La Commissione europea ha avviato un procedimento formale contro la piattaforma di e‑commerce Shein, applicando le regole del Digital Services Act.
L’azione riguarda presunte violazioni relative alla vendita di prodotti vietati, al design che crea dipendenza e alla trasparenza degli algoritmi che propongono articoli e contenuti.
Bruxelles avvierà un’indagine ampia per verificare i controlli operativi adottati da Shein e la conformità alle obbligazioni di trasparenza previste dalla normativa europea per le piattaforme digitali di grandi dimensioni. L’esame comprenderà sia le pratiche di moderazione dei contenuti sia i meccanismi di raccomandazione rivolti agli utenti.
Indice dei contenuti:
Vendita di prodotti vietati: cosa verifica la Commissione
La Commissione europea valuta l’efficacia dei meccanismi di moderazione e dei controlli sui cataloghi per verificare se la piattaforma impedisca la commercializzazione nell’Ue di articoli vietati. Tra i casi segnalati figurano bambole sessuali con sembianze infantili, ritenute potenzialmente illegali. L’esame non mira a censire singoli prodotti, ma a valutare i processi e gli strumenti che regolano l’offerta sul marketplace, compresi gli algoritmi che influenzano la visibilità degli annunci.
Procedure di moderazione e responsabilità
L’analisi si concentra sulle procedure adottate dalla piattaforma per individuare e rimuovere contenuti illeciti. In particolare la Commissione verificherà le policy interne, i tempi di intervento e i criteri applicati dagli operatori umani e automatici. Saranno inoltre esaminati i sistemi di raccomandazione che possono amplificare la diffusione di inserzioni problematiche. Infine si valuterà la responsabilità dell’operatore nella prevenzione della vendita di prodotti vietati e l’adeguatezza delle misure correttive adottate.
La Commissione proseguirà gli accertamenti sui meccanismi di segnalazione, sui tempi di intervento e sulle politiche di rimozione adottate dalla piattaforma. Verranno richieste informazioni a Shein e a soggetti terzi, oltre a eseguire monitoraggi e colloqui. Tali accertamenti mirano a verificare la conformità alle norme del DSA in materia di contenuti illeciti e tutela degli utenti.
Design persuasivo e impatto sul benessere degli utenti
Un secondo filone d’indagine riguarda il design che crea dipendenza, ossia gli espedienti progettuali volti a prolungare il periodo di permanenza e l’interazione sulla piattaforma. La Commissione esaminerà strumenti come sistemi di punti, ricompense, notifiche mirate e altri meccanismi che possono favorire comportamenti d’acquisto ripetitivi. L’attenzione sarà rivolta in particolare alla protezione dei consumatori più giovani e agli effetti sul benessere psicofisico degli utenti.
Rischi per i consumatori e mitigazioni richieste
L’attenzione si concentrerà sui rischi specifici per i consumatori e sulle misure adottate per mitigarli. I regolatori valuteranno la presenza di interventi tecnici e procedurali volti a ridurre danni al benessere degli utenti. Se le misure risultassero insufficienti, l’indagine potrà condurre a richieste formali di modifica del servizio o all’imposizione di impegni vincolanti da parte della piattaforma.
Trasparenza degli algoritmi di raccomandazione
Un altro elemento chiave riguarda la chiarezza dei criteri che determinano i suggerimenti di prodotti e contenuti. Secondo il DSA, le piattaforme devono rendere accessibili i principali parametri che influenzano i risultati mostrati agli utenti. Bruxelles verificherà se le informazioni fornite dalla piattaforma sono adeguate e comprensibili per un pubblico non specialista.
Opzione non profilata e informativa agli utenti
Il quadro normativo richiede anche un’alternativa di navigazione che non si basi sulla profilazione. Tale alternativa deve essere facilmente individuabile e attivabile dall’utente. Inoltre, la normativa prevede obblighi di informazione chiara sulle logiche di funzionamento degli algoritmi, incluse le ragioni della promozione di specifici prodotti o contenuti. Le autorità controlleranno l’effettiva fruibilità di queste opzioni e la qualità delle informazioni fornite.
Le autorità verificheranno se, per ogni sistema di raccomandazione, gli utenti dispongono di un’alternativa che non utilizzi la profilazione e se le spiegazioni sulle logiche di selezione sono comprensibili. In particolare sarà valutata l’effettiva fruibilità di tali opzioni e la qualità delle informazioni fornite. La trasparenza è considerata uno strumento fondamentale per permettere ai consumatori di compiere scelte consapevoli e per ridurre il rischio di manipolazione tramite algoritmi opachi.
Procedura, poteri della Commissione e contesto societario
L’avvio del procedimento formale autorizza la Commissione a intensificare le richieste di informazioni e a richiedere ulteriori evidenze documentali. Se emergeranno inadempienze potrà adottare misure temporanee o definitive per tutelare i diritti dei consumatori. Il procedimento si inserisce nel quadro di vigilanza sui servizi digitali e mira a garantire il rispetto delle norme europee.
L’Irlanda, dove Shein ha stabilito la propria presenza nell’Unione, partecipa alle indagini attraverso il suo coordinatore nazionale dei servizi digitali. Tale coordinamento consente lo scambio di informazioni tra autorità e facilita l’applicazione uniforme delle decisioni a livello UE.
Tempi dell’indagine e profilo societario
La durata dell’indagine non è fissata da un termine legale. Essa dipenderà dalla complessità del caso, dal livello di cooperazione della società e dall’esercizio dei diritti di difesa. In passato Shein è nata con il nome di SheInside nel 2008 a Nanjing e ha assunto il marchio attuale nel 2015. Oggi la sede legale è a Singapore e l’azienda, pur avendo valutato l’ipotesi di una Ipo, rimane non quotata in borsa.
L’azione della Commissione costituisce un tentativo di far rispettare le nuove regole europee per i servizi digitali. In particolare, le verifiche mirano a chiarire se le procedure operative della piattaforma siano adeguate a prevenire la circolazione di prodotti illeciti e a garantire maggiore trasparenza sulle logiche che guidano i suggerimenti agli utenti. Le autorità europee potranno, se necessario, disporre misure correttive o sanzioni per assicurare l’applicazione uniforme delle decisioni a livello UE.
