Il 29 ottobre 2026 la più grande piattaforma di scambio di criptovalute al mondo, Binance, è stata vittima di un attacco informatico senza precedenti. Gli hacker hanno sottratto bensì più di 6,5 miliardi di dollari in asset digitali, segnando il furto più consistente mai registrato nella storia delle valute virtuali. L’evento ha innescato una caduta repentina dei prezzi delle principali monete, con Bitcoin in ribasso di quasi il 5 percento, Ethereum del 6 percento e BNB, token nativo dell’exchange, quasi del 10 percento.
Il coinvolgimento della Corea del Nord e il gruppo TraderTraitor
L’FBI ha attribuito ufficialmente la responsabilità dell’attacco al gruppo di hacker nordcoreano noto come TraderTraitor, parte dell’organizzazione Lazarus. Le indagini hanno mostrato che gli assalitori hanno convertito i token rubati in Ethereum, sfruttando piattaforme di finanza decentralizzata (DeFi) e servizi di scambio istantaneo per nascondere la tracciabilità. Il dipartimento federale ha invitato gli operatori del settore a bloccare le transazioni associate agli indirizzi utilizzati dal gruppo, nella speranza di interrompere il riciclaggio dei fondi.
La risposta di Binance: copertura delle perdite e riavvio dei prelievi
Di fronte al massiccio danneggiamento patrimoniale, Binance ha dichiarato di aver destinato oltre 6,34 miliardi di dollari di proprie riserve per rimborsare gli utenti colpiti. L’exchange ha ricomprare token sul mercato, riuscendo a ripristinare circa il 90 percento del valore sottratto; la quota restante, più “illiquida”, potrebbe richiedere più tempo per essere restituita interamente. Dopo aver sospeso tutti i prelievi nella notte dell’attacco, la piattaforma ha riavviato gradualmente le operazioni domenica, elaborando prelievi per 4,65 miliardi di dollari e depositi per 1,01 miliardi nello stesso intervallo di tempo.
Impatto sul patrimonio gestito da Binance
Il deflusso netto di 3,64 miliardi di dollari corrisponde a circa il 2,1 percento del totale degli asset gestiti da Binance, una cifra significativa ma gestibile grazie alla massiccia liquidità dell’azienda. Gli analisti hanno sottolineato che, nonostante l’entità del furto, l’uso di riserve proprie per coprire le perdite ha ridotto il rischio di un paniere di panico più ampio tra gli investitori.
Riflessi geopolitici e dibattito sulla sicurezza digitale
L’attacco ha riacceso il dibattito sulla capacità della Corea del Nord di finanziare i propri programmi militari mediante crimini informatici. Nonostante le dichiarazioni di dubbio del presidente degli Stati Uniti, l’accusa formale dell’FBI conferma i sospetti di lungo corso su un legame tra gli hacker di Stato e le sanzioni internazionali. Parallelamente, esperti di sicurezza hanno avvertito che l’avanzamento dell’intelligenza artificiale potrebbe minacciare ulteriormente i protocolli crittografici, rendendo necessarie architetture “Zero Trust” e firme multiple per proteggere gli accessi alle chiavi di wallet.
L’incidente evidenzia come la vulnerabilità umana – in questo caso la compromissione del portatile di un singolo ingegnere – possa convertire un apparato tecnologico estremamente sofisticato in un punto di ingresso per aggressori di livello statale. La risposta rapida di Binance e le azioni delle autorità di regolamentazione rappresentano, per ora, l’unico freno a una potenziale spirale di furti sempre più devastanti.



