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Frode telefonica e usurpazione d’identità: l’allarme dopo l’attacco a Barbara Puschiasis

Truffa telefonica simula controllo fiscale su investimenti in criptovalute

La vicepresidente di Consumerismo No Profit, Barbara Puschiasis, è stata vittima di una truffa telefonica che unisce usurpazione di identità e coercizione psicologica. L’aggressore si è spacciato per un operatore dell’OAM per giustificare richieste estorsive collegate a presunte irregolarità fiscali su investimenti in criptovalute.

La segnalazione dell’associazione evidenzia come procedure dall’apparenza istituzionale possano essere strumentalizzate per ottenere denaro o dati sensibili. Dal punto di vista ESG, la vicenda sottolinea la necessità di rafforzare la protezione degli investitori e la comunicazione istituzionale.

La sostenibilità è un business case anche nella prevenzione delle frodi: le aziende leader hanno capito che formazione e processi di verifica riducono il rischio operativo. Il caso Puschiasis invita a implementare controlli pratici e a segnalare tempestivamente episodi analoghi alle autorità competenti, per tutelare i risparmiatori e la fiducia nelle istituzioni.

Modalità della truffa e perché è efficace

La frode prosegue con chiamate di impersonificazione, in cui l’autore si presenta come professionista accreditato. Chiama spesso usando nomi reali per aggirare le difese della vittima. Il fulcro del raggiro è la combinazione di linguaggio tecnico e minacce velate. Vengono evocate presunte sanzioni e posizioni fiscali da regolarizzare, con riferimenti a conseguenze legali. Il messaggio è calibrato per generare confusione e paura e indurre decisioni affrettate.

Se sorgono dubbi, il tono può mutare in aggressività per forzare pagamenti o ottenere dati sensibili. Lo schema risulta particolarmente efficace quando il bersaglio è già preoccupato per investimenti in criptoasset o per la propria posizione fiscale. Dal punto di vista ESG, la prevenzione richiede comunicazioni chiare da parte delle istituzioni e percorsi di verifica ufficiali. Le autorità invitano a confermare sempre le richieste tramite canali istituzionali e a segnalare tempestivamente episodi analoghi.

Uso di dati personali per aumentare la credibilità

Nel caso di Puschiasis il truffatore disponeva di informazioni anagrafiche e professionali, elemento che ha reso la messinscena più credibile. Il possesso di tali dati consente al malintenzionato di superare le prime resistenze della vittima e di formulare richieste apparentemente legittime. Questa tecnica mette in evidenza l’importanza della protezione dei dati personali e della verifica indipendente delle richieste ricevute.

Dal punto di vista ESG, la corretta governance dei dati è parte integrante della gestione del rischio reputazionale e operativo. Le aziende e i privati devono adottare misure minime: controllare la provenienza delle chiamate, usare canali ufficiali per la conferma e limitare la circolazione delle informazioni sensibili. In pratica, occorre rifiutare richieste di dati non sollecitate e segnalare tempestivamente episodi sospetti alle autorità competenti.

Risposta dell’associazione e richieste alle istituzioni

Il presidente di Consumerismo No Profit, Luigi Gabriele, ha condannato l’episodio e ha espresso solidarietà alla vicepresidente. L’associazione propone due linee d’intervento: fornire assistenza immediata alle vittime potenziali e sollecitare misure normative e operative per prevenire nuove frodi.

Tra le proposte figurano il blocco della validità dei contratti stipulati esclusivamente a distanza via telefono, ritenuto un canale che facilita molte truffe, e l’istituzione di una squadra di polizia specializzata nel contrasto alle truffe economiche e ai reati contro i consumatori. Dal punto di vista operativo, l’associazione chiede procedure semplificate per le segnalazioni e maggiore coordinamento tra autorità nazionali e forze dell’ordine.

La sostenibilità delle soluzioni proposte è presentata come un business case: misure preventive e investigazioni specializzate possono ridurre i costi sociali e i danni economici ai consumatori. Le aziende leader hanno capito che investire in prevenzione riduce il rischio reputazionale e i costi di contenzioso.

Il passo successivo atteso è una risposta formale delle istituzioni competenti sulle proposte presentate e l’avvio di un confronto tecnico per definire strumenti normativi e operativi efficaci.

