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22 Ottobre 2026

Andamento PUN e PSV a ottobre: 0,192 €/kWh e 0,789 €/Smc

Il PUN di ottobre supera i 0,20 €/kWh, il gas tocca 0,84 €/Smc: ecco cosa significano per le bollette.

Andamento PUN e PSV a ottobre: 0,192 €/kWh e 0,789 €/Smc

L’ energia elettrica e il gas naturale hanno vissuto, nell’ultimo mese, un rialzo marcato che incide direttamente sulle fatture delle famiglie e delle imprese. In particolare, il Prezzo Unico Nazionale (PUN) per l’elettrodomestico ha toccato una media di 0,208 €/kWh a settembre, segnando un incremento del 15% rispetto ad agosto, mentre il prezzo del gas tutelato è salito a 0,84 €/Smc pari a un +22,8% sul mese precedente. Questi valori, pubblicati dall’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente (ARERA), rappresentano il punto di partenza per la determinazione delle tariffe di mercato libero e dei contratti regolati.

Evoluzione dei prezzi: dati di settembre e ottobre

Settembre 2026 ha registrato una media mensile del PUN pari a 0,20754 €/kWh arrotondata a 0,208 €/kWh. Il valore di agosto era di 0,180 €/kWh sottolineando il salto del 15%. Parallelamente, il Prezzo di Scambio Virtuale (PSV) del gas, indicatore di riferimento per il mercato all’ingrosso, si è attestato a 0,78929 €/Smc il 5 ottobre, mentre il PUN dello stesso giorno è stato di 0,19194 €/kWh quasi identico al valore del 4 ottobre (0,192 €/kWh). Nella settimana 42 (12-18 ottobre) il GME ha comunicato un prezzo medio dell’energia elettrica di 225,21 euro/MWh (0,225 €/kWh), con volumi scambiati pari a 4,6 milioni di MWh e una liquidità dell’85,5%.

Distribuzione geografica dei prezzi

Nel medesimo periodo, la differenza tra le zone è stata significativa: il Sud e la Calabria hanno registrato un prezzo medio di 192,11 euro/MWh mentre il Nord e il Centro Nord hanno raggiunto 232,23 euro/MWh. Questa variazione riflette le diverse strutture di generazione (più centrali a gas nel Nord) e le differenti capacità di importazione di energia elettrica dai paesi confinanti.

Meccanismi che determinano il PUN e il PSV

Il PUN è il risultato dell’equilibrio orario tra domanda e offerta sul mercato del giorno prima (MGP), gestito dal Gestore dei Mercati Energetici (GME). Le ore di picco, tipicamente fra le 8 e le 20 nei giorni feriali, vedono prezzi più alti a causa della maggiore richiesta per il riscaldamento, la cottura e l’uso di pompe di calore. Di contro, la notte e i weekend presentano valori più contenuti. Il PSV invece, indica il prezzo di riferimento per il gas naturale scambiato virtualmente sulla rete italiana e influenza direttamente il costo di produzione delle centrali termoelettriche a gas, trasmettendo così le variazioni del mercato all’energia elettrica.

Chi ha una fornitura indicizzata al PUN subisce direttamente le fluttuazioni giornaliere: spostare i carichi più energivori (lavatrice, lavastoviglie, ricarica di veicoli elettrici) verso le fasce orarie F2 e F3 (off-peak) può ridurre sensibilmente l’importo della bolletta. L’uso di contatori di seconda generazione consente di monitorare i consumi ora per ora tramite app o portale del distributore, strumento ancora poco sfruttato ma molto efficace. Inoltre, chi è ancora in regime di tutela vedrà un impatto immediato a causa del +22,8% del prezzo del gas, mentre i clienti a prezzo fisso nel mercato libero godranno un vantaggio temporaneo finché non scadrà il contratto.

Dove reperire i dati e prospettive future

Per chi desidera seguire l’andamento in tempo reale, il sito del GME pubblica quotidianamente le quotazioni orarie del mercato elettrico con un giorno di ritardo. Consultare queste informazioni è fondamentale per adeguare le proprie abitudini di consumo e valutare eventuali cambi di fornitura prima del rinnovo contrattuale. In prospettiva, mentre le temperature continuano a diminuire e la produzione fotovoltaica si riduce, è plausibile che i prezzi rimangano nella fascia alta finché non si consolideranno nuove fonti di energia rinnovabile o non verranno introdotte misure di bilanciamento di mercato.

Autore

Susanna Riva

Susanna Riva osserva Bologna dalla finestra dell’Archivio di Stato dove una volta ha passato una settimana a consultare faldoni sulle cooperative cittadine: quel documento segnò la scelta editoriale di approfondire responsabilità istituzionali. Tiene linea critica nella redazione, amante del caffè lungo e del taccuino sempre pieno.