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Crescita allarmante dei crimini finanziari con le criptovalute nel 2026

Nel 2026, il panorama delle criptovalute ha conosciuto una trasformazione significativa, caratterizzata da un preoccupante aumento dei flussi di capitale verso portafogli legati ad attività illecite.

Questo fenomeno ha innescato un acceso dibattito tra esperti del settore e istituzioni finanziarie, ponendo in evidenza le sfide che la regolamentazione deve affrontare in un contesto economico in continua evoluzione.

Aumento senza precedenti nei flussi illeciti

Secondo un rapporto di TRM Labs, i flussi di criptovalute diretti verso portafogli controllati da criminali hanno raggiunto circa 158 miliardi di dollari nel 2026, segnando un incremento del 145% rispetto all’anno precedente. Questo dato corrisponde all’1,2% del volume totale delle transazioni crypto a livello globale e rappresenta una netta inversione rispetto al trend di diminuzione registrato negli ultimi tre anni.

Questa situazione evidenzia non solo il radicamento del fenomeno, ma anche la sua connessione con pratiche illecite come l’evasione fiscale e il finanziamento di attività criminali, inclusi furti su piattaforme centralizzate come l’hack all’exchange Bybit. L’uso crescente di stablecoin per il trasferimento rapido di valore attraverso diverse giurisdizioni è uno dei fattori che alimentano questo aumento.

Interpretazioni dalla stampa economica

Le testate di rilevanza internazionale hanno analizzato questi dati da angolazioni diverse ma complementari. Il Financial Times ha messo in evidenza che la crescita dei flussi illeciti non è esclusivamente un fallimento della tecnologia blockchain, ma piuttosto un’indicazione della crescente integrazione delle criptovalute nei mercati finanziari legittimi. Questa situazione le rende vulnerabili a usi impropri, come la fuga di capitali da sanzioni economiche.

Al contrario, Reuters ha focalizzato l’attenzione sulle reti di riciclaggio e sui servizi di escrow, che facilitano i trasferimenti di fondi illeciti mantenendo un elevato livello di anonimato. Ciò complica notevolmente il lavoro delle forze dell’ordine nel rintracciare i flussi di denaro.

Normative europee: risposte e sfide

Per affrontare i rischi legati ai crypto-asset, l’Unione Europea ha sviluppato un quadro normativo più robusto e sistematico negli ultimi anni. Il Regolamento MiCA, entrato in vigore il 30 dicembre 2026, ha introdotto disposizioni uniformi per i crypto-asset e i fornitori di servizi correlati. Questo regolamento impone obblighi di autorizzazione e governance, con l’obiettivo di tutelare i consumatori e garantire la trasparenza nel settore.

In parallelo, l’Unione Europea ha ampliato il proprio regime anti-riciclaggio (AML) per includere le transazioni in criptovalute. I fornitori di servizi di criptovalute sono ora obbligati a verificare l’identità dei propri clienti attraverso procedure Know Your Customer (KYC) e a segnalare attività sospette. Questa misura è in linea con la Travel Rule, che richiede la trasmissione di informazioni sui fondi coinvolti in ogni transazione, aumentando così la responsabilità e la trasparenza nel settore.

Un pacchetto normativo integrato

Nel maggio 2026, il Consiglio dell’Unione Europea ha adottato un pacchetto di misure antiriciclaggio che comprende un single rulebook per i controlli e la creazione di una nuova Autorità antiriciclaggio europea (AMLA). Queste normative estendono gli obblighi di compliance antiriciclaggio anche ai settori tradizionali e ai fornitori di servizi legati alle criptovalute, con l’obiettivo di garantire un approccio coordinato nella lotta contro il riciclaggio di denaro. Tali misure mirano a migliorare la trasparenza e la responsabilità nel settore, in linea con le crescenti preoccupazioni sui rischi associati ai crypto-asset.

Criticità e limitazioni della normativa

Nonostante i progressi, gli esperti avvertono che le normative europee affrontano ancora significativi ostacoli. Diverse entità hanno tentato di operare senza le necessarie autorizzazioni, sfruttando il forum shopping tra Stati membri per eludere i controlli. Inoltre, la piena efficacia delle norme dipende dalla capacità delle autorità nazionali di cooperare e condividere informazioni in un mercato decentralizzato.

Le differenze nell’implementazione delle misure, come nel caso della Polonia, hanno ritardato l’uniformità del controllo, evidenziando la necessità di un impegno comune per affrontare le sfide legate alle criptovalute e alla criminalità. Il record di 158 miliardi di dollari in flussi illeciti nel 2026 sottolinea una realtà complessa, in cui la tecnologia blockchain è diventata parte integrante dei mercati finanziari, portando con sé sia opportunità legittime che rischi significativi di attività illecite.

La normativa europea rappresenta un passo importante nella risposta a queste sfide, ma richiede ulteriore coordinamento e adattamento per rimanere efficace.

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