Proposte operative e riferimento internazionale

In continuità con l’appello al normale funzionamento delle istituzioni competenti, l’associazione propone misure organizzative ispirate a prassi estere. Suggerisce di limitare la possibilità di stipulare accordi vincolanti esclusivamente per via telefonica, introducendo ulteriori livelli di verifica dell’identità e della volontà del cliente.

Propone inoltre il potenziamento di unità investigative specializzate nella frode economica e finanziaria per contrastare reti sempre più sofisticate. Dal punto di vista ESG, l’associazione sottolinea che la tutela dei risparmiatori rappresenta anche un criterio di governance, e che la prevenzione delle frodi è parte integrante di un modello d’impresa responsabile.

Come difendersi e come segnalare

Dal punto di vista pratico, la tutela dei risparmiatori passa da tre azioni coordinate: verificare, non cedere e segnalare. È necessario non fornire dati sensibili né effettuare pagamenti a fronte di telefonate non verificate. Per la verifica si raccomanda di usare esclusivamente canali istituzionali ufficiali e documentati.

In caso di minacce o richieste estorsive, l’associazione offre assistenza tecnica e legale tramite lo Sportello Nazionale +Tutela. È possibile contattare il servizio al numero 0694805440 (lunedì-venerdì 9:00-12:30 e 15:30-18:30) o via email all’indirizzo [email protected]. L’assistenza comprende valutazione del rischio, orientamento procedurale e indicazioni per la raccolta di prove documentali.

Segnalare tempestivamente gli episodi alle autorità competenti è utile per ricostruire modalità e responsabilità. La raccolta di denunce e segnalazioni contribuisce a prevenire nuovi casi e a rafforzare gli strumenti di contrasto. Dal punto di vista ESG, la protezione degli investitori costituisce un elemento di governance che migliora la resilienza del mercato.

Dal punto di vista ESG, la protezione degli investitori costituisce un elemento di governance che migliora la resilienza del mercato. L’associazione propone ai cittadini la possibilità di assumere il ruolo di delegato territoriale, figura volta a promuovere informazione preventiva e supporto locale. Informazioni e requisiti sono disponibili sul sito ufficiale: https://associazione.consumerismo.it/delegato-territoriale/.

Delegato territoriale indica un volontario formato per diffondere pratiche di prevenzione, segnalare anomalie e orientare i cittadini verso i canali di assistenza. La diffusione di conoscenza sui metodi impiegati dai truffatori e sui canali di supporto rafforza la resilienza collettiva e riduce lo spazio operativo delle organizzazioni criminali. La sostenibilità è un business case anche in questo ambito: investire in reti locali di prevenzione abbassa i costi sociali e finanzari legati alle frodi.

I potenziali delegati possono partecipare a percorsi di formazione e collaborare con le istituzioni competenti per migliorare la capacità di rilevazione sul territorio. Una capillare rete di delegati incrementa la capacità di prevenzione e rappresenta uno sviluppo atteso nella strategia di tutela degli investitori.

Il caso che ha coinvolto la vicepresidente Barbara Puschiasis conferma che le pratiche fraudolente non sono episodi isolati ma segnali di vulnerabilità sistemica. Dal punto di vista ESG, la protezione degli investitori rientra nella componente di governance e richiede interventi strutturali per aumentare la trasparenza e la resilienza dei mercati.

Comprendere il funzionamento delle frodi, proteggere i dati personali e utilizzare i canali di assistenza indicati restano azioni concrete e immediate per contrastare queste pratiche. L’associazione sollecita scelte istituzionali più incisive e una maggiore responsabilità collettiva per impedire che la legalità rimanga un concetto teorico davanti a organizzazioni che si coprono con titoli professionali.

La sostenibilità è un business case anche sul fronte della tutela: adottare standard di governance chiari e strumenti di verifica indipendente migliora la fiducia degli investitori e riduce il rischio operativo. Tra gli sviluppi attesi si segnalano il rafforzamento delle unità investigative e la diffusione di una rete capillare di delegati, strumenti che incrementano la prevenzione e favoriscono la protezione concreta degli investitori.

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