La Corte di Giustizia Europea, con la sentenza del 5 febbraio 2026 (C-810/24), ha affrontato un tema cruciale riguardante il diritto di prelazione nel contesto della finanza di progetto.
Questa decisione riveste particolare importanza per la comprensione delle normative europee che regolano le concessioni e le procedure di aggiudicazione.
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Il contesto normativo europeo
La sentenza si inserisce nel quadro della direttiva 2014/23/UE, che disciplina l’aggiudicazione dei contratti di concessione. In particolare, l’articolo 3, paragrafo 1, stabilisce i principi fondamentali di parità di trattamento e non discriminazione che devono essere rispettati dagli Stati membri. La Corte ha chiarito che il diritto di prelazione, se previsto, non può violare tali principi.
Dettagli del caso
La controversia ha coinvolto Urban Vision SpA e il Comune di Milano, oltre a Digital Vox Srl. Al centro della disputa vi era l’aggiudicazione di un contratto per la progettazione e gestione di servizi igienici pubblici. La Corte di Giustizia ha esaminato la legittimità di una proposta di finanza di progetto che prevedesse un diritto di prelazione, consentendo al promotore di adeguare la propria offerta in caso di mancata aggiudicazione iniziale.
Principi di parità di trattamento e non discriminazione
La decisione della Corte ha messo in evidenza il principio di trasparenza nel processo di aggiudicazione. È stato stabilito che un diritto di prelazione potrebbe creare una disparità tra i partecipanti, compromettendo la concorrenza. In questo contesto, la Corte ha ribadito che le amministrazioni aggiudicatrici devono garantire che tutti gli operatori economici abbiano le stesse opportunità di partecipazione.
Implicazioni della sentenza
Questa sentenza ha importanti conseguenze per le pratiche di finanza di progetto negli Stati membri dell’Unione Europea. Le autorità locali dovranno rivedere le loro procedure di aggiudicazione per garantire la conformità con i principi stabiliti dalla direttiva 2014/23/UE. L’interpretazione restrittiva del diritto di prelazione potrebbe portare a una maggiore trasparenza e competitività nel settore pubblico.
Prospettive future
La decisione della Corte di Giustizia Europea segna un momento significativo per l’evoluzione delle normative europee riguardanti le concessioni. Gli Stati membri devono ora adeguarsi a queste linee guida, favorendo una cultura di equità e competitività nel settore pubblico. La sfida principale sarà quella di trovare un equilibrio tra la flessibilità nella gestione dei progetti e il rispetto dei diritti di tutti i partecipanti.

