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Acquisizione di World Liberty Financial da parte di investitore emiratino
Recentemente, è emerso che una parte sostanziale della società di criptovalute World Liberty Financial, co-fondata dai figli di Donald Trump, è stata acquisita da un investitore emiratino. Questo accordo coinvolge lo sceicco Tahnoun bin Zayed al Nahyan, figura di spicco nel governo degli Emirati Arabi Uniti. L’operazione ha sollevato interrogativi su possibili conflitti di interesse e sulle relazioni tra la Casa Bianca e il Golfo Persico.
Dettagli dell’accordo
Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, lo sceicco Tahnoun ha firmato un contratto per l’acquisto del 49% di World Liberty Financial per un valore di 500 milioni di dollari. L’accordo è stato concluso pochi giorni prima dell’inaugurazione del secondo mandato di Donald Trump, avvenuta nel gennaio del 2026. Tahnoun, oltre a essere un leader emiratino, ricopre anche il ruolo di consigliere per la sicurezza nazionale e presidente dell’Abu Dhabi Investment Authority, un fondo sovrano che gestisce beni per oltre 1000 miliardi di dollari.
Implicazioni politiche
Questo investimento ha suscitato interrogativi riguardo ai legami tra l’amministrazione Trump e gli Emirati Arabi Uniti. Durante il mandato di Trump, i rapporti con Abu Dhabi sono stati generalmente positivi. La Casa Bianca ha facilitato la vendita di tecnologie avanzate, come i microchip per l’intelligenza artificiale, ai paesi del Golfo. Questa politica risulta in contrasto con quella della precedente amministrazione di Joe Biden, la quale si è dimostrata più cauta nel concedere tali tecnologie a regimi considerati autocratici.
Ruolo di Steve Witkoff
Un attore chiave in questa operazione è Steve Witkoff, co-fondatore di World Liberty Financial e inviato speciale degli Stati Uniti in Medio Oriente. Per ottenere la sua partecipazione, Tahnoun ha versato inizialmente 250 milioni di dollari, di cui 187 milioni sono stati destinati a entità della famiglia Trump e circa 31 milioni a quelle di Witkoff. Tuttavia, rappresentanti di World Liberty hanno dichiarato che né Trump né Witkoff hanno avuto un ruolo attivo in questa transazione.
Strategia di investimento
La restante somma di 250 milioni di dollari sarà versata entro luglio 2026, ma i dettagli su come verrà distribuita non sono stati resi noti. Tra gli investitori di spicco figura il miliardario Justin Sun, fondatore della piattaforma blockchain Tron, che gioca un ruolo fondamentale nel sostenere World Liberty Financial. Secondo le informazioni disponibili, la famiglia Trump potrebbe ottenere circa il 75% dei profitti netti della società.
Reazioni e analisi
La Casa Bianca ha difeso l’integrità dell’accordo, affermando che non vi è stato alcun conflitto di interesse da parte di Trump o Witkoff, poiché la gestione della società è nelle mani dei figli del presidente. Inoltre, è stato specificato che l’investimento non ha nulla a che vedere con le politiche governative sui chip di intelligenza artificiale, respingendo fermamente le insinuazioni di un legame tra l’investimento e le decisioni politiche.
Questo investimento emiratino rappresenta un caso senza precedenti nella politica americana moderna, con un funzionario straniero che acquisisce una quota significativa in una società legata alla famiglia di un presidente in carica. La questione solleva interrogativi su come la trasparenza e le normative possano influenzare le interazioni tra affari e politica, in particolare in un clima in cui le criptovalute stanno guadagnando terreno come forma di investimento globale.

