La Federal Reserve ha deciso di mantenere i tassi di interesse nella fascia compresa tra il 3,50% e il 3,75%.
Questa scelta ha sorpreso molti analisti e rappresenta il minimo degli ultimi tre anni. Le pressioni interne ed esterne, incluso l’influenza dell’ex presidente Donald Trump, hanno caratterizzato il dibattito. La decisione non è stata unanime, poiché due membri del consiglio, Stephen Miran e Christopher Waller, hanno votato per un abbassamento di un quarto di punto. Le loro posizioni sembrano legate a fattori politici, dato che Miran è un nominato di Trump e Waller è in lizza per succedere a Jerome Powell.
Questa pausa nella politica monetaria della Fed suscita interrogativi significativi sul futuro dell’economia statunitense e globale. Michele Sansone, country manager di iBanFirst Italia, sottolinea che la Fed continuerà a monitorare con attenzione l’andamento dell’inflazione e della crescita economica. Attualmente, i mercati si aspettano due riduzioni dei tassi entro il 2026, ma un taglio drastico di 100 punti base appare irrealistico, a meno di un rischio di recessione significativo, attualmente non presente all’orizzonte.
I fatti
Il contesto economico attuale porta con sé cambiamenti significativi per le valute e i mercati emergenti. La debolezza del dollaro e l’aumento dell’EUR/USD, che ha raggiunto quota 1,20, sono indicatori di una nuova tendenza nota come debasement trade. Tradizionalmente, in periodi di tensioni geopolitiche, il dollaro si rafforzava, considerato un bene rifugio. Tuttavia, questa dinamica sta cambiando, suggerendo un’evoluzione nei flussi di capitale.
Nuove strategie di investimento
Invece di rifugiarsi nel dollaro, gli investitori stanno diversificando i loro portafogli, aumentando l’esposizione a beni come l’oro, il platino e le valute dei mercati emergenti. Questa tendenza rispecchia un cambiamento nella percezione della leadership globale degli Stati Uniti, che sta subendo una trasformazione significativa. Secondo Sansone, ciò riflette un graduale smantellamento degli accordi internazionali che hanno caratterizzato l’ordine mondiale dal termine della Seconda guerra mondiale.
Il futuro del dollaro e dell’economia globale
Il futuro del dollaro come valuta di riserva mondiale è incerto. In passato, gli Stati Uniti hanno esercitato un ruolo di leadership attraverso il loro potere economico e militare, ma ora ci sono segnali di un cambiamento. La percezione di un dollaro sempre più debole potrebbe portare a una riduzione della sua influenza. Tuttavia, Sansone ribadisce che non ci si aspetta una massiccia fuoriuscita dagli asset denominati in dollari. Piuttosto, il riequilibrio avviato lo scorso anno continuerà a favorire l’euro e le valute dei mercati emergenti.

