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14 Ottobre 2026

MPS: solo fusione con Mediobanca, rifiutate le ops su BPM e Generali

Il proxy Iss dice no a BPM, Generali e alla cedola, ma conferma la fusione con Mediobanca per MPS.

MPS: solo fusione con Mediobanca, rifiutate le ops su BPM e Generali

Il Monte dei Paschi di Siena (MPS) si prepara al voto degli azionisti del 29 ottobre, data in cui verranno decise le linee strategiche proposte dal nuovo amministratore delegato Luigi Lovaglio. Il protagonista dell’analisi è il proxy advisor Institutional Shareholder Services (Iss) che ha pubblicato una raccomandazione dettagliata su tutti i punti all’ordine del giorno.

Iss ha espresso un forte contrappeso alle tre iniziative più controverse: l’acquisizione di Banco BPM l’acquisto di Banca Generali e la distribuzione di una maxi-cedola da 4 miliardi di euro sotto forma di dividendo in azioni. Al contempo, ha confermato il supporto alla fusione con Mediobanca e al trasferimento diretto a Siena della quota del 13,3 % di Generali detenuta da Mediobanca.

Le ragioni di Iss contro le operazioni su Banco BPM e Banca Generali

Secondo il documento di 38 pagine, le proposte di integrazione con Banco BPM e Banca Generali aumenterebbero significativamente il rischio di esecuzione. MPS sta già affrontando l’integrazione di Mediobanca, operazione che ha raddoppiato le dimensioni del gruppo e che richiede ancora tempo per consolidare governance e processi. Unire ulteriori realtà finanziarie significherebbe dover gestire una fusione di tre o quattro culture aziendali con ricadute negative sulla capacità operativa.

Mancanza di elementi fondamentali per una decisione informata

Iss evidenzia inoltre l’assenza di una due diligence completa, l’inesistenza di un prezzo definitivo, la mancanza di accordi commerciali e di governance con gli azionisti di controllo di entrambe le banche target. Senza tale quadro, la possibilità di chiudere le operazioni rimane incerta, mentre le proposte prevedono una modifica delle condizioni economiche post-voto, elemento che peggiora ulteriormente la valutazione di fattibilità.

Per Banco BPM il principale ostacolo è la posizione di Crédit Agricole socio al 29,3 % che si è già mostrato contrario a una fusione paritaria. Invece, Banca Generali è controllata per il 50,1 % da Generali che potrebbe non concludere un accordo di collaborazione. Le due proposte mostrano sconti rispettivi del 8,2 % e del 3,3 % rispetto alle quotazioni pre-offerta, valori ritenuti insufficienti per generare interesse negli azionisti delle banche target.

Perché Iss sostiene la fusione con Mediobanca

La raccomandazione positiva verso l’integrazione con Mediobanca si basa su un modello di sinergie più chiaro e su risparmi annui stimati in 1,2 miliardi di euro, con ulteriori 600 milioni di sinergie su ricavi e raccolta. Il piano prevede anche una riduzione del capitale a 10 miliardi, operazione che, sebbene riduca il CET1 dal 16 % al 13 %, resta nella zona di sicurezza rispetto ai minimi regolamentari.

Iss sottolinea che l’integrazione di Mediobanca è già avviata e rappresenta un passo necessario per consolidare il gruppo, semplificare la struttura e rispettare i requisiti di vigilanza. Inoltre, il trasferimento della quota Generali a Siena porta potenziali benefici fiscali e prudenziali, senza introdurre ulteriori complessità operative.

Governance e dissensi interni

Il consiglio di amministrazione di MPS, tuttavia, mostra segni di spaccatura: quattro amministratori hanno espresso dissenso, il leader di Caltagirone si è opposto e il principale azionista, Delfin (17,6 % del capitale), ha indicato una preferenza per l’offerta ostile di Intesa Sanpaolo. Iss ribadisce, però, che la votazione non è un referendum sull’offerta di Intesa, ma sulla visione di Lovaglio, che ha cambiato rotta rispetto a quella mostrata all’inizio dell’anno.

Reazioni di mercato e prospettive per l’assemblea

Il contesto di mercato è stato teso: il FTSE MIB ha chiuso con un modesto +0,12 %, ma le azioni bancarie hanno subito pressioni. BPER ha perso l’1,3 %, Banco BPM l’1,09 % e MPS è sceso dello 0,27 %. Parallelamente, Glass Lewis ha pubblicato anch’esso una raccomandazione negativa su BPM e Generali, rafforzando il messaggio di cautela verso le operazioni proposte.

La pressione esercitata da Intesa Sanpaolo, che ha aumentato la componente cash della sua offerta di 800 milioni di euro, dipende dal risultato dell’assemblea di MPS: se gli azionisti respingono i punti contestati, l’offerta di Intesa rischia di perdere efficacia. Tuttavia, Iss avverte che l’offerta di Intesa stessa “sottovaluta” MPS e presenta proprie criticità,

Autore

Edoardo Vitali

Edoardo Vitali ha coordinato la copertura della ristrutturazione del mercato ittico di Palermo, sostenendo la linea editoriale sulla trasparenza fiscale. Capo redattore economia, porta in redazione un tratto pragmatico e un dettaglio personale: conserva ancora taccuini degli incontri in Sala delle Lapidi.