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Analisi dell’economia russa: come il conflitto influisce sui ricavi energetici

Negli ultimi anni, l’economia russa ha affrontato sfide senza precedenti, aggravate dalla guerra in Ucraina e dalle sanzioni internazionali.

La situazione economica ha mostrato segni di stagnazione, con il prodotto interno lordo (PIL) che ha subito una contrazione rispetto ai livelli pre-conflitto. Le proiezioni indicano un ulteriore deterioramento, con la Russia costretta a rivedere le proprie aspettative di crescita.

Declino dei ricavi da petrolio e gas

Recentemente, il Ministero delle Finanze russo ha ammesso che i ricavi provenienti da petrolio e gas stanno diminuendo significativamente, queste entrate costituivano oltre il 50% del bilancio statale, ma si prevede che scenderanno al 23%. Questo cambiamento è attribuito, in parte, all’esaurimento delle riserve di idrocarburi a basso costo, ma le sanzioni e il conflitto in Ucraina hanno avuto un impatto ben più determinante.

Strategie di vendita alternative

Con la perdita di accesso ai mercati occidentali, la Russia ha dovuto adattare la propria strategia commerciale, vendendo il proprio petrolio a paesi come India e Cina a prezzi scontati. Tuttavia, questi paesi richiedono sconti significativi per continuare ad acquistare, rendendo la situazione economica ancora più precaria.

Stagnazione dell’economia e misure fiscali

Il ha visto un rallentamento drammatico della crescita economica, con il PIL che ha registrato un aumento minimo. Le stime indicano che la Russia potrebbe entrare in una recessione tecnica all’inizio, con una contrazione prevista nel quarto trimestre. Gli analisti avvertono che l’economia sta tornando al suo potenziale di crescita naturale dopo un periodo di espansione alimentato da spese militari.

Inflazione e politica monetaria

In risposta alla stagnazione, la Banca Centrale russa ha mantenuto i tassi di interesse a livelli elevati per controllare l’inflazione, che rimane ostinatamente sopra il target del 4%. Le aspettative di inflazione da parte delle famiglie hanno raggiunto il 13.7%, evidenziando la sfiducia nel sistema economico e la crescente pressione sui consumatori.

Settori industriali a rischio

La divisione tra il settore militare e quello civile dell’industria russa è diventata sempre più marcata. Mentre il settore della difesa beneficia di finanziamenti governativi, il settore civile sta lottando con alti tassi di interesse che limitano l’accesso al credito. Questo ha portato a un declino della produzione in molte aree, inclusi i materiali da costruzione e l’industria automobilistica.

Investimenti e infrastrutture

Le ferrovie russe hanno visto una riduzione degli investimenti per il terzo anno consecutivo, una chiara indicazione delle difficoltà economiche affrontate. Il programma di investimenti è stato tagliato drasticamente, riflettendo una mancanza di fiducia nella gestione economica attuale.

Con un deficit di bilancio previsto di 5.7 trilioni di rubli (circa 72 miliardi di dollari), la Russia si trova in una situazione finanziaria critica. È evidente che il governo sta cercando di ottenere fondi attraverso un aumento della borrowing domestica, ma questo approccio potrebbe portare a un incremento dell’inflazione e a una maggiore pressione sui settori già in difficoltà.

In conclusione, il futuro economico della Russia appare incerto. Mentre il governo continua a investire massicciamente nel conflitto, le conseguenze sulla crescita economica e sulla stabilità finanziaria sono evidenti. La combinazione di una crisi energetica, stagnazione industriale e misure fiscali rigorose pone interrogativi su quanto a lungo la Russia possa sostenere questo approccio.

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