VM Motori, lo stabilimento di Cento passato nel 2025 da Stellantis al gruppo Marval, è al centro di un intenso dibattito tra azienda, istituzioni e sindacati. La Regione ha recentemente stanziato 1,88 milioni di euro per un progetto da 24,1 milioni, finalizzato allo sviluppo di una nuova generazione di powerpack multifuel e ‘H2 ready’. Tuttavia, le organizzazioni sindacali Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Aqcf-R chiedono un confronto più trasparente e partecipativo sul futuro dello stabilimento.
Finanziamenti regionali e richieste sindacali
I fondi regionali, destinati a sostenere il piano di investimenti di VM Motori, hanno acceso i riflettori sulle dinamiche interne all’azienda. I sindacati contestano le scelte unilaterali dell’azienda, in particolare la gestione della cassa integrazione e le nuove assunzioni. ‘È imprescindibile garantire a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori l’applicazione della rotazione: nessuno deve essere escluso o lasciato a casa in modo continuativo’, sottolineano le sigle sindacali.
La gestione della cassa integrazione
La questione della rotazione degli ammortizzatori sociali è particolarmente delicata. I sindacati denunciano che l’azienda si appresta a procedere a nuove assunzioni senza garantire una gestione equa della cassa integrazione. ‘Le rassicurazioni e i proclami affidati alla stampa valgono zero’, affermano le sigle, chiedendo ‘un confronto reale e trasparente’ sul futuro del sito, dagli investimenti ai volumi produttivi.
Il piano industriale e le preoccupazioni dei sindacati
Il piano industriale di VM Motori è al centro delle preoccupazioni dei sindacati. Le organizzazioni sindacali chiedono un incontro urgente con l’azienda e le istituzioni presso la Regione per discutere piano industriale, investimenti, volumi, strategie e occupazione. ‘Non accetteremo che lavoratrici e lavoratori e la rappresentanza sindacale continuino ad essere esclusi da decisioni sul futuro dello stabilimento’, affermano con fermezza.
La situazione è resa ancora più complessa dal fatto che i lavoratori e i rappresentanti sindacali vengono informati attraverso la stampa locale anziché attraverso corrette relazioni industriali. I sindacati definiscono l’ennesima ‘notizia calata dall’alto’ una situazione che richiede una gestione rigorosa e condivisa, non decisioni calate dall’alto.



