Le regole fiscali che disciplinano le criptovalute hanno assunto una connotazione strutturata a partire dal 2026, aumentando la pressione sull’attività di controllo dell’Amministrazione finanziaria.
Di fronte a normative che assimilano molte cripto-attività agli strumenti finanziari tradizionali, i professionisti sono chiamati a ricostruire con precisione volumi e plusvalenze, oltre a soddisfare gli obblighi di monitoraggio RW. Questa esigenza ha reso centrale l’uso di strumenti digitali in grado di processare grandi masse di transazioni, senza tuttavia eliminare la necessità di interventi manuali quando i dati non sono univoci.
Il contesto italiano presenta una forte frammentazione: oltre un milione di investitori, con una media stimata di tre-quattro wallet per utente, generano un flusso elevato di operazioni che in molti casi supera le mille transazioni annue per singolo portafoglio. Per questo motivo è nata una collaborazione tra Fazzini Holzmiller & Partners e Okipo, finalizzata a combinare competenze fiscali e capacità tecnologiche. La sinergia punta a migliorare la ricostruzione dei dati e a fornire agli studi professionali strumenti affidabili per la rappresentazione fiscale dei dati reali.
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Perché la ricostruzione dei dati è così complessa
Gran parte delle informazioni utili alla ricostruzione proviene direttamente dalle piattaforme blockchain o dagli exchange, ma non sempre il quadro è immediatamente chiaro. In molti casi — stimabile intorno al 90% secondo i partner della collaborazione — i file di transazione contengono voci che possono essere validate automaticamente, mentre in altre situazioni è necessario un intervento esperto. L’uso di algoritmi di verifica velocizza l’incrocio delle operazioni, tuttavia la complessità di attività quali scambi, operazioni cross-chain, e staking impone controlli aggiuntivi per evitare errori nella determinazione delle plusvalenze imputabili a fini fiscali.
Automazione: vantaggi e limiti
La piattaforma utilizzata in questa collaborazione è pensata per essere altamente customizzabile, in modo da adattarsi alle esigenze di studi e clienti diversi. L’automazione permette di aggregare e normalizzare grandi volumi di transazioni, riducendo tempi e rischi di calcolo, ma non sostituisce del tutto la competenza professionale. Quando i dati forniti dalle piattaforme non bastano o risultano contraddittori, entrano in gioco i consulenti per svolgere verifiche manuali e validare i risultati, garantendo così che le dichiarazioni fiscali riportino valori corretti e verificabili.
La partnership tra tecnologia e consulenza
Secondo i promotori dell’iniziativa, la collaborazione tra lo studio e la startup tecnologica è strategica per creare fiducia in un settore che soffre ancora di una reputazione eterogenea. I fondatori di Okipo, Simone Notaristefano e Marco Lodi, sottolineano che l’integrazione dell’offerta consente ai clienti di affidarsi a figure professionali affermate mentre usufruiscono di strumenti digitali avanzati. Dal lato dello studio, il partner Enrico Holzmiller evidenzia che l’approccio ibrido — combinare algoritmo e revisione umana — è la strada per rappresentare correttamente i dati davanti all’Amministrazione finanziaria.
Valore aggiunto per studi e clienti
Per gli studi professionali il valore aggiunto risiede nella possibilità di delegare l’elaborazione di massa all’automazione mantenendo il controllo finale tramite procedure di validazione. I clienti ottengono invece un servizio integrato che abbina rapidità di elaborazione e garanzia di conformità fiscale. Questo modello è particolarmente utile quando il numero di operazioni annue è molto elevato, perché consente di contenere i costi interni allo studio e di ridurre i tempi di risposta, senza compromettere la qualità delle informazioni dichiarate.
Implicazioni per il mercato italiano e prospettive
La diffusione delle criptovalute in Italia apre spazi anche per operatori finanziari ed exchange, che potrebbero assumere un ruolo più strutturato nel fornire dati affidabili ai fini fiscali. Consentire flussi standardizzati e riconciliazioni automatiche tra piattaforme e consulenti contribuirebbe a diminuire le incertezze e le contestazioni. Il rispetto degli obblighi di monitoraggio RW e la corretta applicazione della tassazione sulle plusvalenze restano nodi centrali: una governance chiara e strumenti adeguati sono necessari per trasformare un mercato frammentato in uno più trasparente e sostenibile.
In sintesi, l’abbinamento tra una piattaforma automatica personalizzabile e la competenza specialistica degli studi costituisce oggi un approccio operativo efficace per affrontare la complessità della fiscalità delle cripto-attività. La combinazione di tecnologia e controllo umano riduce il rischio di errori, facilita le rappresentazioni davanti all’Amministrazione e offre ai contribuenti soluzioni più solide per adempiere agli obblighi fiscali.
