Il terzo trimestre ha visto la crescita globale resistere a una serie di scosse consecutive: il conflitto in Medio Oriente, una siccità che ha aggravato i prezzi dell’energia e ulteriori aumenti dei tassi d’interesse. Nel settembre scorso sia la BCE che la Fed hanno alzato i tassi di politica monetaria, e le tensioni si sono protratte anche sul fronte dei tassi a lungo termine. Nonostante questi fattori di pressione, le previsioni “nowcast” indicano che la crescita non si è rotta in molte economie avanzate e i dati di PIL attesi per il 29 ottobre negli USA e il 30 ottobre nella zona euro dovrebbero confermare tale resilienza.
Eurozona: una crescita moderata ma stabile
Il modello nowcast segnala un incremento dello 0,3 % su base trimestrale per l’intera area euro, parametro che resta robusto quando si esclude l’Irlanda, la cui economia ha mostrato una volatilità evidente nel Q2. La stabilità del ritmo medio del secondo semestre suggerisce una resilienza di fondo della zona. Il PMI dei servizi ha rimbalzato nettamente nel Q3, attestandosi a 53,0 a settembre, consolidando una zona di espansione. Parallelamente, il tasso di disoccupazione è rimasto stabile al 6,4 % ad agosto, mentre i nuovi finanziamenti per gli investimenti aziendali hanno registrato una crescita annua dell’8,7 % in agosto, evidenziando vigore nelle decisioni di spesa.
Servizi in espansione
Il settore dei servizi, pilastro dell’economia europea, ha compensato la fermata della produzione industriale estiva. Il indice PMI dei servizi, ben al di sopra della soglia di 50, indica una domanda interna sostenuta, supportata da un mercato del lavoro che mostra segnali di rafforzamento. Questa dinamica ha attenuato l’impatto della perdita di potere d’acquisto dovuta a un’inflazione persistente, contribuendo a un consumo delle famiglie più stabile.
Francia: ritorno alla crescita nonostante la siccità
Secondo le previsioni nowcast, la Francia ha registrato un aumento dello 0,2 % su base trimestrale nel Q3, superando la stagnazione del primo semestre. La stagione di siccità ha ulteriormente compresso la produzione industriale, ma il segmento dei servizi di mercato ha mostrato una rapida ripresa nei mesi di luglio e agosto, in particolare nei settori dei servizi alle imprese, della ristorazione, del digitale e del settore immobiliare. Il recupero dell’investimento residenziale, dopo una fase debole nella prima metà dell’anno, ha alimentato un incremento del credito alle imprese e ha favorito gli investimenti legati all’intelligenza artificiale. Una leggera crescita dei consumi famigliari è stata osservata grazie a un aumento delle vendite di veicoli elettrici.
Germania: slancio trainato dalle esportazioni
Il modello nowcast indica una crescita dello 0,2 % su base trimestrale per la Germania nel Q3, confermando una serie di quattro trimestri consecutivi di espansione (0,3 % nel Q4 2025, 0,4 % nel Q1 2026, 0,3 % nel Q2). Il PMI manifatturiero di settembre si è attestato a 53,9, in lieve calo di 0,4 punti rispetto al mese precedente, ma comunque in territorio espansivo. La spesa pubblica, soprattutto in difesa e infrastrutture, continua a sostenere l’attività economica: i lavori pubblici hanno registrato un aumento del 2,5 % su base trimestrale ad agosto. Le esportazioni stanno guidando il motore della crescita con un incremento del 4,4 % su base annua da gennaio ad agosto, spinti da un orientamento più marcato verso i Mercati europei, dove le vendite sono cresciute del 7,2 %.
Stati Uniti: un’espansione alimentata da consumo e intelligenza artificiale
Negli USA, il GDP Now dell’Atlanta Fed indica una crescita annualizzata del 3,5 % nel Q3, quasi allineata alla nostra previsione del 3,7 % (crescita non annualizzata 0,9 %). Il rilancio è trainato dalla domanda interna: il consumo delle famiglie si mantiene stabile nonostante l’inflazione, mentre gli investimenti in beni capitali non difensivi, soprattutto quelli legati all’intelligenza artificiale, continuano a crescere. Le vendite al dettaglio e gli ordini di beni capitali non destinati all’aeronautica confermano questa tendenza. I principali indici ISM per manifattura e servizi mostrano un valore medio di 54,9, ben sopra il livello di crescita, ma evidenziano al contempo pressioni persistenti sui prezzi e sulle catene di approvvigionamento.



