Juncker ha convocato un nuovo Eurogruppo per mercoledì prossimo e ha dettato sei condizioni alla Grecia: 1) ulteriore taglio di 325 milioni di euro alla spesa corrente (che la troika Ue-Fmi-Bce voleva ottenere intervenendo sulle pensioni e che invece i partiti hanno bloccato); 2) approvazione in Parlamento del pacchetto di riforme (che tra l’altro prevede il taglio del 22% sui salari minimi e di 150.000 funzionari pubblici entro il 2015); 3) impegno scritto dei leader dei partiti a rispettare i piani anche dopo le elezioni di aprile.
Ad Atene le condizioni sono state prese come uno schiaffo in faccia.
Jose’ Manuel Barroso oggi ha addolcito i toni europei e si è detto ”fiducioso” che si troverà una soluzione.
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