Le alluvioni del 2026-2026 hanno lasciato segni profondi in Emilia-Romagna, Toscana e Marche. Per sostenere la ricostruzione privata, è stata emanata l’Ordinanza n. 63/2026 che introduce un nuovo meccanismo di finanziamento agevolato assistito da credito d’imposta.
Questo provvedimento sostituisce l’Ordinanza n. 36/2026, che non aveva prodotto i risultati attesi a causa di criticità applicative. La nuova ordinanza punta a semplificare e rendere più efficaci le procedure per il riconoscimento e l’erogazione dei contributi.
Chi può accedere ai finanziamenti?
I contributi sono destinati a due categorie di soggetti:
- Soggetti privati non esercenti attività sociali, economiche e produttive (patrimonio residenziale)
- Soggetti esercenti attività sociali, economiche e produttive incluse le imprese agricole e gli enti del terzo settore
I finanziamenti sono concessi per interventi di riparazione, ripristino, ricostruzione o delocalizzazione di immobili danneggiati. Per essere ammessi, i danni devono superare determinate soglie minime di spesa:
- Privati importo pari o superiore a 30.000 euro
- Attività produttive importo pari o superiore a 50.000 euro
La determinazione del danno e l’ammissibilità delle spese seguono i criteri stabiliti dalle ordinanze storiche, come la n. 11/2026 per le imprese e la n. 14/2026 per le famiglie.
Le risorse finanziarie disponibili
Le risorse per i finanziamenti agevolati provengono da due fonti principali:
- Livello statale autorizzata una spesa di 50 milioni di euro annui dal 2026 al 2048
- Cassa Depositi e Prestiti (CDP) istituito il Plafond Alluvione Maggio 2026 per un importo massimo di 700 milioni di euro finalizzato all’erogazione di finanziamenti agevolati della durata massima di 25 anni assistiti da garanzia dello Stato
Qualora le risorse del credito d’imposta si esaurissero, le istanze eccedenti verranno liquidate con le ordinarie procedure di spesa a valere sulla contabilità speciale del Commissario straordinario.
Come funziona il finanziamento agevolato?
Il contributo viene concesso sotto forma di finanziamento agevolato erogato da un istituto di credito convenzionato ABI-CDP. Al beneficiario viene riconosciuto un credito d’imposta di importo pari al finanziamento (quota capitale e interessi), che viene contestualmente ceduto alla banca per estinguere il debito.
Il beneficiario deve richiedere l’apertura di un conto corrente vincolato infruttifero, senza oneri a proprio carico. Il contributo viene concesso al netto di eventuali indennizzi assicurativi o altri contributi pubblici già percepiti per i medesimi danni.
Per le attività produttive, l’applicazione delle misure deve avvenire nel rispetto dei limiti europei sugli Aiuti di Stato (Articolo 50 del Regolamento UE n. 651/2014).
Lo stato delle opere di ricostruzione
Sono quasi 350 milioni di euro i fondi già concessi dalla struttura commissariale per la ricostruzione post alluvione da parte dei privati. Di questi, 219 milioni di euro sono già stati erogati. In tutto, le domande istruite sono 6.450.
Nel dettaglio, 4.864 domande riguardano famiglie, con un importo richiesto di 252 milioni di euro di cui 194 milioni concessi e 127 milioni erogati. 1.580 domande riguardano le imprese, con un importo richiesto di 216 milioni di euro di cui 153 milioni concessi e 89 milioni erogati. Infine, 8 domande riguardano il Terzo settore, con un importo richiesto di 1,1 milioni di euro di cui 1 milione concesso e 474.000 euro erogati.
I lavori infrastrutturali in corso
Quattro anni dopo l’alluvione di Senigallia, i lavori per la ricostruzione vanno avanti. A Pianello di Ostra, gli argini del fiume a sud sono quasi completati e il ponte di Coppetto è già una realtà. A breve dovrebbero partire i lavori sul ponte di Pianello.
A Trecastelli, il ponte di Passo Ripe è stato demolito e per arginare il Nevola serve aspettare la completa ricostruzione. A Barbara, sul ponte di Bombo, si procede a senso unico alternato e i lavori continuano.
Le opere infrastrutturali procedono, con l’obiettivo di ripristinare la viabilità e la sicurezza dei territori colpiti.



