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12 Luglio 2026

Autovelox in Italia: i dati shock su incassi e multe pro-capite

Negli ultimi cinque anni, gli autovelox hanno fruttato 306,5 milioni di euro ai grandi Comuni italiani. Firenze è in testa alla classifica, mentre Napoli è in coda.

Autovelox in Italia: i dati shock su incassi e multe pro-capite

Negli ultimi cinque anni, gli autovelox sono diventati una fonte di entrata significativa per i bilanci dei grandi Comuni italiani. Con un totale di 306,5 milioni di euro incassati, questi dispositivi hanno rappresentato un vero e proprio tesoretto per le amministrazioni locali. I dati, elaborati da un’associazione di consumatori, arrivano in un momento cruciale, con l’entrata in vigore di nuove misure del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) sull’omologazione degli apparecchi di controllo della velocità.

Il tema è di grande rilevanza sia per la sicurezza stradale sia per le finanze comunali poiché i proventi delle multe contribuiscono in modo significativo ai bilanci locali. Vediamo insieme quali sono le città che hanno incassato di più e come sono cambiate le politiche di controllo negli ultimi anni.

Le città che hanno incassato di più con gli autovelox

L’analisi dei dati rivela che Firenze è in testa alla classifica con 86,1 milioni di euro incassati nel periodo 2026-2026. Seguono Milano con 52,1 milioni di euroGenova con circa 30 milioni di euro e Bologna con 29,9 milioni di euro. Anche Roma ha totalizzato 25,4 milioni di euro.

All’estremo opposto della graduatoria troviamo Aosta e Napoli. Aosta ha registrato entrate per soli 4.514 euro e solo nel 2026, mentre Napoli ha incassato appena 59.713 euro nel complesso dei cinque anni. Questi numeri riflettono non solo la diversa estensione e densità dei territori, ma anche le differenti politiche locali nell’uso degli strumenti di controllo elettronico della velocità.

Multe pro-capite: Firenze e Potenza in testa

Per rendere confrontabili realtà urbane molto diverse tra loro, è stato calcolato anche l’importo medio delle sanzioni da autovelox per abitante. Anche in questa classifica Firenze occupa il primo posto con 235,5 euro pro-capite. La sorpresa, però, arriva da Potenza che fa registrare entrate pari a 224 euro per ogni cittadino residente.

In coda alla graduatoria troviamo Napoli con sanzioni medie per appena 0,06 euro pro-capite. Valori molto bassi anche per Aosta a 0,13 euro per abitante, e per Bolzano e Pescara entrambe attorno ai 4 euro pro-capite.

Come sono cambiati gli incassi dal 2026 al 2026

Nel 2026, i proventi da autovelox nelle grandi città sono risultati in aumento del 20,6% rispetto al 2026, anno ancora influenzato dalle restrizioni legate alla pandemia di Covid. Il quinquennio mostra un andamento non lineare: il picco viene raggiunto nel 2026, quando gli incassi totali sfiorano i 76 milioni di euro.

L’incremento più marcato si registra a Firenze definita a tutti gli effetti capitale italiana degli autovelox con un aumento del 407% rispetto al 2026. Forti aumenti anche a Trento (+269%) e a Potenza (+142%). All’opposto, tra le città che hanno utilizzato gli autovelox per l’intero periodo, le flessioni più pesanti riguardano Trieste (-98%), Bolzano (-90%) e Torino (-72%).

Le nuove regole del Mit sull’omologazione degli autovelox

Le nuove misure del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sull’omologazione degli autovelox puntano a rendere più stringenti i requisiti per l’installazione e l’utilizzo di questi strumenti. L’obiettivo è rafforzare la trasparenza e ridurre il rischio che gli autovelox vengano percepiti come strumenti principalmente orientati a fare cassa, anziché come dispositivi per la sicurezza stradale.

Per i Comuni, che negli anni hanno visto consolidarsi una voce di entrata significativa legata alle multe per eccesso di velocità, le nuove regole del Mit rappresentano un passaggio delicato, destinato a incidere sia sulla gestione della viabilità sia sulla programmazione delle entrate di bilancio legate alle sanzioni.

Autore

Edoardo Vitali

Edoardo Vitali ha coordinato la copertura della ristrutturazione del mercato ittico di Palermo, sostenendo la linea editoriale sulla trasparenza fiscale. Capo redattore economia, porta in redazione un tratto pragmatico e un dettaglio personale: conserva ancora taccuini degli incontri in Sala delle Lapidi.