La 32ª edizione del congresso Assiom Forex, svoltasi al Lido di Venezia, ha riunito operatori di mercato, rappresentanti istituzionali e manager bancari per un confronto serrato su economia, tecnologia e regolamentazione.
Tra i temi emersi con maggiore forza: la tenuta delle borse nonostante la volatilità recente, le opportunità e i rischi dell’innovazione digitale — in particolare intelligenza artificiale e asset digitali — e il ruolo che istituzioni e territori possono avere nello sviluppo degli investimenti.
Tra gli interventi più rilevanti si segnala quello di Fabio Panetta, governatore della Banca d’Italia, che ha messo in luce le implicazioni macroprudenziali e la necessità di una vigilanza attenta sui mercati. Massimo Mocio, presidente di Assiom Forex, ha invece sottolineato l’urgenza di aggiornare regole e competenze per accompagnare l’ondata digitale. L’evento ha visto la partecipazione di delegazioni nazionali e internazionali, confermando la portata e la rilevanza del dibattito.
Perché i mercati salgono nonostante i report cauti
Nelle ultime settimane i principali listini, soprattutto negli Stati Uniti, hanno continuato a salire anche se molti report aziendali sono stati prudenti. A spiegare questo apparente paradosso è la forte concentrazione della capitalizzazione in pochi titoli leader — le “Big 7” — che spingono gli indici verso l’alto. Al tempo stesso, cresce l’interesse per i fondamentali e per i settori a elevato contenuto tecnologico, ma la maggior parte delle imprese continua a mostrare performance più contenute.
Le conseguenze della concentrazione
Quando pochi titoli determinano gran parte della performance di mercato, gli indicatori aggregati perdono parte della loro capacità di riflettere il rischio reale. Per gli investitori significa che il rischio specifico aumenta: la diversificazione e il controllo dei bilanci aziendali diventano ancora più cruciali. Al congresso è emersa la necessità di analizzare più nel dettaglio le prospettive settoriali e di monitorare l’impatto di questa concentrazione nei trimestri a venire.
Surriscaldamento o nuovo ciclo?
Le opinioni restano divise. C’è chi interpreta alcuni segnali come possibili segnali di surriscaldamento, chi invece vede l’avvio di un nuovo ciclo di investimenti. Molti partecipanti non si aspettano una correzione prolungata nel breve termine, ma raccomandano comunque una gestione attiva dei rischi e strumenti di investimento flessibili, soprattutto quando le valutazioni appaiono elevate e i multipli discutibili.
Volatilità: scosse rapide, base solida
Gli scossoni recenti dei mercati sono stati intensi ma generalmente di breve durata, spesso scatenati da eventi idiosincratici o cambiamenti improvvisi nella domanda. I relatori hanno osservato che tali picchi non sembrano indicare una fragilità strutturale: dopo le impennate si registrano recuperi rapidi, mentre la componente di fondo del mercato resta relativamente contenuta.
Ruolo degli investitori istituzionali e del retail
I gestori istituzionali mostrano prudenza su alcuni segmenti, rimanendo talvolta underweight, mentre il retail tende a comprare nelle fasi di correzione, contribuendo a movimenti repentini ma sovente temporanei. Per molte strategie, le correzioni rappresentano occasioni per praticare il “buy on dip”, ma gli operatori hanno ribadito l’importanza di monitorare costantemente le posizioni e disporre di strumenti di risk management agili.
MICAR: nuove regole e opportunità digitali
La direttiva MICAR, recentemente approvata a livello UE, introduce regole più chiare per asset come le stablecoin e stabilisce standard di trasparenza e operatività per emittenti e intermediari. Questo quadro normativo offre alle banche e alle assicurazioni una maggiore certezza per progettare servizi digitali, a condizione però di investire in compliance, governance dei dati e infrastrutture di pagamento.
Impatto sui modelli di business
Le istituzioni che riusciranno a combinare competenze tecnologiche e adeguamenti normativi potranno aprire nuove linee di business. Il percorso non sarà rapido né indolore: serviranno risorse, tempo e interventi su sistemi di controllo, governance e infrastrutture per sfruttare pienamente le opportunità offerte dall’ecosistema digitale.
Intelligenza artificiale: potenziale e sfide
Panetta ha ricordato che l’intelligenza artificiale può aumentare la produttività, ma gli investimenti necessari oggi potrebbero tradursi in ricavi solo nel medio-lungo periodo. Questo solleva questioni su occupazione, disuguaglianze e concentrazione del potere economico. Alcune imprese sottolineano che la trasformazione richiede capitale e tempo; altre mettono in guardia sui possibili squilibri distributivi e sulla necessità di accelerare l’aggiornamento delle competenze.

