale, produzione e distribuzione di materiale pedopornografico, diffusione di false informazioni, minacce aggravate e intimidazione.

I genitori del ragazzo, pur non contestando le accuse, hanno denunciato le condizioni di detenzione del figlio, definendole illegali e sproporzionate per un minorenne. Secondo loro, il ragazzo è stato trattato come un terrorista nonostante sia considerato una vittima di adescamento online.

La rete 764: una minaccia globale

La rete 764 è considerata da Europol una seria minaccia. In un rapporto pubblicato lo scorso novembre, Europol ha descritto il gruppo come un network online decentralizzato coinvolto nello sfruttamento dei minori, nell’estorsione informatica e in attività con modalità terroristiche.

Il gruppo adesca soprattutto adolescenti vulnerabili attraverso piattaforme di gioco e comunità online, inducendoli a inviare immagini intime che vengono poi utilizzate per ricattarli. Le vittime vengono spinte a filmare atti di autolesionismo e, nei casi più estremi, a compiere suicidi. Un esempio tragico è il caso di una 13enne del Mato Grosso, suicida su istigazione di una banda di minori arrestati in cinque stati del Brasile.

Secondo Europol, alcune vittime finiscono per diventare a loro volta autori di abusi, alimentando un ciclo del trauma. La rete avrebbe inoltre legami ideologici con l’Order of Nine Angles un’organizzazione occultista neonazista che promuove violenza ed estremismo.

La difesa del minorenne

L’avvocato difensore del quindicenne, Arthur Azzopardi, non ha fatto commenti. I genitori attendono l’esito dell’udienza del 19 agosto 2026. Nei giorni scorsi, i genitori hanno spiegato di aver notato cambiamenti nei comportamenti del ragazzo a partire da febbraio-marzo, sostenendo che sia stato adescato mentre giocava online.

I familiari chiedono che il minorenne possa accedere a un percorso di recupero e reinserimento invece di rimanere in una condizione di completo isolamento. Secondo loro, il ragazzo è una vittima che ha bisogno di aiuto, non di punizione.

Autore

Edoardo Vitali

Edoardo Vitali ha coordinato la copertura della ristrutturazione del mercato ittico di Palermo, sostenendo la linea editoriale sulla trasparenza fiscale. Capo redattore economia, porta in redazione un tratto pragmatico e un dettaglio personale: conserva ancora taccuini degli incontri in Sala delle Lapidi.