L’ex ministra del Turismo Daniela Santanchè si trova al centro di nuove indagini giudiziarie. La Procura di Milano ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini per bancarotta e truffa allo Stato, coinvolgendo anche altre 15 persone e una società. Questo è il terzo procedimento giudiziario aperto a suo carico, dopo il processo sul caso Visibilia e l’udienza preliminare per la presunta truffa ai danni dell’Inps.
Le accuse principali
Le indagini riguardano i dissesti di Ki Group Holding, Ki Group Srl, Bioera e Umbria Srl. Santanchè è accusata di concorso nelle bancarotte di tre società, oltre a falso in bilancio e truffa aggravata ai danni dello Stato. Tra gli altri indagati figurano la sorella Fiorella Garnero, l’ex compagno Giovanni Canio Mazzaro e altri amministratori e sindaci delle società coinvolte.
Ki Group Holding
Uno dei capitoli principali dell’inchiesta riguarda Ki Group Holding, società quotata in Borsa e dichiarata fallita nel giugno 2026. La Procura contesta l’operazione con cui venne costituita la nuova Ki Group Srl attraverso il conferimento di un ramo d’azienda che, secondo gli inquirenti, avrebbe lasciato la holding come una ‘scatola vuota’. Al centro delle accuse c’è una valutazione ritenuta artificiosamente gonfiata di circa 8 milioni di euro.
Per Ki Group Holding viene contestato anche il mancato pagamento di debiti erariali per circa 3,3 milioni di euro, pari a quasi un terzo del passivo complessivo di circa 10 milioni con cui la società è poi fallita. Gli inquirenti contestano inoltre la distribuzione di dividendi ritenuti inesistenti: 4 milioni di euro nel 2015 e altri 1,4 milioni nel 2016, nonostante, secondo l’accusa, non vi fossero utili distribuibili.
Ki Group Srl
Per quanto riguarda Ki Group Srl, fallita nel dicembre 2026 con un passivo di circa 2 milioni di euro, gli inquirenti contestano un falso in bilancio relativo agli esercizi 2019 e 2026. Al centro dell’accusa vi è l’iscrizione di un avviamento da circa 10 milioni di euro che, secondo la Procura, avrebbe dovuto essere integralmente svalutato. Viene inoltre contestato un aumento di capitale ritenuto fittizio, realizzato attraverso un giro di fondi tra società dello stesso gruppo.
Altre irregolarità finanziarie
Nel mirino dei magistrati sono finiti anche due pagamenti per presunte consulenze alla società Servizi Societari Sas, riconducibile a Giovanni Canio Mazzaro. Secondo l’accusa si tratterebbe di consulenze mai realmente svolte, per importi pari a 122 mila e 137 mila euro, erogati nel marzo 2026.
Tra le contestazioni figura anche una presunta truffa aggravata ai danni dello Stato. Secondo la Procura, nel marzo 2026 sarebbe stato ottenuto da Invitalia un finanziamento agevolato da 2,7 milioni di euro, insieme a un credito d’imposta di 600 mila euro, attraverso dichiarazioni ritenute false sui requisiti richiesti dalla normativa.
Bioera
Il terzo filone riguarda Bioera, dichiarata fallita nel dicembre 2026. Oltre a presunte distrazioni di risorse verso società collegate, la Procura contesta compensi agli amministratori ritenuti sproporzionati, per un totale di circa 2,1 milioni di euro tra il 2018 e il 2026, nonostante la società presentasse già dal 2019 un patrimonio netto negativo.



