Negli ultimi cinque anni, gli autovelox sono diventati una fonte di entrata significativa per i bilanci dei grandi Comuni italiani. Con un totale di 306,5 milioni di euro incassati, questi dispositivi hanno rappresentato un vero e proprio tesoretto per le amministrazioni locali. I dati, elaborati da un’associazione di consumatori, arrivano in un momento cruciale, con l’entrata in vigore di nuove misure del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) sull’omologazione degli apparecchi di controllo della velocità.
Il tema è di grande rilevanza sia per la sicurezza stradale sia per le finanze comunali poiché i proventi delle multe contribuiscono in modo significativo ai bilanci locali. Vediamo insieme quali sono le città che hanno incassato di più e come sono cambiate le politiche di controllo negli ultimi anni.
Le città che hanno incassato di più con gli autovelox
L’analisi dei dati rivela che Firenze è in testa alla classifica con 86,1 milioni di euro incassati nel periodo 2026-2026. Seguono Milano con 52,1 milioni di euroGenova con circa 30 milioni di euro e Bologna con 29,9 milioni di euro. Anche Roma ha totalizzato 25,4 milioni di euro.
All’estremo opposto della graduatoria troviamo Aosta e Napoli. Aosta ha registrato entrate per soli 4.514 euro e solo nel 2026, mentre Napoli ha incassato appena 59.713 euro nel complesso dei cinque anni. Questi numeri riflettono non solo la diversa estensione e densità dei territori, ma anche le differenti politiche locali nell’uso degli strumenti di controllo elettronico della velocità.
Multe pro-capite: Firenze e Potenza in testa
Per rendere confrontabili realtà urbane molto diverse tra loro, è stato calcolato anche l’importo medio delle sanzioni da autovelox per abitante. Anche in questa classifica Firenze occupa il primo posto con 235,5 euro pro-capite. La sorpresa, però, arriva da Potenza che fa registrare entrate pari a 224 euro per ogni cittadino residente.
In coda alla graduatoria troviamo Napoli con sanzioni medie per appena 0,06 euro pro-capite. Valori molto bassi anche per Aosta a 0,13 euro per abitante, e per Bolzano e Pescara entrambe attorno ai 4 euro pro-capite.
Come sono cambiati gli incassi dal 2026 al 2026
Nel 2026, i proventi da autovelox nelle grandi città sono risultati in aumento del 20,6% rispetto al 2026, anno ancora influenzato dalle restrizioni legate alla pandemia di Covid. Il quinquennio mostra un andamento non lineare: il picco viene raggiunto nel 2026, quando gli incassi totali sfiorano i 76 milioni di euro.
L’incremento più marcato si registra a Firenze definita a tutti gli effetti capitale italiana degli autovelox con un aumento del 407% rispetto al 2026. Forti aumenti anche a Trento (+269%) e a Potenza (+142%). All’opposto, tra le città che hanno utilizzato gli autovelox per l’intero periodo, le flessioni più pesanti riguardano Trieste (-98%), Bolzano (-90%) e Torino (-72%).
Le nuove regole del Mit sull’omologazione degli autovelox
Le nuove misure del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sull’omologazione degli autovelox puntano a rendere più stringenti i requisiti per l’installazione e l’utilizzo di questi strumenti. L’obiettivo è rafforzare la trasparenza e ridurre il rischio che gli autovelox vengano percepiti come strumenti principalmente orientati a fare cassa, anziché come dispositivi per la sicurezza stradale.
Per i Comuni, che negli anni hanno visto consolidarsi una voce di entrata significativa legata alle multe per eccesso di velocità, le nuove regole del Mit rappresentano un passaggio delicato, destinato a incidere sia sulla gestione della viabilità sia sulla programmazione delle entrate di bilancio legate alle sanzioni.

