Nel corso del 2026, la Legge di Bilancio ha apportato cambiamenti significativi riguardo al trattamento delle criptoattività ai fini del calcolo dell’ISEE.
Rispetto al passato, caratterizzato da una certa incertezza, è stato ufficializzato l’obbligo di includere le valute virtuali nella valutazione della situazione economica patrimoniale dei contribuenti.
Coloro che si apprestano a presentare la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) dovranno prestare particolare attenzione a come valorizzano il proprio portafoglio di criptovalute, poiché le nuove modalità di calcolo sono equiparate a quelle dei conti correnti tradizionali.
Novità legislative e inclusione delle criptovalute
Le modifiche più rilevanti sono contenute nei commi 32, 33 e 34 della Legge di Bilancio, i quali modificano le normative precedenti (D.L. 201/2011 e DPCM 159/2013). In particolare, il comma 32 stabilisce che le criptovalute devono essere incluse nel patrimonio mobiliare, chiarendo definitivamente la loro classificazione. Questo cambiamento elimina ogni ambiguità e stabilisce un nuovo standard per la loro considerazione ai fini ISEE.
Come calcolare il valore delle criptovalute
Un passo avanti significativo riguarda il metodo di valorizzazione delle criptoattività. Fino a poco tempo fa, si faceva riferimento principalmente al saldo al 31 dicembre, mentre adesso la normativa prevede un approccio più complesso, simile a quello utilizzato per altri strumenti finanziari. Per il calcolo dell’ISEE 2026, le criptovalute dovranno essere valutate considerando sia il saldo finale sia la giacenza media annua.
Per ogni wallet o piattaforma di trading, sarà necessario determinare due valori distinti: il saldo al 31 dicembre e la giacenza media durante l’anno. Nella DSU, dovrà essere indicato il valore più elevato tra i due. Questo approccio richiede una maggiore precisione nella raccolta dei dati, specialmente in un contesto caratterizzato da alta volatilità e transazioni frequenti.
Riferimenti temporali per l’ISEE 2026
È importante ricordare che l’ISEE si basa sulla situazione patrimoniale del secondo anno precedente alla presentazione della domanda. Pertanto, per chi richiede l’ISEE nel 2026, i dati da considerare saranno quelli dell’anno solare 2026. Questo aspetto è cruciale per garantire che tutti i valori siano aggiornati e accurati per il corretto calcolo dell’indicatore.
Con l’introduzione di queste nuove regole, il mondo delle criptovalute si integra sempre di più nel sistema fiscale e sociale, richiedendo una maggiore attenzione da parte dei contribuenti. Per chi ha dubbi o desidera chiarimenti sulla fiscalità delle proprie attività di trading, è consigliabile rivolgersi a esperti del settore.